Chimica organica

Reazioni, gruppi funzionali e meccanismi spiegati in modo pratico.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica organica

In sintesi

  • Si ottiene un β-chetoestere, cioè un composto che porta un gruppo chetonico e uno estereo separati da un solo carbonio, insieme a una molecola di alcol liberata come…
  • Perché i singoli stadi della reazione sono in equilibrio e poco favorevoli; ciò che la rende complessivamente possibile è la deprotonazione finale del β-chetoestere, il cui…
  • Entrambe partono da un enolato, ma l’aldolica è un’addizione al carbonile di un’aldeide o di un chetone (che non ha gruppi uscenti) e dà un composto β-idrossicarbonilico; la…
  • Conviene solo quando uno dei due esteri non possiede idrogeni in α e quindi non può formare un enolato: in tal caso fa esclusivamente da elettrofilo e si evita la miscela di…

La condensazione di Claisen unisce due molecole di estere in presenza di una base per dare un β-chetoestere, cioè un composto con un gruppo chetonico e uno estereo separati da un carbonio. È la reazione gemella dell’aldolica, ma applicata agli esteri: invece di un’addizione si ha una sostituzione, perché un gruppo alcossido viene espulso.

Vediamo il meccanismo, perché serve un’intera equivalente di base, come si evita di ottenere miscele con la versione incrociata, la variante intramolecolare di Dieckmann e che cosa distingue questa reazione dall’aldolica.

Da due esteri a un beta-chetoestere

L’esempio classico parte da un semplice estere come l’acetato di etile. In presenza di etossido di sodio, due molecole di estere si combinano: il prodotto è un β-chetoestere (nel caso classico l’acetoacetato di etile) e si libera una molecola di etanolo. Il legame che si forma è ancora un legame carbonio–carbonio, costruito tra il carbonio α di un estere e il carbonio carbonilico dell’altro.

EaΔHreagentiprodottistato di transizionecoordinata di reazione →energia potenziale
Un equilibrio spostato dal prodotto. I singoli stadi della condensazione di Claisen sono reversibili; è la deprotonazione finale del β-chetoestere, molto acido, a rendere il processo complessivamente favorevole spostando l’equilibrio verso i prodotti.

Il meccanismo

La base rimuove un idrogeno dal carbonio α di un estere e ne forma l’enolato. Questo carbanione attacca il carbonio carbonilico di una seconda molecola di estere. Si forma un intermedio tetraedrico che poi collassa espellendo un gruppo alcossido: è una sostituzione nucleofila acilica. Il risultato è il β-chetoestere. I singoli passaggi sono in equilibrio e, presi da soli, non sarebbero favorevoli.

2 CH3COOEt  (base: EtO)  →  CH3CO–CH2–COOEt  +  EtOH  (β-chetoestere)

Perché serve un’intera equivalente di base

Il motore della reazione è l’ultimo stadio. Il β-chetoestere appena formato ha un idrogeno particolarmente acido, compreso fra il gruppo chetonico e quello estereo: la base lo strappa formando un anione molto stabile. Questa deprotonazione finale è esoenergetica e tira l’equilibrio verso i prodotti. Per questo non basta una quantità catalitica di base: ne serve almeno una equivalente, perché viene «consumata» nel mantenere deprotonato il prodotto. Solo al termine, con l’acidificazione, si libera il β-chetoestere neutro.

Un requisito sui reagenti

Perché funzioni bene, l’estere che fornisce l’enolato deve avere almeno due idrogeni sul carbonio α: uno serve a formare l’enolato iniziale, l’altro a permettere la deprotonazione finale che sposta l’equilibrio. Un estere con un solo idrogeno in α non offre questa spinta termodinamica e la reazione resta sfavorevole.

Claisen incrociata e condensazione di Dieckmann

Se si mescolano due esteri diversi, entrambi capaci di dare un enolato, si ottiene una miscela ingestibile di prodotti. La Claisen incrociata diventa utile solo quando uno dei due esteri non ha idrogeni in α e quindi non può fare da nucleofilo: serve allora soltanto da elettrofilo. Esteri come il benzoato di etile, l’ossalato e il carbonato di dietile sono partner tipici. La versione intramolecolare, in cui i due gruppi estere appartengono alla stessa molecola, è la condensazione di Dieckmann e chiude un anello, dando un β-chetoestere ciclico (ottima per anelli a cinque e sei termini).

Variante Reagenti Prodotto
Claisen classica due molecole dello stesso estere β-chetoestere
Claisen incrociata un estere con H in α + uno senza β-chetoestere singolo
Dieckmann un diestere (intramolecolare) β-chetoestere ciclico

Claisen contro aldolica

Le due reazioni partono entrambe da un enolato, ma divergono nel finale. Nell’aldolica il nucleofilo si addiziona al carbonile di un’aldeide o di un chetone, che non ha gruppi uscenti, e si ottiene un composto β-idrossicarbonilico. Nella Claisen il nucleofilo attacca un estere, che possiede un gruppo uscente (l’alcossido): questo viene espulso e il risultato è una sostituzione, con un β-chetoestere. In sintesi: aldolica = addizione su aldeidi e chetoni; Claisen = sostituzione su esteri.

Quadro d’insieme

La condensazione di Claisen estende alla chimica degli esteri la logica degli enolati: forma un legame carbonio–carbonio e costruisce uno scheletro 1,3-dicarbonilico. Conoscere il ruolo della deprotonazione finale, il requisito dei due idrogeni in α e le varianti incrociata e di Dieckmann permette di usarla con sicurezza e di distinguerla nettamente dall’aldolica.

Domande frequenti

Che cosa si ottiene da una condensazione di Claisen?

Si ottiene un β-chetoestere, cioè un composto che porta un gruppo chetonico e uno estereo separati da un solo carbonio, insieme a una molecola di alcol liberata come alcossido. Il caso da manuale, l’acetato di etile trattato con etossido, dà l’acetoacetato di etile. Il nuovo legame formato è un legame carbonio–carbonio tra il carbonio α di un estere e il carbonile dell’altro.

Perché serve almeno una equivalente di base?

Perché i singoli stadi della reazione sono in equilibrio e poco favorevoli; ciò che la rende complessivamente possibile è la deprotonazione finale del β-chetoestere, il cui idrogeno centrale è molto acido. Questa deprotonazione spinge l’equilibrio verso i prodotti ma «consuma» la base, che resta legata al prodotto fino all’acidificazione finale. Una quantità solo catalitica non basterebbe.

Qual è la differenza tra condensazione di Claisen e aldolica?

Entrambe partono da un enolato, ma l’aldolica è un’addizione al carbonile di un’aldeide o di un chetone (che non ha gruppi uscenti) e dà un composto β-idrossicarbonilico; la Claisen è una sostituzione sul carbonile di un estere, che possiede un gruppo uscente (l’alcossido) poi espulso, e dà un β-chetoestere. In breve: addizione contro sostituzione.

Quando conviene la Claisen incrociata?

Conviene solo quando uno dei due esteri non possiede idrogeni in α e quindi non può formare un enolato: in tal caso fa esclusivamente da elettrofilo e si evita la miscela di prodotti che si avrebbe con due esteri entrambi nucleofili. Partner tipici senza idrogeno in α sono il benzoato di etile, l’ossalato di dietile e il carbonato di dietile.

Che cos’è la condensazione di Dieckmann?

È la versione intramolecolare della condensazione di Claisen: i due gruppi estere appartengono alla stessa molecola (un diestere), e la reazione li unisce chiudendo un anello e formando un β-chetoestere ciclico. Funziona particolarmente bene per costruire anelli a cinque e a sei termini, le dimensioni più stabili, ed è uno strumento utile nella sintesi di composti ciclici.

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