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Elettrochimica e corrosione

Pile, elettrolisi, potenziali redox e protezione dalla corrosione.

6 min di letturaAggiornato il 11/06/2026elettrochimica corrosione

In sintesi

  • Tramite le leggi di Faraday: la corrente di corrosione corrisponde a una certa quantità di metallo ossidato al secondo.
  • È un metallo più attivo (zinco, magnesio, alluminio) collegato alla struttura da proteggere: diventa l’anodo e si corrode al posto del metallo nobile, che diventa catodo e…
  • Perché permette di dimensionare l’anodo: nota la carica totale da erogare (corrente per durata), la massa di anodo è la carica divisa per la capacità.
  • Il magnesio ha un potenziale più negativo e una capacità per kg più alta, quindi eroga più corrente: si usa nei terreni e nelle acque ad alta resistività.

La corrosione è un processo elettrochimico che consuma i metalli, e le sue conseguenze economiche sono enormi. Quantificarla significa calcolare la velocità di penetrazione dalla densità di corrente di corrosione e dimensionare la protezione catodica. Questi sei esercizi svolti applicano le leggi di Faraday alla corrosione: dalla velocità con cui si assottiglia una lamiera alla massa e alla durata di un anodo sacrificale. Sono i calcoli che un progettista usa per stimare la vita di una struttura interrata o immersa e per scegliere il sistema anticorrosione più adatto.

elettrolita (terreno/acqua)acciaio (catodo)ZneProtezione catodica: lo zinco si corrode al posto dell’acciaio
Protezione catodica con anodo sacrificale. Lo zinco, più attivo, si corrode cedendo elettroni all’acciaio, che resta protetto.
Base

Esercizio 1 — Velocità di penetrazione del ferro

Una struttura in acciaio presenta una densità di corrente di corrosione icorr = 10 µA/cm². Calcola la velocità di penetrazione (EW = 27,9, ρ = 7,87 g/cm³).

Dati
icorr 10 µA/cm²
EW (Fe) 27,9
ρ 7,87 g/cm³
Soluzione passo per passo

Si applica la formula della velocità di penetrazione:

CR = 3,27×10−3·icorr·EW/ρ = 3,27×10−3·10·27,9/7,87 = 0.116 mm/anno

CR ≈ 0.116 mm/anno, cioè circa 116 µm all’anno. Una corrente di corrosione apparentemente piccola produce comunque un assottigliamento misurabile nel tempo.

Base

Esercizio 2 — Capacità teorica di un anodo di zinco

Calcola la capacità di carica teorica dello zinco (M = 65,38 g/mol, n = 2) espressa in A·h per kg.

Dati
M (Zn) 65,38 g/mol
n 2
F 96485 C/mol
Soluzione passo per passo

La capacità teorica è la carica per unità di massa, nF/M, convertita in A·h/kg:

C = nF/M = 2·96485/65,38 = 2951 C/g = 819.9 A·h/kg

C ≈ 819.9 A·h/kg. È la carica massima che un kg di zinco può erogare corrodendosi completamente.

Base

Esercizio 3 — Carica necessaria per la protezione

Per proteggere una tubazione serve una corrente costante di 0,5 A per 10 anni. Quanta carica complessiva è richiesta?

Dati
I 0,5 A
t 10 anni = 87600 h
Soluzione passo per passo

La carica è il prodotto corrente per tempo:

Q = I·t = 0,5·87600 = 43800 A·h

Q = 43800 A·h. È questa la carica che l’anodo sacrificale dovrà fornire nell’arco della sua vita utile.

Intermedio

Esercizio 4 — Dimensionare l’anodo sacrificale

Quanto zinco serve per erogare 43800 A·h, considerando un fattore di utilizzo dell’anodo dell’85% (capacità pratica)?

Dati
Q 43800 A·h
C (Zn) 820 A·h/kg
Utilizzo 0,85
Soluzione passo per passo

La massa di anodo è la carica divisa per la capacità effettiva (teorica per il fattore di utilizzo):

m = Q/(C·u) = 43800/(820·0,85) = 62.85 kg

m ≈ 62.85 kg di zinco. Il fattore di utilizzo tiene conto del fatto che l’anodo non si consuma mai del tutto in modo uniforme.

Intermedio

Esercizio 5 — Durata di un anodo dato

Un anodo di zinco da 20 kg eroga 0,5 A con utilizzo 0,85. Quanti anni dura?

Dati
m 20 kg
C (Zn) 820 A·h/kg
I 0,5 A
u 0,85
Soluzione passo per passo

La carica totale disponibile diviso la corrente dà la durata:

t = m·C·u/I = 20·820·0,85/0,5 = 27880 h = 3.182 anni

t ≈ 3.182 anni. Per coprire dieci anni servirebbero più anodi o un anodo più grande, come già visto nell’esercizio precedente sul dimensionamento.

Avanzato

Esercizio 6 — Corrente di protezione e scelta dell’anodo

Una struttura ha 50 m² di superficie da proteggere e richiede 0,020 A/m². Calcola la corrente totale e spiega quando conviene il magnesio rispetto allo zinco.

Dati
Area 50 m²
iprotezione 0,020 A/m²
C(Mg) 2205 A·h/kg
Soluzione passo per passo

La corrente di protezione è densità per area:

I = i·A = 0,020·50 = 1 A

Servono 1 A. Il magnesio, con capacità teorica 2205 A·h/kg (quasi tripla rispetto allo zinco) e un potenziale più negativo, eroga più corrente per kg ed è preferito nei terreni ad alta resistività; lo zinco si usa in acqua di mare, dove il suo potenziale è sufficiente e il consumo più lento.

Domande frequenti

Come si lega la corrente di corrosione alla velocità di assottigliamento?

Tramite le leggi di Faraday: la corrente di corrosione corrisponde a una certa quantità di metallo ossidato al secondo. La formula CR = K·icorr·EW/ρ traduce direttamente la densità di corrente in mm/anno di penetrazione.

Cos’è un anodo sacrificale?

È un metallo più attivo (zinco, magnesio, alluminio) collegato alla struttura da proteggere: diventa l’anodo e si corrode al posto del metallo nobile, che diventa catodo e resta immune. È la forma più semplice di protezione catodica.

Perché si usa la capacità in A·h/kg?

Perché permette di dimensionare l’anodo: nota la carica totale da erogare (corrente per durata), la massa di anodo è la carica divisa per la capacità. Esprime quanta carica un kg di anodo può fornire corrodendosi.

Quando si preferisce il magnesio allo zinco?

Il magnesio ha un potenziale più negativo e una capacità per kg più alta, quindi eroga più corrente: si usa nei terreni e nelle acque ad alta resistività. Lo zinco e l’alluminio si preferiscono in acqua di mare, dove serve meno spinta e contano la durata e il costo.

Cos’è la protezione a corrente impressa?

È l’alternativa agli anodi sacrificali: un alimentatore esterno fornisce la corrente di protezione tramite anodi inerti. Si usa per strutture grandi o con elevata richiesta di corrente, dove gli anodi sacrificali durerebbero troppo poco. Richiede però un’alimentazione e una manutenzione che gli anodi galvanici non hanno.

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