Caso pratico: additivo per carburante

ADR e merci pericolose

Spedire e trasportare prodotti chimici in regola con l’ADR, senza blocchi del corriere.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026ADR e merci pericolose

In sintesi

  • La maggior parte degli additivi liquidi per carburante (benzina o diesel) rientra nella classe ADR 3 — liquidi infiammabili, in quanto contiene solventi o componenti con punto di…
  • Per un additivo benzina con punto di infiammabilità ≤ 60 °C senza componenti tossici prevalenti, il numero ONU tipico è UN 1993 ‘Liquidi infiammabili, n.a.s.’ classe 3.
  • Sì, se il prodotto è classificato pericoloso secondo il Reg. CLP (Reg. 1272/2008).
  • Sì, nella misura in cui è responsabile della spedizione come ‘speditore’ ai sensi ADR.

Un produttore di additivi per carburante riceve una notifica dal suo corriere: il pacco con 12 flaconi da 500 ml di additivo per benzina è stato bloccato al deposito di smistamento perché il personale di magazzino ha rilevato odore di solvente. Il corriere richiede la documentazione ADR prima di procedere con la spedizione. L’azienda non sa come rispondere.

Questo caso pratico analizza i passaggi corretti per classificare un additivo per carburante ai fini ADR, verificare se si applica il regime LQ, predisporre la documentazione minima e gestire la spedizione in modo conforme.

Il prodotto: caratteristiche e prima valutazione

L’additivo in esame è un trattamento per motori benzina a base di polieterammine (PEA) e solventi idrocarburici. Le caratteristiche rilevanti dalla SDS:

  • Punto di infiammabilità: 38 °C (misurato secondo EN ISO 3679).
  • Punto di ebollizione iniziale: 145 °C.
  • Densità: 0,82 g/ml.
  • Componenti principali: miscela di idrocarburi C9-C12, polieterammine <10%.
  • SDS sezione 14: UN 1993, Classe 3, PG II, nome di spedizione “Liquidi infiammabili, n.a.s. (polieterammine, miscela idrocarburica)”.

Il prodotto è quindi classificato come liquido infiammabile classe 3 ADR, con gruppo di imballaggio II (PI tra 23 e 60 °C, PE > 35 °C).

Verifica del regime LQ: il calcolo decisivo

Prima di qualsiasi altra azione, occorre verificare se la spedizione rientra nel regime LQ (quantità limitate, capitolo 3.4 ADR). Per UN 1993 classe 3 PI II, la tabella A ADR 2025 riporta:

  • Colonna 7a (soglia LQ): 1 L per collo interno.
  • Colonna 7b (codice EQ): E2 (30 ml per collo interno per la categoria EQ).

I flaconi hanno volume di 500 ml: 500 ml < 1000 ml (soglia LQ). Il regime LQ è quindi applicabile.

Condizioni aggiuntive da verificare:

  • Il collo esterno (scatola di cartone con 12 flaconi) pesa 12 x 0,82 g/ml x 500 ml + tara ≈ 5,5 kg totale < 30 kg (limite LQ). Conforme.
  • Il peso lordo totale LQ sul veicolo non deve superare 8 t: per spedizioni di e-commerce standard è ampiamente rispettato.

Cosa deve riportare l’imballaggio in regime LQ

Con la conferma del regime LQ, le azioni concrete sull’imballaggio sono:

  1. I flaconi da 500 ml (collo interno) devono essere adeguatamente chiusi e non presentare perdite.
  2. La scatola di cartone esterna (collo esterno) deve essere robusta e, se il prodotto è liquido, deve contenere materiale assorbente in quantità sufficiente ad assorbire l’intero contenuto in caso di fuoriuscita.
  3. Sul collo esterno deve essere apposto il marchio LQ: rombo con bordo nero su sfondo bianco, lato minimo 100 mm. Non sono richieste etichette di pericolo ADR (fiamma, teschio, ecc.) sul collo esterno.

Il marchio LQ si ottiene stampando o apponendo un’etichetta adesiva sul cartone. Non è necessario acquistare etichette omologate: è sufficiente che il rombo sia conforme alle dimensioni e ai colori prescritti dall’ADR 2025 (capitolo 3.4.7).

Documentazione richiesta

In regime LQ, il documento di trasporto ADR non è obbligatorio. È sufficiente la normale documentazione commerciale (bolla di consegna, fattura, o documento di trasporto standard). Tuttavia, è fortemente raccomandato indicare sulla bolla:

  • La descrizione del prodotto con il numero ONU (UN 1993).
  • La dicitura “Quantità limitate” o “LQ” accanto alla descrizione.
  • Il peso netto o il volume totale del prodotto.

Questa indicazione non è obbligatoria per legge in regime LQ, ma facilita i controlli stradali e dimostra che lo speditore ha verificato la conformità. Riduce inoltre il rischio che il corriere blocchi nuovamente la spedizione per mancanza di documentazione.

Risposta al corriere: cosa comunicare

La comunicazione corretta al corriere è:

Il prodotto è classificato UN 1993, Classe 3 — Liquido infiammabile, n.a.s., Gruppo di imballaggio II. La spedizione rientra nel regime di quantità limitate (LQ) ai sensi del capitolo 3.4 ADR 2025. I colli interni (500 ml/flacone) rispettano la soglia LQ di 1 L prevista dalla tabella A ADR. Il collo esterno è marcato con il marchio LQ. Non è richiesta documentazione ADR aggiuntiva rispetto alla bolla di consegna allegata.

Se il corriere richiede comunque la documentazione ADR completa (caso di operatori non formati sul regime LQ), si può preparare un documento di trasporto volontario con i dati richiesti dall’ADR 5.4.1, specificando “Spedizione in regime di quantità limitate — Capitolo 3.4 ADR”.

Errori da evitare in situazioni analoghe

  • Non verificare la SDS sezione 14 prima della spedizione: il numero ONU e il gruppo di imballaggio devono essere quelli indicati dal fabbricante, non stimati autonomamente senza dati.
  • Usare imballaggi non idonei: per i liquidi infiammabili PI II, l’imballaggio deve essere resistente alla pressione interna e non reagire chimicamente con il prodotto. Il polietilene ad alta densità (HDPE) è tipicamente idoneo per idrocarburi.
  • Superare le soglie LQ per collo interno: se si passa a flaconi da 1,5 L, si esce dal regime LQ e scattano tutti gli obblighi ADR pieni.
  • Non verificare le restrizioni del corriere: molti corrieri nazionali ed europei accettano merci LQ ma hanno policy interne che limitano il peso per collo o per spedizione. Verificare le condizioni generali di contratto.
  • Confondere CLP e ADR: i pittogrammi CLP sui flaconi (es. fiamma GHS02) non sostituiscono l’etichettatura ADR e viceversa. Le due classificazioni sono collegate ma non identiche.

Quando il regime LQ non basta: il caso dei formati da 5 L

Se lo stesso additivo venisse venduto anche in tanica da 5 L (formato professionale), la situazione cambierebbe: 5 L > soglia LQ di 1 L. In questo caso si esce dal regime LQ e si entra in ADR pieno. Gli obblighi aggiuntivi sarebbero:

  • Imballaggio omologato UN (es. tanica HDPE con codice 3H1/Y, omologata per PI II).
  • Etichetta di pericolo ADR (etichetta fiamma classe 3) sul collo.
  • Numero ONU riportato sul collo (es. “UN 1993”).
  • Documento di trasporto ADR completo.
  • Patentino ADR per il conducente (se non si rientra nelle esenzioni per quantità totale 1.1.3.6).

Domande frequenti

Gli additivi per carburante sono classificati come pericolosi ADR?

La maggior parte degli additivi liquidi per carburante rientra nella classe ADR 3 — liquidi infiammabili, in quanto contiene solventi o componenti con punto di infiammabilità inferiore a 60 °C. Il numero ONU tipico è UN 1993 con il gruppo di imballaggio determinato dal punto di infiammabilità. Alcuni additivi con componenti tossici possono avere rischi sussidiari di classe 6.1.

Qual è il numero ONU corretto per un additivo benzina in flacone da 500 ml?

Per un additivo benzina con punto di infiammabilità tra 23 e 60 °C, il numero ONU tipico è UN 1993 “Liquidi infiammabili, n.a.s.” classe 3, PI II o III secondo il PI e il PE. Un flacone da 500 ml rientra nel regime LQ se la soglia LQ per quel PI è pari a 1 L (PI II) o 5 L (PI III).

Serve la SDS per un additivo carburante venduto online?

Sì, se il prodotto è classificato pericoloso secondo il Reg. CLP. Il fornitore deve trasmettere la SDS aggiornata (Reg. 2020/878) a qualsiasi cliente professionale prima o al momento della prima fornitura. Per le vendite al dettaglio a consumatori, la SDS non è obbligatoria ma è buona prassi metterla a disposizione su richiesta.

Un e-commerce che vende additivi carburante deve rispettare l’ADR?

Sì, nella misura in cui è responsabile della spedizione come “speditore” ai sensi ADR. Lo speditore deve garantire che le merci pericolose siano correttamente classificate, imballate, etichettate e documentate. Per additivi in flaconi da 250-500 ml in regime LQ, gli obblighi operativi sono ridotti ma includono marcatura LQ sul collo esterno.

Come si calcola il gruppo di imballaggio per un additivo carburante?

Per i liquidi infiammabili classe 3: PI I = punto di infiammabilità inferiore a 23 °C e punto di ebollizione iniziale pari o inferiore a 35 °C; PI II = punto di infiammabilità inferiore a 23 °C con PE superiore a 35 °C, oppure PI tra 23 e 60 °C con PE pari o inferiore a 35 °C; PI III = PI tra 23 e 60 °C con PE superiore a 35 °C. I dati si trovano nella SDS sezioni 9 e 14.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).