📚 Parte della guida Impara la chimicaStato solido e cristallografia

Conformita’ chimica

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6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026stato solido cristallografia

In sintesi

  • Sono sette: cubico, tetragonale, ortorombico, esagonale, trigonale (o romboedrico), monoclino e triclino.
  • Sono i quattordici modi geometricamente distinti di disporre punti equivalenti in un reticolo tridimensionale periodico.
  • Perché molte combinazioni di sistema e centratura descrivono lo stesso reticolo o non aggiungono nuova simmetria, e quindi si eliminano.
  • Indicano il tipo di centratura della cella.

Quante forme diverse può avere il «mattone» di un cristallo? La domanda sembra aperta all’infinito, e invece la risposta è sorprendentemente limitata: la simmetria impone che esistano soltanto sette sistemi cristallini e, considerando i modi di centrare le celle, appena quattordici reticoli di Bravais. Tutta l’enorme varietà dei cristalli del mondo si inquadra in questo piccolo catalogo geometrico.

Vediamo quali sono i sette sistemi cristallini, come dai modi di centrare la cella nascono i quattordici reticoli di Bravais, e perché questa classificazione è la mappa di base di tutta la cristallografia.

I sette sistemi cristallini

I sistemi cristallini classificano le celle elementari in base alle relazioni fra i loro parametri (le lunghezze a, b, c e gli angoli α, β, γ). Sono sette, in ordine di simmetria decrescente: cubico, tetragonale, ortorombico, esagonale, trigonale (o romboedrico), monoclino e triclino. Il sistema cubico è il più simmetrico (a = b = c, tutti gli angoli a 90°); il triclino è il meno simmetrico (tre lati e tre angoli tutti diversi).

I 7 sistemi cristalliniCubicoa=b=c, 90°Tetragonalea=b≠c, 90°Ortorombicoa≠b≠c, 90°Esagonalea=b≠c, 120°Monoclinoa≠b≠c, 1 angolo≠90°Triclinotutto diversoRomboedricoa=b=c, angoli =combinati con i tipi di centratura (P, I, F, C) danno i 14 reticoli di Bravais
I sette sistemi cristallini. Ogni sistema corrisponde a una forma di cella con precise relazioni tra lati e angoli, dalla massima simmetria del cubico alla minima del triclino. Combinando i sistemi con i modi di centrare la cella si ottengono i 14 reticoli di Bravais.
Sistema Relazioni tra i lati Angoli
Cubico a = b = c tutti 90°
Tetragonale a = b ≠ c tutti 90°
Ortorombico a ≠ b ≠ c tutti 90°
Esagonale a = b ≠ c 90°, 90°, 120°
Trigonale (romboedrico) a = b = c tutti uguali ≠ 90°
Monoclino a ≠ b ≠ c due 90°, uno ≠ 90°
Triclino a ≠ b ≠ c tutti diversi e ≠ 90°

Dai sistemi ai reticoli di Bravais

Una cella non deve avere punti reticolari solo ai vertici: a volte la simmetria permette di aggiungerne altri al centro del corpo o al centro delle facce, generando celle «centrate». Si distinguono quattro tipi di reticolo: P (primitivo, punti solo ai vertici), I (centrato nel corpo, dal tedesco innenzentriert), F (centrato su tutte le facce) e C (centrato su una coppia di facce). Combinando i sette sistemi con i tipi di centratura compatibili con la loro simmetria, non si ottengono 7 × 4 = 28 reticoli: molte combinazioni sono ridondanti o non aggiungono nuova simmetria. Ne restano esattamente 14, i reticoli di Bravais, descritti per la prima volta da Auguste Bravais nel 1848.

7 sistemi  ×  tipi di centratura (P, I, F, C)  →  14 reticoli di Bravais

Perché solo quattordici

La limitazione a quattordici reticoli (e, scendendo in dettaglio, a 32 classi di simmetria e 230 gruppi spaziali) è una conseguenza profonda della geometria: lo spazio tridimensionale può essere riempito in modo regolare e ripetitivo solo in un numero finito di modi. È lo stesso motivo per cui un pavimento si può piastrellare con triangoli, quadrati ed esagoni ma non con pentagoni regolari: alcune simmetrie semplicemente non «tornano» con la traslazione periodica. Questa è una delle idee più eleganti della scienza dei materiali: l’infinita varietà dei cristalli reali si riconduce a poche regole geometriche fondamentali.

Come si riconosce il sistema di un cristallo

In pratica il sistema cristallino non si indovina guardando il materiale a occhio nudo, ma si determina misurando la cella. La diffrazione dei raggi X fornisce le posizioni dei picchi, da cui si calcolano i parametri a, b, c e gli angoli; le relazioni tra questi numeri rivelano il sistema. A volte già la morfologia esterna dei cristalli — la forma con cui crescono e l’angolo costante tra le facce — suggerisce il sistema, in base alla storica «legge della costanza degli angoli» che è all’origine stessa della cristallografia. Ma è la misura della cella, oggi, a dare la risposta certa.

Perché conta nella pratica

Conoscere il sistema cristallino e il reticolo di Bravais di un materiale è il punto di partenza di ogni indagine strutturale. Quando un diffrattometro a raggi X analizza un campione, la prima informazione che si ricava è proprio la geometria della cella e quindi il sistema di appartenenza; da lì si procede a determinare le posizioni atomiche. Per il tecnico, sapere che cosa significa «struttura cubica a facce centrate» o «cella esagonale» permette di interpretare le schede dei materiali, di capire perché due forme dello stesso composto (i polimorfi) hanno proprietà diverse e di dialogare con chi esegue le analisi strutturali. È la mappa concettuale su cui poggiano gli indici di Miller, l’impacchettamento e la diffrazione che vedremo nei prossimi articoli.

Domande frequenti

Quanti sono i sistemi cristallini?

Sono sette: cubico, tetragonale, ortorombico, esagonale, trigonale (o romboedrico), monoclino e triclino. Si distinguono in base alle relazioni di uguaglianza tra le lunghezze dei lati della cella (a, b, c) e tra gli angoli (α, β, γ), che a loro volta riflettono il grado di simmetria della struttura.

Che cosa sono i 14 reticoli di Bravais?

Sono i quattordici modi geometricamente distinti di disporre punti equivalenti in un reticolo tridimensionale periodico. Nascono combinando i 7 sistemi cristallini con i tipi di centratura della cella (primitiva P, centrata nel corpo I, sulle facce F, su una coppia di facce C), scartando le combinazioni ridondanti.

Perché non esistono 28 reticoli (7 × 4)?

Perché molte combinazioni di sistema e centratura descrivono lo stesso reticolo o non aggiungono nuova simmetria, e quindi si eliminano. Per esempio, una cella tetragonale a facce centrate equivale a una tetragonale centrata nel corpo più piccola. Eliminando questi doppioni, le 28 combinazioni iniziali si riducono ai 14 reticoli realmente diversi.

Che cosa significano le sigle P, I, F, C?

Indicano il tipo di centratura della cella. P è primitiva, con punti reticolari solo ai vertici; I è centrata nel corpo (un punto in più al centro); F è centrata su tutte le facce; C è centrata su una sola coppia di facce opposte. Una cella centrata contiene più di un punto reticolare e quindi più unità formula.

A che cosa serve sapere il reticolo di Bravais di un materiale?

È l’informazione strutturale di base che si ricava dalla diffrazione dei raggi X e che permette di catalogare e confrontare i materiali. Sapere il sistema e il reticolo aiuta a prevedere proprietà come densità e anisotropia, a interpretare le schede tecniche, a riconoscere i polimorfi e a dialogare con i laboratori di analisi strutturale.

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