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Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica analitica

In sintesi

  • È una sostanza, di solito un acido o una base debole, le cui forme protonata e deprotonata hanno colori diversi.
  • Il punto di equivalenza è il momento teorico in cui il titolante aggiunto è esattamente equivalente all’analita: dipende dalla chimica del sistema.
  • Si sceglie un indicatore il cui intervallo di viraggio cada nel tratto più ripido della curva di titolazione, il più vicino possibile al punto di equivalenza.
  • È l’intervallo di pH entro il quale l’indicatore cambia colore in modo percepibile, ampio circa due unità e centrato sul suo pKa.

In una titolazione tutto si gioca su un istante: il momento in cui si è aggiunto esattamente il volume di titolante che neutralizza l’analita. Il problema pratico è vederlo. Gli indicatori sono le sostanze che traducono quell’istante in un segnale visibile, il cambio di colore: il loro punto di viraggio è ciò che l’operatore osserva e su cui legge la buretta.

Vediamo che cos’è un indicatore, che cos’è l’intervallo di viraggio, come si sceglie l’indicatore giusto e perché il punto finale osservato non coincide esattamente con il punto di equivalenza.

A che cosa serve un indicatore

In una titolazione si aggiunge un reagente a concentrazione nota (il titolante) da una buretta, finché la reazione con l’analita è completa. Il volume di titolante speso a quel punto, letto sulla buretta, è ciò che permette di calcolare la quantità di analita. L’indicatore è la sostanza che segnala visivamente quando fermarsi: cambia colore in prossimità del completamento della reazione, e quel cambiamento è il punto finale osservato dall’operatore.

HClpKa -7H₃O⁺pKa -1.7acido aceticopKa 4.8ione ammoniopKa 9.2acquapKa 15.7etanolopKa 16ammoniacapKa 38metanopKa 50← più acido (pKa basso)meno acido (pKa alto) →scala dei pKa
La scala dei pKa e gli indicatori. Ogni indicatore acido-base cambia colore in un intervallo di pH centrato sul proprio pKa. Per una buona titolazione si sceglie un indicatore il cui intervallo di viraggio cade nel salto ripido della curva, vicino al punto di equivalenza.

L’intervallo di viraggio

Un indicatore acido-base è esso stesso un acido o una base debole, la cui forma protonata e quella deprotonata hanno colori diversi. Quando il rapporto fra le due forme cambia, cambia il colore percepito. L’occhio distingue il viraggio non a un valore preciso, ma in un intervallo di circa due unità di pH, centrato sul pKa dell’indicatore. Entro questo intervallo di viraggio il colore passa da quello della forma acida a quello della forma basica.

intervallo di viraggio ≈ pKind ± 1  (unità di pH)

La cosa importante, dal punto di vista della tecnica, è che ogni indicatore vira in una zona di pH ben definita: il metilarancio attorno a pH 3-4,5, il rosso di metile attorno a pH 4,5-6, la fenolftaleina attorno a pH 8-10. Questa caratteristica è ciò che permette di scegliere l’indicatore adatto a ciascuna titolazione.

Punto di equivalenza e punto finale

Sono due concetti distinti che è essenziale tenere separati. Il punto di equivalenza è il momento teorico in cui il titolante aggiunto è esattamente equivalente all’analita presente: è una proprietà del sistema chimico. Il punto finale è invece il momento in cui l’operatore osserva il viraggio dell’indicatore e ferma la titolazione: è ciò che si misura realmente. I due non coincidono mai in modo perfetto.

ntitolante = nanalita  →  Ct · Veq = Ca · Va

La piccola differenza fra i due si chiama errore di titolazione. Una titolazione ben condotta è quella in cui questo errore è trascurabile, e ciò si ottiene scegliendo un indicatore il cui intervallo di viraggio cada il più vicino possibile al punto di equivalenza, dentro il tratto in cui la curva è più ripida.

Come si sceglie l’indicatore

La scelta dell’indicatore segue una regola pratica precisa: l’intervallo di viraggio deve cadere nel salto ripido della curva di titolazione, dove poche gocce di titolante fanno variare di molte unità il pH (o il potenziale). In quella zona l’errore di volume associato al viraggio è minimo. Una tabella aiuta a orientarsi fra gli indicatori acido-base più comuni.

Indicatore Intervallo di viraggio (pH) Da colore A colore
Metilarancio 3,1 – 4,4 rosso giallo
Rosso di metile 4,4 – 6,2 rosso giallo
Blu di bromotimolo 6,0 – 7,6 giallo blu
Fenolftaleina 8,2 – 10,0 incolore rosa

Perché conta nella pratica

Per chi esegue titolazioni in laboratorio, scegliere bene l’indicatore è ciò che separa un risultato accurato da uno sistematicamente sbagliato. Un indicatore che vira lontano dal punto di equivalenza introduce un errore costante in ogni misura. Sapere distinguere punto di equivalenza e punto finale, conoscere gli intervalli di viraggio dei principali indicatori e saperli abbinare al salto della curva è una competenza analitica di base, indispensabile nel controllo qualità e nelle determinazioni volumetriche di routine.

Domande frequenti

Che cos’è un indicatore in una titolazione?

È una sostanza, di solito un acido o una base debole, le cui forme protonata e deprotonata hanno colori diversi. Cambia colore al variare del pH e segnala visivamente quando fermare la titolazione. Il cambiamento di colore avviene in un intervallo di circa due unità di pH centrato sul pKa dell’indicatore, chiamato intervallo di viraggio.

Qual è la differenza tra punto di equivalenza e punto finale?

Il punto di equivalenza è il momento teorico in cui il titolante aggiunto è esattamente equivalente all’analita: dipende dalla chimica del sistema. Il punto finale è invece il momento in cui si osserva il viraggio dell’indicatore e si ferma la titolazione: è ciò che si misura. La loro piccola differenza è l’errore di titolazione.

Come si sceglie l’indicatore giusto?

Si sceglie un indicatore il cui intervallo di viraggio cada nel tratto più ripido della curva di titolazione, il più vicino possibile al punto di equivalenza. In quella zona poche gocce di titolante fanno variare molto il pH, quindi l’errore di volume associato al viraggio è minimo e la misura risulta accurata.

Che cos’è l’intervallo di viraggio?

È l’intervallo di pH entro il quale l’indicatore cambia colore in modo percepibile, ampio circa due unità e centrato sul suo pKa. La fenolftaleina, per esempio, vira fra pH 8,2 e 10,0 passando da incolore a rosa. Conoscere questi intervalli permette di abbinare l’indicatore al tipo di titolazione che si sta eseguendo.

Si può fare una titolazione senza indicatore?

Sì. Alcuni titolanti sono colorati e fungono da indicatore di sé stessi, come il permanganato nella permanganometria. In molti altri casi il punto finale si rivela strumentalmente, con un potenziometro che misura il salto di potenziale o un fotometro che segue l’assorbanza, soprattutto quando il viraggio visivo è poco netto o la soluzione è torbida o colorata.

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