Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

9 min di letturaAggiornato il 02/06/2026chimica analitica

In sintesi

  • Il punto equivalente (PE) è il momento in cui le moli di titolante aggiunte uguagliano esattamente le moli di analita, secondo il rapporto stechiometrico della reazione.
  • La retrotitolazione è necessaria quando l’analita reagisce troppo lentamente col titolante, è volatile, o non esiste un indicatore diretto adatto.
  • Si bilanciano le semireazioni di ossidazione e riduzione separatamente (metodo delle variazioni di numero di ossidazione o metodo ionico-elettronico), poi si sommano in modo…
  • La convenzione fa riferimento al carbonato di calcio perché è il composto responsabile delle incrostazioni nelle caldaie e negli elettrodomestici.

La chimica analitica volumetrica ha come obiettivo la determinazione quantitativa dell’analita: quante moli (o quanti grammi, o quale percentuale) contiene il campione? Questi sei esercizi svolti — a difficoltà crescente — coprono i casi più frequenti nei laboratori di analisi e agli esami: titolazione acido-base diretta, standardizzazione con standard primario, retrotitolazione, titolazione redox con permanganato, complessometria EDTA e iodometria. Ogni soluzione è sviluppata passo per passo a partire dalla stechiometria al punto equivalente; la teoria del pH e le curve di titolazione teoriche sono trattate nell’articolo di chimica fisica dedicato.

Volume Ce⁴⁺ aggiunto (mL) E (V vs SHE) 0.6 0.7 0.8 0.9 1.0 1.1 1.2 1.3 1.4 0 10 20 30 40 50 PE (25 mL, 1.06 V) E misurato Punto equivalente
Curva di titolazione redox. Potenziale (E, V vs SHE) in funzione del volume di Ce4+ aggiunto a una soluzione di Fe2+ in H2SO4. Il punto rosso — calcolato come Eeq = (E°(Fe) + E°(Ce))/2 — cade al centro del salto verticale, a V = 25,00 mL.
Base

Esercizio 1 — Concentrazione di un acido forte per titolazione con NaOH

Una soluzione di HCl viene titolata con NaOH standardizzato a 0.1 mol/L. Sono stati versati 23.4 mL di NaOH per raggiungere il punto equivalente su un’aliquota di 25 mL di acido. Calcola la molarità dell’HCl.

Dati
V(NaOH) al PE 23.4 mL
M(NaOH) 0.1 mol/L
V(HCl) analizzato 25 mL
Reazione HCl + NaOH → NaCl + H2O
Soluzione passo per passo

Al punto equivalente di una titolazione acido-base forte, le moli di titolante uguagliano esattamente le moli di analita (rapporto stechiometrico 1:1).

n(NaOH) = n(HCl)  ⇒  M(NaOH) · V(NaOH) = M(HCl) · V(HCl)

n(NaOH) = 0.1 mol/L × 23.4 mL = 2.34 mmol

M(HCl) = n(NaOH)V(HCl)

M(HCl) = 2.34 mmol25 mL = 0.0936 mol/L

Base

Esercizio 2 — Standardizzazione di NaOH con ftalato acido di potassio (KHP)

Si sciolgono 0.4124 g di KHP (M = 204.2 g/mol) in acqua e si titolano con NaOH; il punto equivalente è raggiunto a 20.15 mL. Determina la molarità esatta della soluzione di NaOH.

Dati
Massa KHP 0.4124 g
M KHP 204.2 g/mol
V(NaOH) al PE 20.15 mL
Reazione KHP + NaOH → KNaP + H2O  (1:1)
Soluzione passo per passo

Il ftalato acido di potassio (KHP) è lo standard primario per eccellenza nella standardizzazione degli alcali: è stabile, puro, anidro e di elevato peso molecolare (riduce l’errore relativo nella pesata). Essendo monoprotico, il rapporto stechiometrico con NaOH è 1:1.

n(KHP) = m(KHP)M(KHP)

n(KHP) = 0.4124 g204.2 g/mol = 2.019 mmol

M(NaOH) = n(KHP)V(NaOH)

M(NaOH) = 2.019 mmol20.15 mL = 0.1002 mol/L

Intermedio

Esercizio 3 — Retrotitolazione: percentuale di CaCO₃ in un campione

Un campione di 0.2 g (miscela con carbonato di calcio) viene trattato con 40 mL di HCl 0.105 mol/L (eccesso). Dopo la dissoluzione completa del carbonato, l’HCl residuo viene retrotitolato con NaOH 0.1 mol/L; il punto equivalente è a 12.5 mL. Calcola la percentuale in massa di CaCO3 nel campione.

Dati
Campione 0.2 g
HCl aggiunto 40 mL di 0.105 mol/L
NaOH retrotitolazione 12.5 mL di 0.1 mol/L
M CaCO3 100.1 g/mol
Reazione CaCO3 + 2 HCl → CaCl2 + H2O + CO2
Soluzione passo per passo

La retrotitolazione si usa quando l’analita reagisce lentamente col titolante o non ha indicatori diretti adatti. Si aggiunge un eccesso noto e misurato di reagente; poi si titola l’eccesso con un terzo reagente standardizzato. La quantità di analita si ricava per differenza.

n(HCl)tot = M(HCl) · V(HCl) = 0.105 × 40 mL = 4.2 mmol

n(HCl)eccesso = M(NaOH) · V(NaOH) = 0.1 × 12.5 mL = 1.25 mmol

n(HCl)reagito = n(HCl)tot − n(HCl)eccesso = 4.2 − 1.25 = 2.95 mmol

Dal rapporto stechiometrico 1:2 (CaCO3 : HCl):

n(CaCO3) = n(HCl)reagito2 = 1.475 mmol  ⇒  m = 0.1476 g

% CaCO3 = 0.1476 g0.2 g × 100 = 73.82 %

Intermedio

Esercizio 4 — Titolazione redox con permanganato: percentuale di ferro

Una soluzione ottenuta da 1.25 g di un minerale ferroso è titolata con KMnO4 0.02 mol/L; il viraggio (autoindicatore) è osservato a 18.6 mL su un’aliquota di 25 mL. Calcola la percentuale di ferro nel minerale.

Dati
Reazione bilanciata MnO4 + 5 Fe2+ + 8 H+ → Mn2+ + 5 Fe3+ + 4 H2O
V(KMnO4) al PE 18.6 mL
M(KMnO4) 0.02 mol/L
Massa campione 1.25 g
M(Fe) 55.84 g/mol
Rapporto MnO4 : Fe2+ 1 : 5
Soluzione passo per passo

Il permanganato è il suo stesso indicatore: in soluzione acida il colore porpora scompare fino al PE, poi la prima goccia in eccesso tinge permanentemente la soluzione di violetto. Il bilancio di carica impone il rapporto 1:5.

n(KMnO4) = M · V = 0.02 × 18.6 mL = 0.372 mmol

n(Fe2+) = 5 × n(KMnO4) = 5 × 0.372 = 1.86 mmol

m(Fe) = n × M = 1.86 mmol × 55.84 g/mol = 103.9 mg

% Fe = 0.1039 g1.25 g × 100 = 8.31 %

Avanzato

Esercizio 5 — Titolazione complessometrica EDTA: durezza dell’acqua

Un campione di 100 mL di acqua di rete (Ca2+ e Mg2+) viene titolato con EDTA 0.01 mol/L in tampone ammoniacale (pH 10), usando Nero Eriocromo T come indicatore. Il viraggio rosso→blu avviene a 15.6 mL. Calcola la durezza totale espressa come mg/L di CaCO3 equivalente.

Dati
Reazione M2+ + EDTA4− → [M-EDTA]2−  (1:1)
V campione 100 mL
V(EDTA) al PE 15.6 mL
M(EDTA) 0.01 mol/L
M(CaCO3) 100.1 g/mol
Soluzione passo per passo

L’EDTA forma complessi 1:1 stabili con quasi tutti i cationi di­valenti e trivalenti. Per convenzione internazionale la durezza dell’acqua si esprime in mg/L di CaCO3 equivalente: si calcola come se tutti i cationi fossero calcio, e si moltiplica per la massa molare di CaCO3.

n(M2+) = n(EDTA) = M(EDTA) · V(EDTA) = 0.01 × 15.6 mL = 0.156 mmol

m(CaCO3)eq = n(M2+) × M(CaCO3) = 0.156 mmol × 100.1 mg/mmol = 15.61 mg

Durezza = 15.61 mg100 mL × 1000 = 156.1 mg/L CaCO3

Avanzato

Esercizio 6 — Iodometria: percentuale di rame (II) in una lega

Da 0.5 g di una lega di rame si prepara la soluzione acida. Lo ione Cu2+ ossida I in eccesso liberando I2, che viene retrotitolato con Na2S2O3 0.1 mol/L con amido come indicatore. Il punto equivalente cade a 29.4 mL. Calcola la percentuale di Cu nella lega.

Dati
Reazione 1 2 Cu2+ + 4 I → 2 CuI↓ + I2
Reazione 2 I2 + 2 S2O32− → 2 I + S4O62−
V(Na2S2O3) al PE 29.4 mL
M(Na2S2O3) 0.1 mol/L
M(Cu) 63.55 g/mol
Massa campione 0.5 g
Soluzione passo per passo

L’iodometria sfrutta una reazione indiretta a due stadi. Prima si bilancia la stechiometria combinata: dalla reazione 1, ogni mole di I2 nasce da 2 mol di Cu2+; dalla reazione 2, ogni mole di I2 consuma 2 mol di Na2S2O3. Quindi:

2 Cu2+ ≈ 1 I2 ≈ 2 S2O32−  ⇒  n(Cu2+) = n(S2O32−)

Il rapporto stechiometrico globale 1:1 semplifica molto il calcolo:

n(S2O32−) = 0.1 × 29.4 mL = 2.94 mmol

n(Cu2+) = 2.94 mmol  ⇒  m(Cu) = 2.94 mmol × 63.55 g/mol = 186.8 mg

% Cu = 0.1868 g0.5 g × 100 = 37.37 %

Domande frequenti

Come si riconosce il punto equivalente in una titolazione?

Il punto equivalente (PE) è il momento in cui le moli di titolante aggiunte
uguagliano esattamente le moli di analita, secondo il rapporto stechiometrico della
reazione. Non coincide col punto di fine (PF), che è quello osservato dall’analista
(cambio colore, massima variazione di potenziale). Una buona scelta di indicatore minimizza
la differenza PE−PF. Nelle titolazioni potenziometriche il PE corrisponde al
punto di flesso della curva E vs volume.

Qual è il vantaggio della retrotitolazione rispetto alla titolazione diretta?

La retrotitolazione è necessaria quando l’analita reagisce troppo lentamente
col titolante, è volatile, o non esiste un indicatore diretto adatto. Si aggiunge
un eccesso noto di reagente, si lascia completare la reazione e si misura
l’eccesso rimasto per titolazione inversa. La quantità di analita si calcola
per differenza: è quindi critica la conoscenza precisa di entrambi i volumi.

Come si ricava il rapporto stechiometrico per una titolazione redox complessa?

Si bilanciano le semireazioni di ossidazione e riduzione separatamente (metodo delle
variazioni di numero di ossidazione o metodo ionico-elettronico), poi si sommano in modo
che gli elettroni ceduti eguaglino quelli acquistati. Il rapporto molare fra ossidante e
riducente emerge direttamente dai coefficienti bilanciati. Per l’iodometria è spesso
più pratico tracciare la catena di equivalenze: analita ≈ intermedio ≈
titolante e ricavare il fattore globale.

Perché la durezza dell’acqua si esprime in mg/L di CaCO₃?

La convenzione fa riferimento al carbonato di calcio perché è il composto
responsabile delle incrostazioni nelle caldaie e negli elettrodomestici. Esprimere la
concentrazione di tutti i cationi divalenti come se fossero calcio (moltiplicando per
M(CaCO3) = 100,09 g/mol) permette di sommare contributi eterogenei (Ca2+,
Mg2+, Fe2+…) in un’unica grandezza confrontabile. Norme
internazionali (ISO, EN) adottano questo riferimento.

Quando conviene usare la titolazione con EDTA rispetto ad altri metodi complessometrici?

L’EDTA (étilendiamminotetraacetato) è il legante complessometrico più
versatile: forma complessi 1:1 stabili con quasi tutti i cationi di­valenti e trivalenti,
la curva di titolazione ha un salto netto, e l’indicatore metallicromo (per es. Nero
Eriocromo T) garantisce un viraggio visibile. È preferito per durezza, Zn, Pb, Ni, Al.
Si usa a pH controllato (tampone): pH ≈ 10 per Ca2+/Mg2+,
pH ≈ 5–6 per Zn2+ e Pb2+, per massimizzare la stabilità
del complesso senza interferenze da idrolisi.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.