Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

7 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica analitica

In sintesi

  • Separa gli ioni prodotti dalla sorgente in base al loro rapporto massa/carica (m/z), prima che raggiungano il rivelatore.
  • La risoluzione (potere risolutivo R = M/Δm) è la capacità di separare due ioni di m/z vicini; l’accuratezza di massa è quanto la massa misurata si avvicina al valore esatto…
  • Perché composti con la stessa massa nominale (isobari) hanno masse esatte leggermente diverse, dovute ai diversi difetti di massa degli elementi.
  • È un analizzatore ad alta risoluzione che intrappola gli ioni con un campo puramente elettrostatico fra un elettrodo esterno a barile e uno interno a fuso, senza campo…

Dopo che una sorgente ha trasformato le molecole in ioni, è l’analizzatore di massa a fare il lavoro decisivo: separare quegli ioni in base al loro rapporto massa/carica (m/z) prima che arrivino al rivelatore. Dal tipo di analizzatore dipendono il potere risolutivo, l’accuratezza con cui si misura una massa e, in ultima analisi, ciò che lo strumento è in grado di dire su un campione. Conoscere le famiglie di analizzatori è quindi la chiave per scegliere lo strumento giusto.

Vediamo che cosa fa un analizzatore di massa, che cosa sono il potere risolutivo e l’accuratezza di massa, quali sono i principali tipi e perché si parla di alta risoluzione.

Che cosa fa un analizzatore di massa

Uno spettrometro di massa ha tre cuori funzionali: una sorgente che ionizza il campione, un analizzatore che separa gli ioni secondo il loro rapporto massa/carica (m/z) e un rivelatore che li conta. L’analizzatore lavora sempre sotto vuoto spinto, perché gli ioni devono viaggiare senza urtare le molecole d’aria. Il principio della ionizzazione e dello spettro di massa di base — ione molecolare, frammentazione, pattern isotopico — è trattato nel cluster dedicato; qui il taglio è strumentale: come gli ioni vengono separati e con quale qualità.

04080120160ione molecolare M⁺picco base (m/z 120)rapporto massa/carica m/z →abbondanza relativa (%)
Uno spettro di massa. In ascissa il rapporto massa/carica (m/z), in ordinata l’abbondanza relativa degli ioni. L’analizzatore è ciò che colloca ogni ione nella posizione corretta lungo l’asse m/z: la sua qualità determina quanto stretti e ben separati appaiono i picchi.

Il potere risolutivo

La risoluzione è la capacità di distinguere due ioni di m/z molto vicini. Si quantifica con il potere risolutivo R, definito come il rapporto fra la massa M e la più piccola differenza di massa Δm che lo strumento riesce ancora a separare a quel valore. Un’avvertenza pratica importante: negli analizzatori a quadrupolo e a trappola la Δm resta più o meno costante lungo tutto l’asse (la cosiddetta «risoluzione unitaria», cioè separazione di una unità di massa), per cui R cresce con la massa; negli analizzatori a settore magnetico e a tempo di volo, invece, è R a restare costante e quindi Δm peggiora alle masse alte.

R = MΔm  ·  potere risolutivo (es. R = 1000 separa m/z 1000 da 1001)

Per misurare R si guarda la larghezza di un picco. Le due convenzioni più usate sono la «valle al 10%» (due picchi vicini si considerano risolti quando l’avvallamento fra loro scende al 10% dell’altezza) e la larghezza a metà altezza, indicata con la sigla FWHM. Quest’ultima è oggi lo standard per gli strumenti moderni ad alta risoluzione.

L’accuratezza di massa

Potere risolutivo e accuratezza di massa sono concetti distinti, spesso confusi. L’accuratezza è quanto la massa misurata si avvicina alla massa esatta vera, e si esprime in parti per milione (ppm). Misurare una massa con un errore di pochi ppm permette di calcolare la formula bruta di un composto, perché elementi diversi hanno difetti di massa leggermente diversi e quindi composizioni isobare (uguale massa nominale) hanno masse esatte distinte. Serve però un’alta risoluzione: come regola pratica, un potere risolutivo dell’ordine di 10.000 e un’accuratezza di pochi ppm sono il punto di partenza per un’assegnazione di formula affidabile.

accuratezza di massa  =  (mmisurata − mesatta)mesatta × 106  (ppm)

I principali tipi di analizzatore

Le famiglie più diffuse hanno principi fisici molto diversi.

Analizzatore Principio Risoluzione tipica
Quadrupolo filtro di massa con campi a radiofrequenza unitaria, robusto
Trappola ionica (3D / lineare) confinamento e scansione degli ioni unitaria, MS/MS in tempo
Tempo di volo (TOF) tempo di percorrenza in funzione di m/z medio-alta, ampio intervallo
Orbitrap / FT frequenza di oscillazione, trasformata di Fourier alta-altissima
Settore magnetico deflessione in campo magnetico alta (classica)

Alta risoluzione e analizzatori ibridi

Quando si parla di spettrometria di massa ad alta risoluzione si intende uno strumento capace di alto potere risolutivo, in genere usato per la misura accurata di massa. Le piattaforme moderne combinano spesso più analizzatori in uno strumento ibrido: un quadrupolo che seleziona, una cella di collisione che frammenta, un TOF o un Orbitrap che misura con alta risoluzione gli ioni prodotti. Questa modularità è il filo che lega tutti gli articoli del cluster: ogni analizzatore ha un ruolo, e la combinazione giusta dipende dal problema analitico.

Perché conta nella pratica

Per chi lavora nei laboratori di controllo qualità, ambientali o farmaceutici, scegliere l’analizzatore giusto significa decidere fra robustezza, sensibilità, risoluzione e costo. Un quadrupolo basta per una conferma di routine; un’alta risoluzione serve quando occorre la formula bruta o si devono distinguere interferenti isobari; il TOF dà ampio intervallo di massa e velocità. Capire potere risolutivo e accuratezza di massa permette di leggere correttamente una specifica strumentale e di non sovrastimare ciò che un dato strumento può davvero misurare.

Domande frequenti

Che cosa fa un analizzatore di massa?

Separa gli ioni prodotti dalla sorgente in base al loro rapporto massa/carica (m/z), prima che raggiungano il rivelatore. Lavora sotto vuoto spinto, perché gli ioni devono viaggiare senza urtare le molecole d’aria. È il componente che determina la qualità della separazione e quindi quanto bene lo spettrometro riesce a distinguere e misurare le diverse specie ioniche presenti.

Qual è la differenza tra risoluzione e accuratezza di massa?

La risoluzione (potere risolutivo R = M/Δm) è la capacità di separare due ioni di m/z vicini; l’accuratezza di massa è quanto la massa misurata si avvicina al valore esatto vero, espressa in ppm. Sono indipendenti: serve alta risoluzione per ottenere buona accuratezza, ma i due numeri descrivono cose diverse e non vanno usati come sinonimi.

Perché serve l’alta risoluzione per ricavare la formula bruta?

Perché composti con la stessa massa nominale (isobari) hanno masse esatte leggermente diverse, dovute ai diversi difetti di massa degli elementi. Misurando la massa con pochi ppm di errore si può scartare tutte le formule tranne quella corretta. Come riferimento pratico servono almeno un potere risolutivo dell’ordine di 10.000 e un’accuratezza di pochi ppm.

Che cos’è l’Orbitrap?

È un analizzatore ad alta risoluzione che intrappola gli ioni con un campo puramente elettrostatico fra un elettrodo esterno a barile e uno interno a fuso, senza campo magnetico né radiofrequenza. Misura la frequenza di oscillazione assiale degli ioni tramite trasformata di Fourier. Appartiene alla famiglia degli analizzatori a trasformata di Fourier ed è una delle tecnologie di riferimento per l’alta risoluzione.

Perché un quadrupolo ha risoluzione unitaria mentre un TOF no?

Perché i due analizzatori si comportano diversamente lungo l’asse m/z: nel quadrupolo (e nelle trappole) la differenza minima separabile Δm resta circa costante, quindi separa una unità di massa a qualsiasi valore e R cresce con la massa; nel TOF (come nei settori magnetici) è il potere risolutivo R a restare costante, per cui Δm peggiora gradualmente alle masse più alte.

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