Conformita’ chimica

Guida pratica alla conformita’ dei prodotti chimici per imprese ed e-commerce.

7 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica di coordinazione

In sintesi

  • Una sostanza con almeno un legame diretto metallo–carbonio.
  • Nel metodo dei leganti neutri: L dona 2 elettroni come legante neutro (CO, fosfine, alcheni); X, se neutro, è un radicale monoelettrico (H•, Cl•, CH₃•).
  • In un complesso ottaedrico con leganti π-accettori come CO, si formano 6 orbitali molecolari di legame dalla interazione σ e 3 orbitali di legame t₂ᵧ dall’interazione π: in…
  • Η (eta) indica il numero di atomi del legante formalmente legati al metallo.

Un composto organometallico contiene almeno un legame diretto tra un atomo metallico e un atomo di carbonio. Quel singolo criterio basta a distinguere una classe di molecole che ha rivoluzionato la sintesi organica, la catalisi industriale e la scienza dei materiali nell’arco di settant’anni, dalla scoperta del ferrocene nel 1951 ai catalizzatori metallocene per il polietilene. Capire come si classificano i leganti, come si contano gli elettroni e come varia l’apicità è il punto di partenza per tutto ciò che segue.

Il campo ha radici più antiche: il primo composto organometallico di un metallo di transizione, il sale di Zeise [PtCl₂(C₂H₄)]⁻², fu preparato nel 1827 da William Zeise; i primi carbonili metallici — [PtCl₂(CO)₂] e il suo dimero — furono riportati da Schützenberger già nel 1868. Ma la vera esplosione del settore arrivò solo con la strutturistica a raggi X, la spettroscopia IR e la RMN.

Che cos’è un composto organometallico

La definizione canonica richiede un legame M–C diretto. I complessi di Werner (es. [Co(NH₃)₆]3+) non sono organometallici: contengono carbonio nei leganti, ma nessun legame metallo-carbonio. Anche i complessi ciano, come [Fe(CN)₆]4−, hanno legami M–C ma per convenzione rientrano nella chimica di coordinazione classica, perché le loro proprietà assomigliano ai complessi tradizionali. I carbonili, isoelettronici con CN⁻, sono invece considerati organometallici perché presentano reattività e proprietà nettamente diverse.

Leganti X, L e la classificazione degli elettroni donati

Nel metodo dei leganti neutri ogni ligando viene trattato come neutro: i leganti L donano 2 elettroni da coppie libere (CO, PR₃, H₂O); i leganti X, quando neutri, sono radicali monoelettrici (H, Cl, CH₃) e donano 1 elettrone ciascuno. Nel metodo donor-pair — preferito per assegnare gli stati di ossidazione — anche X⁻ (H⁻, Cl⁻, CH₃⁻) dona 2 elettroni, ma la carica ⁻1 viene trasferita al metallo, alzandone il numero di ossidazione.

conteggio (η5-Cp): 6 e (metodo donor-pair)  ·  CO: 2 e (legante L)  ·  H: 2 e (legante X come anione)

Legante Tipo e⁻ donati (donor-pair) Esempio
CO, PR₃ L (neutro) 2 Cr(CO)₆
H⁻, Cl⁻, CH₃⁻ X (anionico) 2 [RhCl(PPh₃)₃]
η²-alchene L (neutro) 2 sale di Zeise
η⁵-Cp⁻ L₂X (anionico) 6 ferrocene
η⁶-benzene L₃ (neutro) 6 [Cr(C₆H₆)₂]

Apicità η: quanti carboni legano il metallo

Molti leganti organici possono legarsi al metallo attraverso un numero variabile di atomi di carbonio. Il numero di atomi formalmente legati si chiama apticità e si indica con ηn. Il ciclopentadienile può essere monoapto (η¹, come un alchile), triapto (η³, come un allile) o pentaapto (η⁵, come nel ferrocene). Di norma la forma η⁵ è la più stabile perché sfrutta la delocalizzazione degli elettroni π dell’anello aromatico.

La regola dei 18 elettroni

Negli anni ’20, N.V. Sidgwick notò che i metalli nei semplici carbonili — come Ni(CO)₄ — raggiungono la stessa configurazione elettronica del gas nobile che chiude il rispettivo periodo. Coniò il termine «inert gas rule», oggi nota come regola dei 18 elettroni. In un complesso ottaedrico con leganti π-accettori (come CO), i nove orbitali molecolari di legame possono ospitare fino a 18 elettroni; superare questa soglia significa popolare orbitali antileganti, destabilizzando il complesso.

Conteggio a 18 elettroni: Cr(CO)₆Cr (Gruppo 6)6 elettroni di valenzaconfig. [Ar] 3d⁵ 4s¹6 × CO (legante L)6 × 2 = 12 elettroniσ-donatori + π-accettoriTOTALE: 18 e⁻6 + 12 = 18ottetto espanso stabileConfronto altri carbonili (regola 18e):Ni(CO)₄: Ni(10e) + 4CO(8e) = 18e ● Fe(CO)₅: Fe(8e) + 5CO(10e) = 18e ● Mn₂(CO)₁₀: Mn(7e) + 5CO(10e) + legame Mn‒Mn(1e) = 18eCr(CO)₆ ottaedrico: stabilissimo, incolore, stabile all'aria (gap HOMO-LUMO nel UV)L = legante a 2e neutro (CO, PR₃) ● X = legante a 1e (H, Cl, CH₃)
Conteggio a 18 elettroni. Cr(CO)₆: 6 elettroni dal Cr(0) più 12 dai 6 leganti CO (2 ciascuno) danno 18e⁻. Il gap HOMO-LUMO è così grande da cadere nell’UV: il composto risulta incolore. Ni(CO)₄ e Fe(CO)₅ obbediscono alla stessa regola con geometrie diverse.

Differenze rispetto ai complessi di Werner

I composti organometallici condividono con i complessi di coordinazione il concetto di metallo centrale circondato da leganti, ma presentano differenze marcate: sono spesso neutri, solubili in solventi organici apolari (THF, esano), con punti di fusione bassi (alcuni liquidi a temperatura ambiente); i complessi di Werner sono tipicamente ionici, colorati, solubili in acqua. La differenza più profonda è che i leganti organometallici (CO, Cp, alcheni) formano interazioni σ–π con gli orbitali d del metallo che i leganti di Werner non possono replicare, da cui la stabilità termica straordinaria di composti come Cr(CO)₆ o il ferrocene.

Domande frequenti

Che cos’è un composto organometallico?

Una sostanza con almeno un legame diretto metallo–carbonio. Non bastano leganti che contengono carbonio (come NH₂CH₂CO₂⁻): serve un legame M–C, come in ferrocene, Cr(CO)₆ o nei complessi di Zeise. I cianocomposti hanno M–C ma per convenzione sono trattati come complessi di coordinazione classici.

Quali sono le differenze tra leganti X e L?

Nel metodo dei leganti neutri: L dona 2 elettroni come legante neutro (CO, fosfine, alcheni); X, se neutro, è un radicale monoelettrico (H•, Cl•, CH₃•). Nel metodo donor-pair entrambi donano 2 elettroni, ma X lo fa come anione (H⁻, Cl⁻), alzando il numero di ossidazione del metallo di una unità per ogni legante X.

Perché vale la regola dei 18 elettroni?

In un complesso ottaedrico con leganti π-accettori come CO, si formano 6 orbitali molecolari di legame dalla interazione σ e 3 orbitali di legame t₂ᵧ dall’interazione π: in totale 9 orbitali di legame che ospitano 18 elettroni. Popolare orbitali superiori (antibonding) destabilizza il complesso, per cui la configurazione a 18e è quella più stabile.

Che cosa significa apicità η?

Η (eta) indica il numero di atomi del legante formalmente legati al metallo. Η¹ = un solo C (es. alchile); η² = due C (es. alchene); η⁵ = cinque C (es. Cp nel ferrocene). La scelta dell’apicità dipende dalla geometria del metallo e dal conteggio elettronico: η⁵-Cp⁻ dona 6e e permette al ferro di raggiungere 18e nel ferrocene.

Ci sono composti stabili con meno di 18 elettroni?

Sì. I complessi quadrato-planari di metalli d⁸ (es. Rh(I), Ir(I), Pd(II), Pt(II)) hanno normalmente 16e; i 9 orbitali di legame di un sistema quadrato-planare ospitano 16e e la configurazione è stabile. Complessi con meno di 16e esistono come intermedi reattivi nei cicli catalitici, dove la vacanza coordinativa serve a far legare il substrato.

Perché i composti organometallici sono spesso neutri e solubili in solventi organici?

I leganti organometallici (CO, Cp, fosfine) sono prevalentemente covalenti e poco polari, quindi il complesso nel suo insieme risulta neutro o quasi. La polarità bassa favorisce la solubilizzazione in etere dietilico, THF, esano e toluene, a differenza dei complessi ionici di Werner che preferiscono l’acqua.

Dalla teoria alla conformità. Se questo argomento riguarda un prodotto che produci, importi o vendi, può tradursi in un obbligo normativo concreto: vedi il nostro servizio di redazione delle schede di sicurezza (SDS) e richiedi una verifica del tuo caso.

Approfondisci

Vuoi una verifica sul tuo caso?

Raccontaci cosa produci, importi o vendi: ti diciamo con chiarezza cosa serve per essere in regola, senza tecnicismi inutili e senza blocchi di vendita o spedizione.

Risposta entro 24hConsulenti REACH·CLP·ADRVerifica senza impegno
Richiedi una verificaVedi gli articoli

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.