Elementi e materiali

Gli elementi della tavola periodica e i materiali che fanno il mondo.

7 min di letturaAggiornato il 01/06/2026elementi materiali

In sintesi

  • Perché la trasformazione martensit ica è diffusionless: avviene così rapidamente che il carbonio non ha tempo di diffondere fuori dal reticolo.
  • È la velocità minima di raffreddamento che permette di «sorpassare» il naso della C-curve senza che si formi perlite o bainite, ottenendo così martensite completa.
  • Il diagramma TTT (tempo–temperatura–trasformazione) descrive le trasformazioni isoterme: l’acciaio viene raffreddato istantaneamente a una temperatura fissa e mantenuto lì.
  • La martensite appena temprata è fragile e sotto forti tensioni residue: può fratturarsi spontaneamente o durante l’uso.

L’acciaio è il materiale strutturale più versatile che esista, in gran parte perché la sua microstruttura — e quindi le sue proprietà meccaniche — possono essere modellate con precisione attraverso trattamenti termici. Riscaldare un acciaio a temperature opportune, mantenerlo per un certo tempo, poi raffreddarlo a velocità controllata: queste semplici operazioni possono trasformare lo stesso acciaio in un materiale morbido e duttile, oppure in uno dei materiali più duri e resistenti che la metallurgia possa produrre.

La chiave di tutto è il diagramma Fe–Fe3C, che descrive quali fasi si formano in funzione della composizione e della temperatura, e i diagrammi TTT/CCT, che dicono quanto velocemente quelle fasi si trasformano.

Il sistema Fe–Fe3C: le fasi fondamentali

Il diagramma Fe–Fe3C (ferro–cementite) è la mappa delle fasi stabili negli acciai (fino a 2,1% C) e nelle ghise (fino a 6,67% C). Le fasi più importanti per i trattamenti termici sono quattro.

  • Ferrite (α-Fe): fase stabile a bassa temperatura, struttura BCC, poco carbonio disciolto (max 0,025% a 727°C), tenera (Rm ≈ 275 MPa) e molto duttile (allungamento ≈ 40%).
  • Austenite (γ-Fe): fase stabile ad alta temperatura (727–1493°C per gli acciai al carbonio), struttura FCC, scioglie fino al 2,1% C. È la fase di partenza di tutti i trattamenti termici: bisogna sempre raggiungere l’austenite prima di poter controllare la microstruttura finale.
  • Cementite (Fe3C): composto intermetallico con 6,67% C, struttura ortorombica, durissima e fragile. La combinazione lamellare di ferrite e cementite è la perlite.
  • Martensite: fase metastabile formata per trasformazione diffusionless dell’austenite durante una tempra rapida. Struttura BCT (body-centered tetragonal), supersatura di carbonio: durissima (fino a 65 HRC a 0,8% C) ma fragile.

A1 = 727°C (eutettoidica)  ·  0,8% C = composizione eutettoidica  ·  martensite: reticolo BCT

Diagramma TTT (schema) — acciaio eutettoidico 0,8% Clog tTA1 (727°C)MsMfPerliteBainiteMartensiteLa velocità di raffreddamento critica (CCR) è quella tangente al naso della C-curve
Schema del diagramma TTT per acciaio eutettoidico. A sinistra della C-curve l’austenite è stabile; a destra la trasformazione è completata. Sopra il naso si ottiene perlite, tra il naso e Ms si ottiene bainite. Al di sotto di Ms l’austenite si trasforma in martensite per un meccanismo di taglio diffusionless, indipendente dal tempo.

La perlite: il prodotto di equilibrio

Quando l’austenite si raffredda lentamente al di sotto di 727°C, si forma la perlite: una struttura lamellare finissima di ferrite e cementite alternata. Sotto il microscopio ottico ricorda le impronte digitali. Più è bassa la temperatura di trasformazione (ma ancora sopra il naso della C-curve), più sottili sono le lamelle e più dura è la perlite risultante. La perlite grossolana si forma vicino a 727°C; la perlite fine (a volte chiamata sorbite) si forma 50–100°C più in basso e può avere resistenza di 1000 MPa.

La bainite: un prodotto intermedio

Tra il naso della C-curve e la temperatura Ms si forma la bainite, una struttura aghiforme di ferrite e carburi finissimi. La bainite superiore (più vicina al naso) è più grossolana; la bainite inferiore (più vicina a Ms) è molto fine e raggiunge proprietà meccaniche eccellenti — combinazione di resistenza e tenacità superiore a quella della martensite rinvenuta alle stesse durezze.

Ricottura (annealing) e normalizzazione

La ricottura completa consiste nel riscaldare l’acciaio ipoeutettoidico sopra A3 (o sopra A1 per l’ipereutettoidico), ottenere austenite omogenea, e raffreddare lentamente in forno fino a temperatura ambiente. Si ottiene perlite grossolana, morbida e duttile. È usata per migliorare la lavorabilità all’utensile e per eliminare le tensioni da lavorazione a freddo.

La normalizzazione è simile, ma il raffreddamento avviene in aria ferma invece che in forno. È più rapido: si ottiene perlite più fine, leggermente più dura e resistente. Serve a raffinare la grana dell’acciaio dopo fusione o lavorazione a caldo.

Tempra (quenching)

La tempra consiste nel raffreddare l’acciaio austenitizzato a una velocità superiore alla velocità critica di raffreddamento (CCR), cioè abbastanza velocemente da «sorpassare» il naso della C-curve senza che si formi perlite o bainite. Il risultato è martensite. La struttura BCT della martensite è fortemente distorta dalla presenza del carbonio intrappolato nel reticolo: questa distorsione crea un campo di sforzo interno che blocca il moto delle dislocazioni e conferisce la durezza elevata. Più alto è il contenuto di carbonio, più alta è la durezza massima della martensite, fino a circa 65 HRC a 0,8% C.

Mezzi di tempra tipici, in ordine di velocità di raffreddamento decrescente: salamoia (acqua salata) > acqua > olio > aria. La scelta dipende dalla composizione dell’acciaio e dalla geometria del pezzo: un raffreddamento troppo rapido può causare distorsioni e cricche da tensione termica.

Rinvenimento (tempering)

La martensite è durissima ma fragile. Per aumentarne la tenacità, l’acciaio temprato viene riscaldato a una temperatura intermedia (150–700°C) in un processo chiamato rinvenimento. Il calore permette una diffusione limitata del carbonio: la martensite BCT si decompone parzialmente in ferrite BCC + carburi finissimi. Aumenta la tenacità, cala la durezza. La combinazione tempra + rinvenimento permette di ottimizzare il compromesso resistenza–tenacità: acciai per molle (200–300°C), per ingranaggi (400–500°C), per molle di sospensione (400–500°C).

Riepilogo dei trattamenti termici e delle microstrutture

Trattamento Raffreddamento Microstruttura Durezza (HRC) Duttilità
Ricottura completa Lento (forno) Perlite grossolana < 15 Alta
Normalizzazione Aria ferma Perlite fine 15–25 Media-alta
Tempra in olio Olio (moderato) Martensite ± bainite 45–55 Bassa
Tempra in acqua Rapido Martensite completa 55–65 Molto bassa
Tempra + rinvenimento Rapido + T moderata Martensite rinvenuta 30–55 Media
Austemperaggio Bainite inferiore Bainite inferiore 45–55 Media-alta

Domande frequenti

Perché la martensite è così dura?

Perché la trasformazione martensit ica è diffusionless: avviene così rapidamente che il carbonio non ha tempo di diffondere fuori dal reticolo. Rimane intrappolato negli interstizi della struttura BCT, distorcendo il reticolo e creando intensi campi di sforzo interno che bloccano il moto delle dislocazioni. Più alto è il tenore di carbonio, maggiore è la distorsione e più alta è la durezza.

Cosa è la velocità critica di raffreddamento (CCR)?

È la velocità minima di raffreddamento che permette di «sorpassare» il naso della C-curve senza che si formi perlite o bainite, ottenendo così martensite completa. È determinata dalla composizione chimica dell’acciaio: elementi leganti come Cr, Ni, Mo spostano la C-curve verso destra (rallentano la trasformazione) e abbassano la CCR, permettendo la formazione di martensite anche con raffreddamenti più lenti (maggiore temprab ility).

Qual è la differenza tra diagramma TTT e diagramma CCT?

Il diagramma TTT (tempo–temperatura–trasformazione) descrive le trasformazioni isoterme: l’acciaio viene raffreddato istantaneamente a una temperatura fissa e mantenuto lì. Il diagramma CCT (raffreddamento continuo) descrive le trasformazioni durante un raffreddamento continuo a velocità costante, più vicino ai processi reali. Le C-curve del CCT sono spostate verso destra e in basso rispetto al TTT; con raffreddamento continuo la bainite non può formarsi da sola senza passare per la zona perlitica.

A cosa serve il rinvenimento e perché non si può omettere?

La martensite appena temprata è fragile e sotto forti tensioni residue: può fratturarsi spontaneamente o durante l’uso. Il rinvenimento decompone parzialmente la martensite in ferrite + carburi, rilascia le tensioni interne e migliora la tenacità. Senza rinvenimento i pezzi temprati rischiano la frattura fragile, anche senza carichi esterni. La temperatura di rinvenimento è scelta in funzione della durezza desiderata: più alta è la T, più cala la durezza e aumenta la tenacità.

Cosa è l’austemperaggio?

È un trattamento che porta direttamente l’acciaio a formare bainite inferiore, saltando la martensite. L’acciaio austenitizzato viene raffreddato rapidamente fino alla zona bainitica (sopra Ms) e mantenuto fino a trasformazione completa, poi raffreddato in aria. Si ottengono proprietà meccaniche eccellenti (resistenza e tenacità elevate, buona duttilità) senza il rischio di distorsioni e cricche della tempra diretta, e senza bisogno di rinvenimento.

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