Sicurezza e rischio chimico
Valutazione del rischio chimico e obblighi di sicurezza sul lavoro.
In sintesi
- Soprattutto nelle attività legate ai carburanti: raffinerie, distributori, trasporto e stoccaggio di benzina, oltre all’industria chimica e ai laboratori.
- Il valore limite a regime è 0,2 ppm (0,66 mg/m³) come media sulle 8 ore, con nota «pelle».
- Perché il benzene si assorbe anche attraverso la pelle, e il solo dato dell’aria può sottostimare l’esposizione.
- Il benzene è associato a malattie del sangue, in particolare alla leucemia mieloide acuta.
Il benzene è uno dei cancerogeni occupazionali storici, ancora oggi presente in molte attività legate ai carburanti e all’industria chimica. È classificato tra i più pericolosi e il suo valore limite di esposizione è stato recentemente abbassato. Per i settori coinvolti significa rivedere valutazione del rischio, misure e monitoraggio.
Perché il benzene è così pericoloso
Il benzene è classificato secondo il regolamento CLP come cancerogeno di categoria 1A e mutageno: lo IARC lo colloca nel Gruppo 1, con un’associazione ben documentata con la leucemia, in particolare la leucemia mieloide acuta. È inoltre infiammabile. Proprio per la sua pericolosità, l’uso del benzene come solvente è da tempo fortemente limitato; l’esposizione professionale oggi deriva soprattutto dalla sua presenza nei carburanti e in alcuni processi industriali.
Dove ci si espone
- raffinerie e industria petrolchimica;
- distributori di carburante e attività di rifornimento, per la presenza di benzene nella benzina;
- trasporto, stoccaggio e travaso di carburanti;
- industria chimica e laboratori;
- attività con esposizione a benzina, gas di scarico e prodotti petroliferi.
Il valore limite
L’Allegato XLIII del D.Lgs 81/2008, aggiornato per recepire le direttive europee, ha abbassato il valore limite per il benzene, con un periodo transitorio.
| Parametro | Valore |
|---|---|
| Valore limite a regime (media 8 ore) | 0,2 ppm (0,66 mg/m³) |
| Valore limite transitorio | 0,5 ppm (1,65 mg/m³), fino al 5 aprile 2026 |
| Nota | pelle (assorbimento cutaneo) |
| Classificazione | Carc. 1A, Muta., IARC Gruppo 1 |
La nota «pelle» è importante: il benzene si assorbe anche attraverso la cute, quindi il solo controllo dell’aria può non bastare a rappresentare l’esposizione reale.
Il monitoraggio dell’esposizione
Per il benzene il monitoraggio biologico è particolarmente utile, proprio per l’assorbimento cutaneo. Gli indicatori biologici più usati sono l’acido S-fenilmercapturico e l’acido trans,trans-muconico urinari, che riflettono la dose realmente assorbita. Si affiancano al campionamento dell’aria per una valutazione completa.
Le misure di prevenzione
- sistemi chiusi per la movimentazione di carburanti e prodotti contenenti benzene;
- sistemi di recupero dei vapori (per esempio nelle operazioni di rifornimento e travaso);
- ventilazione e aspirazione localizzata nei punti di emissione;
- riduzione del contatto cutaneo con prodotti petroliferi e DPI adeguati;
- organizzazione del lavoro per limitare i tempi di esposizione.
Sorveglianza sanitaria e registro
I lavoratori esposti a benzene vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria e iscritti nel registro degli esposti, trattandosi di un cancerogeno. Vista l’associazione con le malattie del sangue, il medico competente presta attenzione al quadro ematologico, e la documentazione va conservata per i lunghi periodi previsti per i cancerogeni.
Domande frequenti
Dove si trova ancora il benzene sul lavoro?
Soprattutto nelle attività legate ai carburanti: raffinerie, distributori, trasporto e stoccaggio di benzina, oltre all’industria chimica e ai laboratori. Come solvente è ormai fortemente limitato; l’esposizione oggi deriva soprattutto dalla sua presenza nei prodotti petroliferi.
Qual è il valore limite per il benzene?
Il valore limite a regime è 0,2 ppm (0,66 mg/m³) come media sulle 8 ore, con nota «pelle». È previsto un valore transitorio più alto, 0,5 ppm (1,65 mg/m³), applicabile fino al 5 aprile 2026, dopodiché vale il limite più severo.
Perché si usa il monitoraggio biologico per il benzene?
Perché il benzene si assorbe anche attraverso la pelle, e il solo dato dell’aria può sottostimare l’esposizione. Indicatori urinari come l’acido S-fenilmercapturico e l’acido trans,trans-muconico misurano la dose realmente assorbita e completano la valutazione.
Quali malattie può causare l’esposizione a benzene?
Il benzene è associato a malattie del sangue, in particolare alla leucemia mieloide acuta. È classificato cancerogeno di categoria 1A e Gruppo 1 IARC: per questo richiede sorveglianza sanitaria, registro degli esposti e misure rigorose di contenimento.
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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.