Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica analitica

In sintesi

  • Accelera tutti gli ioni con la stessa energia cinetica e poi misura il tempo che impiegano a percorrere un tubo privo di campi.
  • A correggere la dispersione di energia cinetica degli ioni, che altrimenti allargherebbe i picchi.
  • Perché entrambi lavorano a impulsi: il laser MALDI genera pacchetti discreti di ioni e il TOF li misura uno «sparo» alla volta, registrando l’intero spettro per ogni impulso.
  • Sì, grazie all’accelerazione ortogonale: il flusso continuo di ioni viene «affettato» in pacchetti spingendoli perpendicolarmente nel tubo di volo.

L’analizzatore a tempo di volo (TOF) separa gli ioni con un’idea elegante e semplice: dopo averli accelerati tutti con la stessa energia, misura quanto tempo impiegano a percorrere un tubo. Gli ioni leggeri arrivano prima, i pesanti dopo. Senza parti in scansione, il TOF registra uno spettro completo in microsecondi e copre intervalli di massa enormi, fino alle macromolecole.

Vediamo come la separazione avviene per tempo di volo, perché il reflectron migliora la risoluzione, quali sono i punti di forza del TOF e dove si usa.

La separazione per tempo di volo

Il principio è diretto. Tutti gli ioni vengono accelerati attraverso la stessa differenza di potenziale, acquistando così la stessa energia cinetica. Ma a parità di energia, la velocità dipende dalla massa: gli ioni leggeri vanno più veloci, i pesanti più lenti. Lasciandoli volare in un tubo privo di campi (la regione di drift), il tempo di arrivo al rivelatore diventa una misura diretta del rapporto m/z. Più precisamente, il tempo di volo è proporzionale alla radice quadrata di m/z.

½ m v2 = z e V  ⇒  t ∝ √(m/z)  (ioni leggeri prima, pesanti dopo)

04080120160ione molecolare M⁺picco base (m/z 120)rapporto massa/carica m/z →abbondanza relativa (%)
Lo spettro di un TOF. Ogni ione arriva al rivelatore a un tempo proporzionale alla radice quadrata di m/z. Convertendo i tempi in valori m/z si ottiene lo spettro: il TOF registra tutti gli ioni di un impulso insieme, coprendo un intervallo di massa molto ampio in una singola misura velocissima.

Il problema della dispersione di energia

Nella pratica gli ioni dello stesso m/z non partono mai esattamente con la stessa energia cinetica: c’è una piccola dispersione, dovuta alla posizione e al momento in cui vengono formati o estratti. Due ioni identici con energie leggermente diverse arrivano al rivelatore in istanti diversi, e questo allarga i picchi, peggiorando la risoluzione. Il TOF lineare «puro» soffre molto di questo problema.

Il reflectron

La soluzione è il reflectron, uno specchio elettrostatico posto in fondo al tubo. È una regione con un campo elettrico che respinge gli ioni e li rimanda indietro verso un secondo rivelatore. Il trucco è questo: un ione più energetico penetra più a fondo nello specchio e quindi impiega un po’ più di tempo a essere respinto; uno meno energetico penetra meno e torna prima. Lo specchio compensa così la dispersione di energia, facendo arrivare gli ioni dello stesso m/z tutti nello stesso istante. Il risultato è un netto aumento del potere risolutivo. Il TOF con specchio si chiama reTOF.

I punti di forza del TOF

Le caratteristiche che rendono il TOF prezioso derivano direttamente dal suo principio.

Caratteristica Perché conta
Intervallo di massa enorme analizza anche proteine intatte e polimeri
Velocità di acquisizione spettro completo in microsecondi
Tutti gli ioni insieme nessuna scansione: alta sensibilità
Buon potere risolutivo (reTOF) misura accurata di massa
Accoppiamento con sorgenti pulsate ideale per il MALDI

Dove si usa il TOF

Il TOF è l’analizzatore di elezione per il MALDI, perché entrambi lavorano a impulsi: il laser genera pacchetti di ioni e il TOF li misura uno «sparo» alla volta. È larghissimamente usato in proteomica e nello studio di grandi biomolecole. Con l’accelerazione ortogonale il TOF si è poi sposato anche con sorgenti continue come l’elettrospray, dando origine agli ibridi quadrupolo-TOF (Q-TOF) di cui parleremo nel tandem. La rapidità lo rende inoltre ideale come secondo analizzatore quando serve registrare spettri completi ad alta velocità.

Perché conta nella pratica

Il TOF è la scelta naturale quando servono ampio intervallo di massa, alta velocità e buona risoluzione insieme: identificazione di proteine, screening rapido, analisi non mirate (untargeted) in cui si registra «tutto» per poi interrogarlo a posteriori. Capire perché serve il reflectron e che cosa si guadagna o si perde con le diverse geometrie aiuta a leggere le specifiche e a scegliere fra un TOF e altri analizzatori a seconda che la priorità sia la quantificazione mirata o l’esplorazione completa di un campione.

Domande frequenti

Come separa gli ioni un analizzatore a tempo di volo?

Accelera tutti gli ioni con la stessa energia cinetica e poi misura il tempo che impiegano a percorrere un tubo privo di campi. A parità di energia, gli ioni leggeri sono più veloci e arrivano prima, i pesanti più lenti e arrivano dopo. Il tempo di volo, proporzionale alla radice quadrata di m/z, viene convertito direttamente nel valore di massa/carica.

A che cosa serve il reflectron?

A correggere la dispersione di energia cinetica degli ioni, che altrimenti allargherebbe i picchi. È uno specchio elettrostatico in cui gli ioni più energetici penetrano più a fondo e impiegano più tempo a essere respinti, mentre i meno energetici tornano prima. Così gli ioni dello stesso m/z arrivano al rivelatore insieme, aumentando nettamente il potere risolutivo dello strumento.

Perché il TOF è adatto al MALDI?

Perché entrambi lavorano a impulsi: il laser MALDI genera pacchetti discreti di ioni e il TOF li misura uno «sparo» alla volta, registrando l’intero spettro per ogni impulso. Inoltre il TOF copre intervalli di massa enormi, adatti alle grandi biomolecole prodotte dal MALDI. È per questo l’accoppiamento di riferimento in proteomica e nello studio delle macromolecole.

Il TOF può lavorare con sorgenti continue come l’elettrospray?

Sì, grazie all’accelerazione ortogonale: il flusso continuo di ioni viene «affettato» in pacchetti spingendoli perpendicolarmente nel tubo di volo. Questo ha permesso di accoppiare il TOF con l’elettrospray e di costruire strumenti ibridi quadrupolo-TOF (Q-TOF), molto usati per misure accurate di massa su campioni separati in cromatografia liquida.

Qual è il limite del TOF lineare semplice?

La risoluzione limitata, dovuta alla dispersione di energia cinetica degli ioni di uguale m/z: partendo con energie leggermente diverse, arrivano al rivelatore in istanti diversi e i picchi si allargano. Il reflectron risolve in gran parte il problema; per questo gli strumenti a buona risoluzione sono quasi sempre reTOF e il TOF lineare puro si usa solo per masse molto elevate.

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