Sicurezza e rischio chimico

Valutazione del rischio chimico e obblighi di sicurezza sul lavoro.

4 min di letturaAggiornato il 01/06/2026sicurezza lavoro

In sintesi

  • Soprattutto nelle attività legate ai carburanti: raffinerie, distributori, trasporto e stoccaggio di benzina, oltre all’industria chimica e ai laboratori.
  • Il valore limite a regime è 0,2 ppm (0,66 mg/m³) come media sulle 8 ore, con nota «pelle».
  • Perché il benzene si assorbe anche attraverso la pelle, e il solo dato dell’aria può sottostimare l’esposizione.
  • Il benzene è associato a malattie del sangue, in particolare alla leucemia mieloide acuta.

Il benzene è uno dei cancerogeni occupazionali storici, ancora oggi presente in molte attività legate ai carburanti e all’industria chimica. È classificato tra i più pericolosi e il suo valore limite di esposizione è stato recentemente abbassato. Per i settori coinvolti significa rivedere valutazione del rischio, misure e monitoraggio.

Perché il benzene è così pericoloso

Il benzene è classificato secondo il regolamento CLP come cancerogeno di categoria 1A e mutageno: lo IARC lo colloca nel Gruppo 1, con un’associazione ben documentata con la leucemia, in particolare la leucemia mieloide acuta. È inoltre infiammabile. Proprio per la sua pericolosità, l’uso del benzene come solvente è da tempo fortemente limitato; l’esposizione professionale oggi deriva soprattutto dalla sua presenza nei carburanti e in alcuni processi industriali.

Dove ci si espone

  • raffinerie e industria petrolchimica;
  • distributori di carburante e attività di rifornimento, per la presenza di benzene nella benzina;
  • trasporto, stoccaggio e travaso di carburanti;
  • industria chimica e laboratori;
  • attività con esposizione a benzina, gas di scarico e prodotti petroliferi.

Il valore limite

L’Allegato XLIII del D.Lgs 81/2008, aggiornato per recepire le direttive europee, ha abbassato il valore limite per il benzene, con un periodo transitorio.

Parametro Valore
Valore limite a regime (media 8 ore) 0,2 ppm (0,66 mg/m³)
Valore limite transitorio 0,5 ppm (1,65 mg/m³), fino al 5 aprile 2026
Nota pelle (assorbimento cutaneo)
Classificazione Carc. 1A, Muta., IARC Gruppo 1

La nota «pelle» è importante: il benzene si assorbe anche attraverso la cute, quindi il solo controllo dell’aria può non bastare a rappresentare l’esposizione reale.

Il monitoraggio dell’esposizione

Per il benzene il monitoraggio biologico è particolarmente utile, proprio per l’assorbimento cutaneo. Gli indicatori biologici più usati sono l’acido S-fenilmercapturico e l’acido trans,trans-muconico urinari, che riflettono la dose realmente assorbita. Si affiancano al campionamento dell’aria per una valutazione completa.

Le misure di prevenzione

  • sistemi chiusi per la movimentazione di carburanti e prodotti contenenti benzene;
  • sistemi di recupero dei vapori (per esempio nelle operazioni di rifornimento e travaso);
  • ventilazione e aspirazione localizzata nei punti di emissione;
  • riduzione del contatto cutaneo con prodotti petroliferi e DPI adeguati;
  • organizzazione del lavoro per limitare i tempi di esposizione.

Sorveglianza sanitaria e registro

I lavoratori esposti a benzene vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria e iscritti nel registro degli esposti, trattandosi di un cancerogeno. Vista l’associazione con le malattie del sangue, il medico competente presta attenzione al quadro ematologico, e la documentazione va conservata per i lunghi periodi previsti per i cancerogeni.

Domande frequenti

Dove si trova ancora il benzene sul lavoro?

Soprattutto nelle attività legate ai carburanti: raffinerie, distributori, trasporto e stoccaggio di benzina, oltre all’industria chimica e ai laboratori. Come solvente è ormai fortemente limitato; l’esposizione oggi deriva soprattutto dalla sua presenza nei prodotti petroliferi.

Qual è il valore limite per il benzene?

Il valore limite a regime è 0,2 ppm (0,66 mg/m³) come media sulle 8 ore, con nota «pelle». È previsto un valore transitorio più alto, 0,5 ppm (1,65 mg/m³), applicabile fino al 5 aprile 2026, dopodiché vale il limite più severo.

Perché si usa il monitoraggio biologico per il benzene?

Perché il benzene si assorbe anche attraverso la pelle, e il solo dato dell’aria può sottostimare l’esposizione. Indicatori urinari come l’acido S-fenilmercapturico e l’acido trans,trans-muconico misurano la dose realmente assorbita e completano la valutazione.

Quali malattie può causare l’esposizione a benzene?

Il benzene è associato a malattie del sangue, in particolare alla leucemia mieloide acuta. È classificato cancerogeno di categoria 1A e Gruppo 1 IARC: per questo richiede sorveglianza sanitaria, registro degli esposti e misure rigorose di contenimento.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.