Caso pratico: addetti esposti a solventi in reparto

Sicurezza e rischio chimico

Valutazione del rischio chimico e obblighi di sicurezza sul lavoro.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Sicurezza e rischio chimico

In sintesi

  • I più comuni sono: toluene (H361 sospetto tossico riproduttivo, H336), xilene (H226, H312, H332), acetone (H225, irritante), MEK butanone (H225, H336), n-esano (H361f sospetto…
  • La misurazione avviene tramite campionamento personale con dosimetri a diffusione passiva o pompe attive, oppure con campionamento ambientale fisso.
  • Dipende dall’esito della valutazione del rischio.
  • Il DVR deve contenere: elenco delle sostanze (con codice CAS e classificazione CLP), mansioni esposte e stima della durata e frequenza dell’esposizione, riferimento alle SDS…

Un reparto di verniciatura industriale: una dozzina di addetti operano giornalmente con primer a base di solventi (toluene, xilene, MEK) in cabine dotate di aspirazione laterale. Il RSPP ha valutato il rischio come “generico”, ma non ha mai effettuato misurazioni e la sorveglianza sanitaria è sospesa da due anni per turnover del medico competente. Questa situazione, comune in molte PMI manifatturiere, presenta almeno tre non conformità rispetto al D.Lgs. 81/2008 Titolo IX.

Questo caso pratico esamina le criticità concrete, come impostare correttamente la valutazione del rischio da solventi in un reparto produttivo e cosa fare per portare la situazione in conformità.

Profilo di rischio dei solventi organici più comuni in reparto

Prima di valutare i livelli di esposizione, occorre conoscere il profilo di pericolo di ciascuna sostanza. Utilizzare la categoria “solventi” come se fosse uniforme è uno degli errori più frequenti:

Solvente Classificazione CLP (frasi H) OEV (TWA) Note
Toluene H225, H304, H315, H336, H361d (sospetto tossico riproduttivo) 50 ppm (Dir. 2017/164/UE) Monitoraggio biologico: acido ippurico urinario
Xilene (miscela isomeri) H226, H312, H332, H315, H319 50 ppm (Dir. 2017/164/UE) STEL 100 ppm
MEK (butanone) H225, H319, H336 200 ppm (ACGIH) Potenzia neurotossicità n-esano se in miscela
n-Esano H225, H304, H336, H361f, H373 (neurotossico) 20 ppm (ACGIH) Valore limite molto basso; rischio neuropatia cronica
Acetone H225, H319, H336 500 ppm (ACGIH) Relativamente meno pericoloso, ma infiammabile
Diclorometano H351 (cancerogeno cat. 1B dal 2021/2024) 100 ppm (Dir. 2006/15/CE) Dal 2023 obblighi Capo II se in uso

Il caso: cosa non va nella valutazione attuale

Tornando al reparto di verniciatura descritto, le non conformità rilevabili sono:

  1. Valutazione qualitativa senza misurazioni: il D.Lgs. 81/2008 all’art. 223, co. 1, lett. d) richiede di prendere in considerazione il grado, il modo e la durata dell’esposizione. Per solventi con OEV numerici definiti a livello europeo, la valutazione qualitativa (“esposizione bassa”) senza alcuna misurazione strumentale è difficilmente difendibile in sede ispettiva, soprattutto quando gli addetti lavorano quotidianamente per turni completi.
  2. Sorveglianza sanitaria sospesa: con esposizione giornaliera a toluene e xilene, il rischio non può essere classificato “basso” a prescindere dalle misurazioni. La sorveglianza sanitaria è obbligatoria e la sua sospensione è una violazione dell’art. 229.
  3. DVR non aggiornato per diclorometano: se il diclorometano è presente nella formulazione di uno dei primer utilizzati, la nuova classificazione cancerogena del 2021/2024 impone di integrare il DVR con gli obblighi del Capo II e di istituire il registro degli esposti.

Come impostare correttamente la valutazione del rischio

Il percorso corretto, strutturato per fasi:

  • Raccolta e verifica delle SDS: richiedere a tutti i fornitori di primer e solventi le SDS aggiornate (versione conforme al Reg. 2020/878). Verificare la sezione 3 (composizione) e la sezione 8 (controllo dell’esposizione/DPI). Controllare che nessuna sostanza nella composizione sia classificata cancerogena cat. 1A/1B.
  • Stima preliminare dell’esposizione: usare modelli di stima come ECETOC TRA o il tool ART (Advanced REACH Tool) per avere un ordine di grandezza prima di investire in misurazioni strumentali.
  • Campionamento personale: se la stima preliminare supera il 10-25% dell’OEV, eseguire misurazioni strumentali con campionamento personale su un campione rappresentativo di mansioni e condizioni operative (stagionale, per diversi prodotti).
  • Confronto con OEV e decisione: se l’esposizione misurata è sistematicamente inferiore al 10% dell’OEV e le condizioni sono stabili, il rischio può essere classificato “basso” con documentazione. Se supera tale soglia, occorrono misure di riduzione e sorveglianza sanitaria.

Misure tecniche: ventilazione e sistemi chiusi

Le misure tecniche hanno priorità rispetto ai DPI, che sono l’ultima linea di difesa. Per un reparto verniciatura con solventi:

  • Cabine di verniciatura con ventilazione forzata: portata d’aria adeguata alla quantità di solvente evaporato per unità di tempo (calcolo specifico in base alla velocità di verniciatura e al contenuto di solvente dei prodotti usati).
  • Aspirazione localizzata sui punti di travaso e miscelazione.
  • Stoccaggio di solventi sfusi in aree separate con ventilazione autonoma (anche rilevante per il rischio incendio).
  • Utilizzo di prodotti ad alto solido o a base acqua dove tecnicamente possibile come alternativa parziale.

DPI: selezione coerente con le SDS

La selezione dei DPI deve essere coerente con le indicazioni della sezione 8 delle SDS. Per un reparto con toluene e xilene:

  • Protezione respiratoria: semimaschera con filtro combinato A2 (vapori organici) o ABEK a seconda della composizione. In ambienti con concentrazioni molto elevate o spazi confinati: autorespiratori o maschera a piena facciale.
  • Guanti: EN 374, materiale compatibile con il solvente specifico. Per toluene e xilene: butile o neoprene; nitrile ha resistenza limitata. Verificare il breakthrough time sulle schede tecniche del guanto.
  • Occhiali di sicurezza: EN 166 se rischio di schizzi.
  • Indumenti: EN 13034 o superiori se esposizione cutanea significativa.

Azioni immediate per la messa in conformità

Per il responsabile che si trova nella situazione descritta, le priorità operative sono:

  1. Raccogliere tutte le SDS aggiornate e verificare la composizione di ogni prodotto usato in reparto.
  2. Nominare (o rinominare) il medico competente e avviare immediatamente la sorveglianza sanitaria per gli addetti esposti.
  3. Commissionare misurazioni strumentali personali su almeno 3-5 mansioni rappresentative nelle condizioni operative ordinarie.
  4. Aggiornare il DVR con i risultati delle misurazioni e le misure adottate o programmate.
  5. Se è presente diclorometano: avviare il registro degli esposti e valutare la sostituzione.

Domande frequenti

Quali solventi organici sono più frequentemente causa di rischio professionale nei reparti?

I più comuni sono toluene, xilene, acetone, MEK, n-esano e diclorometano. Ogni solvente ha profilo di rischio diverso: la valutazione deve essere condotta sostanza per sostanza sulla base della SDS, non per categorie generiche.

Come si misura l’esposizione professionale ai solventi in un reparto?

Tramite campionamento personale con dosimetri passivi o pompe attive. I valori misurati si confrontano con gli OEV della Direttiva 2017/164/UE e con i valori ACGIH TLV-TWA. Il D.Lgs. 81/2008 non fissa valori numerici propri per la maggior parte dei solventi, ma impone di non superare i limiti comunitari recepiti.

La sorveglianza sanitaria è sempre obbligatoria per gli addetti esposti a solventi?

Dipende dall’esito della valutazione del rischio. Se il rischio è classificato “basso” ex art. 224, co. 2, la sorveglianza non è obbligatoria. Se l’esposizione è significativa, è obbligatoria ex art. 229. Il medico competente definisce la periodicità.

Cosa deve contenere la valutazione del rischio da solventi nel DVR?

Elenco delle sostanze con codice CAS e classificazione CLP, mansioni esposte, stima della durata e frequenza dell’esposizione, valori misurati o stimati e confronto con OEV, misure tecniche e organizzative adottate, DPI selezionati con riferimento alle SDS dei prodotti.

Il n-esano richiede misure aggiuntive rispetto agli altri solventi?

Sì. Il n-esano è neurotossico e il suo OEV (20 ppm ACGIH) è molto più basso di altri solventi. Dove tecnicamente possibile va sostituito. Il medico competente deve includere nelle analisi biologiche il monitoraggio del metabolita 2,5-esandione.

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Un reparto che usa solventi organici senza misurazioni aggiornate e sorveglianza sanitaria attiva è esposto a sanzioni ispettive e, soprattutto, a rischi reali per la salute dei lavoratori. Richiedi un check-up della tua valutazione del rischio chimico da solventi.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).