📋 Parte della guida Sicurezza chimica sul lavoro
Sicurezza e rischio chimico
Valutazione del rischio chimico e obblighi di sicurezza sul lavoro.
In sintesi
- Perché il divieto del 1992 riguarda estrazione, produzione e impiego, ma non ha rimosso l’amianto già installato.
- Il valore limite è stato abbassato a 0,01 fibre per centimetro cubo come media sulle 8 ore con il D.Lgs 213/2025, che recepisce la Direttiva UE 2023/2668, rispetto al…
- È il documento che il datore di lavoro deve redigere prima di intervenire su materiali contenenti amianto e inviare all’organo di vigilanza (SPSAL) almeno 30 giorni prima…
- Le imprese in possesso dei requisiti e delle iscrizioni previste, con personale formato in modo specifico e sottoposto a sorveglianza sanitaria.
L’amianto è vietato in Italia da oltre trent’anni, eppure resta un rischio attualissimo sul lavoro: è presente in moltissimi edifici e impianti esistenti, e chi fa manutenzioni, ristrutturazioni e bonifiche può esservi esposto. Le regole, già severe, sono state ulteriormente rafforzate con l’abbassamento del valore limite di esposizione.
Un materiale vietato ma ancora presente
La legge 257 del 1992 ha vietato l’estrazione, la produzione e l’impiego dell’amianto. Le fibre di amianto, se inalate, causano malattie gravissime e a lunga latenza: l’asbestosi, il tumore del polmone e soprattutto il mesotelioma, un tumore della pleura strettamente legato all’esposizione. Oggi il rischio non viene dall’uso, ma dai materiali contenenti amianto ancora installati: coperture in cemento-amianto, coibentazioni, guarnizioni, pavimenti, canne fumarie.
La protezione dei lavoratori è disciplinata dal Capo III del Titolo IX del D.Lgs 81/2008, dedicato specificamente all’amianto.
Il nuovo valore limite
Il valore limite di esposizione professionale è stato drasticamente abbassato per recepire la Direttiva UE 2023/2668: con il D.Lgs 213/2025 si passa da 0,1 a 0,01 fibre per centimetro cubo, come media ponderata sulle 8 ore. Sono previste decorrenze graduali e, per i metodi di misura, l’introduzione obbligatoria della microscopia elettronica (in grado di contare anche le fibre più sottili) a partire dal dicembre 2029, mentre fino ad allora resta utilizzabile la microscopia ottica in contrasto di fase.
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Valore limite precedente | 0,1 fibre/cm³ (media 8 ore) |
| Nuovo valore limite (D.Lgs 213/2025) | 0,01 fibre/cm³ (media 8 ore) |
| Metodo di misura | microscopia ottica fino al 2029, poi elettronica |
| Riferimento | D.Lgs 81/2008, Titolo IX Capo III |
I lavori di bonifica e il piano di lavoro
Prima di rimuovere o intervenire su materiali contenenti amianto, il datore di lavoro deve redigere un piano di lavoro e inviarlo all’organo di vigilanza territoriale (SPSAL) almeno 30 giorni prima dell’inizio, ai sensi dell’art. 256. Il piano descrive le procedure di bonifica, il confinamento dell’area, le misure di protezione, la gestione e lo smaltimento dei rifiuti. Le imprese che operano sull’amianto devono possedere i requisiti e le iscrizioni previste, e privilegiare la rimozione rispetto ad altre forme di gestione.
Misure, sorveglianza e formazione
- indagini preliminari per individuare la presenza e lo stato dei materiali contenenti amianto;
- confinamento e messa in depressione delle aree di lavoro, decontaminazione del personale;
- DPI respiratori adeguati e indumenti monouso;
- misurazione delle fibre aerodisperse e verifica della restituibilità dell’area al termine;
- formazione specifica e sorveglianza sanitaria dei lavoratori esposti, con registro.
Domande frequenti
Se l’amianto è vietato, perché è ancora un rischio?
Perché il divieto del 1992 riguarda estrazione, produzione e impiego, ma non ha rimosso l’amianto già installato. Coperture, coibentazioni e materiali contenenti amianto sono ancora presenti in molti edifici e impianti, e chi vi interviene per manutenzione o bonifica può essere esposto alle fibre.
Qual è il valore limite di esposizione all’amianto?
Il valore limite è stato abbassato a 0,01 fibre per centimetro cubo come media sulle 8 ore con il D.Lgs 213/2025, che recepisce la Direttiva UE 2023/2668, rispetto al precedente 0,1 fibre/cm³. Sono previste decorrenze graduali e l’introduzione della microscopia elettronica per la misura dal dicembre 2029.
Cos’è il piano di lavoro per l’amianto?
È il documento che il datore di lavoro deve redigere prima di intervenire su materiali contenenti amianto e inviare all’organo di vigilanza (SPSAL) almeno 30 giorni prima dell’inizio dei lavori. Descrive procedure di bonifica, confinamento, protezioni e smaltimento dei rifiuti.
Chi può eseguire una bonifica dell’amianto?
Le imprese in possesso dei requisiti e delle iscrizioni previste, con personale formato in modo specifico e sottoposto a sorveglianza sanitaria. La normativa impone di privilegiare la rimozione dei materiali rispetto ad altre forme di gestione e di documentare l’intera attività.
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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.