Elementi e materiali

Gli elementi della tavola periodica e i materiali che fanno il mondo.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026elementi materiali

In sintesi

  • È il cedimento che avviene sotto carichi ripetuti nel tempo, anche quando il carico massimo resta ben al di sotto del carico di rottura statico.
  • È la curva che descrive il comportamento a fatica di un materiale, riportando lo sforzo applicato in funzione del numero di cicli che il pezzo sopporta prima di rompersi…
  • È il valore massimo di sforzo che un materiale può sopportare per un numero indefinito di cicli senza rompersi: sotto questo limite la rottura per fatica non avviene.
  • È lo scorrimento viscoso: la proprietà di un metallo di deformarsi con continuità sotto un carico costante.

Un componente metallico può rompersi anche sotto carichi ben inferiori alla sua resistenza statica: basta che il carico sia ripetuto molte volte (fatica) o costante ma a temperatura elevata per lungo tempo (creep). Sono due dei modi di cedimento più insidiosi, perché agiscono in silenzio e sfuggono ai collaudi statici. Capirli è essenziale per progettare strutture sicure e durature.

Vediamo che cos’è la fatica e che cosa dice la curva di Wöhler, che cos’è il limite di fatica, come funziona il creep e quali sono i principali modi di cedimento dei metalli.

La fatica: rottura per carichi ripetuti

La fatica è la capacità (o l’incapacità) di un metallo di sopportare sollecitazioni variabili nel tempo. Sotto carichi che si ripetono — vibrazioni, cicli di carico e scarico — in un componente possono nucleare e propagare microcricche, fino alla rottura, anche quando il carico massimo resta molto al di sotto del carico di rottura statico. È un fenomeno cruciale in tutto ciò che vibra o ruota: alberi, ingranaggi, organi di macchine alternative, ali, ponti.

SOLIDOLIQUIDOGASpunto triplopunto criticotemperatura T →pressione P
Comportamento a fatica. Concettualmente, riportando lo sforzo applicato in funzione del numero di cicli a rottura (curva di Wöhler, o curva S–N) si ottiene una curva discendente: più alto lo sforzo, meno cicli prima della rottura. Per molti acciai la curva tende a un valore asintotico, il limite di fatica, sotto il quale il pezzo resiste a un numero indefinito di cicli.

La curva di Wöhler e il limite di fatica

Il comportamento a fatica si descrive con la curva di Wöhler (o curva S–N): si riporta lo sforzo applicato (S) in funzione del numero di cicli che il materiale sopporta prima di rompersi (N). La curva scende: maggiore lo sforzo, minore il numero di cicli a rottura. Per molti acciai, però, la curva si appiattisce verso un valore costante: esiste cioè uno sforzo, detto limite di fatica (o limite di endurance), sotto il quale il pezzo resiste a un numero praticamente infinito di cicli.

Un dato pratico utile: per gli acciai ordinari il limite di fatica si aggira intorno alla metà del loro carico di rottura a trazione. È un’indicazione di massima preziosa in fase di progetto: chi dimensiona un albero rotante non deve restare sotto il carico di rottura statico, ma ben dentro il limite di fatica. Per questo nella progettazione di parti soggette a vibrazioni si tiene lo sforzo di lavoro nettamente al di sotto di questa soglia.

limite di fatica (acciai comuni)  ≈  carico di rottura2

Il creep: scorrimento lento sotto carico

Il creep, o scorrimento viscoso, è la proprietà di un metallo di deformarsi con continuità sotto un carico costante. A temperatura ambiente è quasi sempre trascurabile, ma diventa importante alle alte temperature: il materiale «cola» lentamente nel tempo, anche se il carico non cambia, fino a possibili rotture dopo mesi o anni. Il creep va sempre considerato dove c’è calore e carico prolungato.

I principali modi di cedimento

Mettendo a confronto i modi in cui un metallo può cedere, si vede perché fatica e creep richiedono attenzioni specifiche, diverse da quelle del collaudo statico.

Modo di cedimento Causa Condizioni tipiche
Rottura statica carico che supera la resistenza sovraccarico singolo
Fatica carichi ciclici ripetuti vibrazioni, rotazioni, cicli
Creep carico costante ad alta temperatura calore + carico prolungato
Frattura fragile cricca che propaga senza deformazione basse temperature, difetti

Perché conta nella pratica

Fatica e creep sono responsabili di moltissimi cedimenti reali, proprio perché agiscono sotto carichi che il collaudo statico considererebbe sicuri. Chi progetta organi rotanti o vibranti deve dimensionare a fatica, restando sotto il limite di endurance; chi lavora con impianti caldi deve dimensionare a creep, scegliendo materiali e temperature compatibili con la vita richiesta. Conoscere questi meccanismi — e sapere quando uno o l’altro domina — è alla base della sicurezza e della durata di strutture, macchine e impianti.

Domande frequenti

Che cos’è la fatica di un metallo?

È il cedimento che avviene sotto carichi ripetuti nel tempo, anche quando il carico massimo resta ben al di sotto del carico di rottura statico. Cicli di carico e scarico, vibrazioni e rotazioni fanno nucleare e propagare microcricche fino alla rottura. È un fenomeno cruciale in tutto ciò che vibra o ruota — alberi, ingranaggi, ali, ponti — e va sempre considerato nella progettazione di queste parti.

Che cos’è la curva di Wöhler?

È la curva che descrive il comportamento a fatica di un materiale, riportando lo sforzo applicato in funzione del numero di cicli che il pezzo sopporta prima di rompersi (curva S–N). La curva scende: più alto lo sforzo, meno cicli a rottura. Per molti acciai si appiattisce verso un valore costante, il limite di fatica, sotto il quale il materiale resiste a un numero praticamente infinito di cicli.

Che cos’è il limite di fatica?

È il valore massimo di sforzo che un materiale può sopportare per un numero indefinito di cicli senza rompersi: sotto questo limite la rottura per fatica non avviene. Per gli acciai ordinari vale all’incirca la metà del carico di rottura a trazione. In progettazione si tiene lo sforzo di lavoro nettamente sotto questa soglia per garantire vita illimitata alle parti soggette a carichi ripetuti.

Che cos’è il creep?

È lo scorrimento viscoso: la proprietà di un metallo di deformarsi con continuità sotto un carico costante. A temperatura ambiente è in genere trascurabile, ma alle alte temperature diventa importante, e il materiale «cola» lentamente nel tempo fino a possibili rotture dopo lunghi periodi. È un vincolo di progetto fondamentale in caldaie, impianti chimici, turbine, motori e ovunque ci sia calore e carico prolungato.

In quali casi il creep è particolarmente critico?

Soprattutto dove c’è alta temperatura e carico per lungo tempo: impianti a vapore e chimici intorno ai 450–550 °C, turbine a gas, motori a combustione interna, razzi e reattori nucleari. Anche metalli molto teneri e bassofondenti, come il piombo o i metalli bianchi dei cuscinetti, possono manifestare creep a temperatura ambiente. È il problema che le superleghe a base nichel sono state sviluppate per affrontare nelle turbine.

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