📚 Parte della guida Impara la chimica › Elettrochimica e corrosione
Conformita’ chimica
Guida pratica alla conformita’ dei prodotti chimici per imprese ed e-commerce.
In sintesi
- È una forma di corrosione localizzata che attacca selettivamente i bordi dei grani di un metallo, lasciando spesso la superficie quasi intatta.
- È l’alterazione che si verifica quando un inox austenitico resta nell’intervallo di temperatura tra circa 425 e 815°C: il carbonio reagisce con il cromo e precipita come…
- È la corrosione intergranulare che si manifesta vicino a una saldatura.
- Con tre strategie metallurgiche: usare acciai a basso carbonio (gradi L come 304L o 316L, con carbonio non oltre lo 0,03%); usare acciai stabilizzati con titanio (321) o…
Un acciaio inossidabile può uscire da una saldatura apparentemente perfetto e poi sgretolarsi lungo righe quasi invisibili a pochi millimetri dal cordone. È la corrosione intergranulare: un attacco che non aggredisce la superficie in modo uniforme, ma scava esattamente lungo i bordi dei grani metallici, dove la lega ha perso la propria protezione. La causa è quasi sempre la sensibilizzazione, un fenomeno metallurgico che si innesca con il calore.
Vediamo perché i bordi di grano diventano vulnerabili, che cos’è la sensibilizzazione degli inox, perché la saldatura è il punto critico e come si previene il problema in fase di progetto e di esecuzione.
Che cos’è la corrosione intergranulare
Un metallo solido non è un blocco continuo: è formato da tanti piccoli cristalli, i grani, separati da superfici di confine dette bordi di grano. Lungo questi bordi gli atomi sono disposti in modo più disordinato e l’energia è più alta, quindi i bordi sono naturalmente un po’ più reattivi del cuore del grano. Nella maggior parte dei casi questa differenza è trascurabile; in alcune leghe, però, una specifica alterazione chimica rende i bordi enormemente più attivi del resto, e la corrosione li attacca in modo selettivo. Il metallo si disgrega allora lungo una rete di microfratture intergranulari, perdendo coesione e resistenza meccanica anche quando la superficie sembra intatta.
La sensibilizzazione degli acciai inox
Il caso industriale per eccellenza è quello degli acciai inossidabili austenitici, i classici 18-8 (circa 18% cromo, 8% nichel). La loro resistenza si deve a un sottilissimo film passivo di ossido di cromo: finché il cromo è disciolto uniformemente nel metallo, ogni punto della superficie è protetto. Quando però l’acciaio resta a lungo in un intervallo di temperatura critico, indicativamente tra circa 425 e 815°C, il carbonio presente nella lega reagisce con il cromo e precipita ai bordi di grano sotto forma di carburi di cromo (tipo Cr23C6).
Il punto cruciale è chimico: i carburi che si formano sono ricchissimi di cromo, e per costruirsi sequestrano il cromo dalla fascia di metallo che li circonda. Quella fascia, immediatamente a ridosso del bordo di grano, si impoverisce di cromo e scende sotto il valore minimo necessario per mantenere il film passivo, circa l’11-12% in massa. Si crea così una sottile zona attiva e non più protetta, incastonata tra grani che restano passivi: una geometria perfetta per un attacco localizzato e profondo.
La pila in miniatura ai bordi di grano
La corrosione, in fondo, è sempre un fenomeno elettrochimico: una pila in cortocircuito in cui una zona si ossida (anodo) e un’altra ospita la reazione di riduzione (catodo). Nella sensibilizzazione questa pila è disegnata su scala microscopica: la fascia impoverita di cromo fa da anodo attivo, mentre i grani ancora passivi e ricchi di cromo fanno da catodo esteso.
anodo: Fe → Fe2+ + 2e− · catodo: O2 + 2H2O + 4e− → 4OH−
Il rapporto sfavorevole tra una piccola area anodica e una grande area catodica concentra la dissoluzione su una superficie minuscola, accelerandola in modo drammatico. Per questo l’attacco intergranulare è così insidioso: avanza in profondità lungo i bordi senza apparente perdita di materiale in superficie.
Il weld decay: la zona termicamente alterata
La situazione tipica in cui la sensibilizzazione si manifesta è la saldatura. Il cordone fonde e poi si raffredda rapidamente, ma a una certa distanza dal giunto esiste una fascia di metallo, la zona termicamente alterata, che durante il ciclo termico ha attraversato proprio l’intervallo critico dei carburi senza fondere. È lì, in due bande parallele al cordone, che l’acciaio si sensibilizza e successivamente si corrode: è il fenomeno noto come weld decay, il «decadimento da saldatura». A occhio nudo si vedono spesso due righe scure ai lati della saldatura, dove il metallo si è disgregato.
| Fattore | Effetto sulla sensibilizzazione |
|---|---|
| Tenore di carbonio | più alto → più carburi, più cromo sottratto |
| Tempo nell’intervallo 425-815°C | più lungo → sensibilizzazione più marcata |
| Raffreddamento dopo saldatura | lento → più tempo per precipitare i carburi |
| Spessore del pezzo | maggiore → raffreddamento più lento al cuore |
Come si previene
La metallurgia offre tre strade collaudate per evitare la sensibilizzazione, tutte mirate a impedire la formazione dei carburi ricchi di cromo ai bordi di grano.
| Strategia | Come funziona |
|---|---|
| Acciai a basso carbonio (304L, 316L) | il carbonio ≤ 0,03% non basta a formare abbastanza carburi |
| Acciai stabilizzati (321 con Ti, 347 con Nb) | titanio o niobio legano il carbonio prima del cromo |
| Solubilizzazione (~1050°C + tempra) | scioglie i carburi e li congela in soluzione raffreddando in fretta |
Perché conta nella pratica
Per chi progetta o costruisce apparecchiature in acciaio inox, prevenire la sensibilizzazione è una scelta che si fa a tavolino: specificare un grado a basso carbonio o stabilizzato per i componenti saldati che lavoreranno in ambiente aggressivo costa poco e azzera un rischio altrimenti subdolo. Nei collaudi, prove di laboratorio dedicate possono rivelare un acciaio sensibilizzato prima che vada in servizio. Riconoscere il weld decay, capire l’intervallo di temperatura critico e conoscere le contromisure metallurgiche è competenza di base in qualsiasi impianto chimico, alimentare o farmaceutico che impieghi inox. Le forme localizzate come pitting e corrosione interstiziale, che obbediscono ad altri meccanismi, sono trattate nel pilastro e negli articoli dedicati.
Domande frequenti
Che cos’è la corrosione intergranulare?
È una forma di corrosione localizzata che attacca selettivamente i bordi dei grani di un metallo, lasciando spesso la superficie quasi intatta. Il metallo si disgrega lungo una rete di microfratture intergranulari e perde resistenza meccanica. Negli acciai inox la causa più comune è la sensibilizzazione, cioè la precipitazione di carburi di cromo ai bordi di grano in seguito a un riscaldamento nell’intervallo critico.
Che cos’è la sensibilizzazione di un acciaio inox?
È l’alterazione che si verifica quando un inox austenitico resta nell’intervallo di temperatura tra circa 425 e 815°C: il carbonio reagisce con il cromo e precipita come carburi ai bordi di grano. Questi carburi sottraggono cromo alla zona adiacente, che scende sotto la soglia di passivazione (circa 11-12%) e diventa vulnerabile all’attacco corrosivo. È la premessa della corrosione intergranulare.
Che cos’è il weld decay?
È la corrosione intergranulare che si manifesta vicino a una saldatura. Durante il ciclo termico, due bande di metallo ai lati del cordone attraversano l’intervallo critico dei carburi senza fondere e si sensibilizzano. In ambiente aggressivo queste bande si corrodono e compaiono come righe scure parallele alla saldatura: per questo si parla di «decadimento da saldatura».
Come si previene la corrosione intergranulare?
Con tre strategie metallurgiche: usare acciai a basso carbonio (gradi L come 304L o 316L, con carbonio non oltre lo 0,03%); usare acciai stabilizzati con titanio (321) o niobio (347), che legano il carbonio al posto del cromo; oppure eseguire un trattamento di solubilizzazione attorno a 1050°C seguito da tempra, che riscioglie i carburi. La scelta si fa già in fase di specifica del materiale.
Perché l’attacco si concentra proprio ai bordi di grano?
Perché la fascia di metallo impoverita di cromo lungo i bordi diventa anodica rispetto ai grani ancora passivi e ricchi di cromo, che fanno da catodo. Si forma una pila microscopica con una piccola area anodica e una grande area catodica: questo rapporto sfavorevole concentra la dissoluzione su una superficie minuscola e la accelera, scavando in profondità lungo i bordi.
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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.