Storia della chimica

La storia, le idee e il ruolo culturale della chimica.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026storia della chimica

In sintesi

  • Perché introdusse un nuovo modo di fare chimica, basato sulla misura rigorosa, sulla conservazione della massa e su una nomenclatura sistematica, abbandonando la teoria del…
  • Era l’idea che i corpi combustibili contenessero un principio invisibile, il flogisto, liberato durante la combustione.
  • Riscaldando metalli in recipienti chiusi e pesando tutto prima e dopo, mostrò che l’aumento di peso del metallo corrispondeva alla diminuzione di peso dell’aria: una parte…
  • Afferma che in una reazione chimica, in un sistema chiuso, la massa totale dei reagenti è uguale alla massa totale dei prodotti.

Se c’è un nome legato alla nascita della chimica moderna, è quello di Antoine-Laurent Lavoisier. Alla fine del Settecento il suo lavoro segnò una svolta tale da essere chiamata rivoluzione chimica: non tanto per una singola scoperta, quanto per un nuovo modo di fare scienza, fondato sulla misura rigorosa e su un linguaggio chiaro. Lavoisier raccolse e sistemò intuizioni che circolavano già tra i chimici del suo tempo, ma ebbe il merito di unirle in una visione coerente e di imporla con la forza dei numeri. Per questo la sua opera segna, più di ogni altra, il confine tra la chimica antica e quella moderna.

Il problema della combustione

Per spiegare perché le sostanze bruciano, nel Settecento dominava la teoria del flogisto: si pensava che i corpi combustibili contenessero un principio invisibile, il flogisto appunto, che veniva rilasciato durante la combustione. La teoria aveva però un problema imbarazzante: alcuni metalli, bruciando, aumentavano di peso, invece di diminuire come ci si aspetterebbe se qualcosa fosse uscito da loro.

La pesata che cambiò tutto

Lavoisier affrontò il problema con uno strumento semplice ma implacabile: la bilancia. Riscaldando metalli in recipienti chiusi e pesando con cura tutto prima e dopo, dimostrò che l’aumento di peso del metallo corrispondeva esattamente alla diminuzione di peso dell’aria contenuta nel recipiente. Niente flogisto in uscita: al contrario, qualcosa dell’aria si combinava con il metallo.

La legge di conservazione della massareagentiprodotti=in un sistema chiuso la massa totale non cambia
Pesando tutto ciò che entra e che esce da una reazione in un sistema chiuso, Lavoisier dimostrò che la massa totale resta invariata: la bilancia diventa il giudice di ogni teoria.

La scoperta dell’ossigeno e la conservazione della massa

Quella parte dell’aria che si combinava con i metalli era l’ossigeno. Lavoisier ne chiarì il ruolo nella combustione e nella respirazione, smantellando definitivamente la teoria del flogisto. Ma il suo contributo più profondo fu un principio generale: in una reazione chimica, in un sistema chiuso, la massa totale non cambia.

massa(reagenti) = massa(prodotti)

Questa legge di conservazione della massa trasformò la chimica in una scienza quantitativa: ogni reazione poteva ora essere scritta come una sorta di equazione contabile, in cui tutto ciò che entra deve ritrovarsi tra i prodotti. La combustione del mercurio nell’ossigeno, ad esempio, produce un ossido senza che nulla si perda.

2 Hg + O₂ → 2 HgO

Un nuovo linguaggio per la chimica

Lavoisier, con alcuni colleghi, riformò anche il linguaggio della disciplina. I vecchi nomi pittoreschi delle sostanze furono sostituiti da una nomenclatura sistematica, in cui il nome rifletteva la composizione. Questa razionalizzazione del vocabolario fu importante quanto le scoperte sperimentali: rese la chimica comunicabile, insegnabile e cumulativa.

Prima di Lavoisier Dopo Lavoisier
teoria del flogisto ruolo dell’ossigeno nella combustione
peso trascurato o secondario bilancia come strumento centrale
nomi tradizionali e arbitrari nomenclatura sistematica
elenchi confusi di sostanze lista ragionata di elementi

L’eredità di una rivoluzione

Lavoisier non scoprì tutti gli elementi né risolse ogni problema, e la sua stessa lista di sostanze elementari conteneva imprecisioni. Ma stabilì il metodo: misurare, conservare la massa, nominare con precisione. Su queste basi si svilupperanno la teoria atomica e, pochi decenni dopo, la tavola periodica. La sua tragica fine durante il Terrore non cancellò la portata del suo lavoro: la chimica era ormai diventata adulta. Negli anni successivi la sua impostazione si diffuse rapidamente in tutta Europa, grazie anche al trattato in cui aveva esposto in modo ordinato i nuovi principi. Generazioni di chimici impararono da quel testo a ragionare in termini di elementi, composti e bilanci di massa: il linguaggio che ancora oggi usiamo in ogni aula e in ogni laboratorio.

Il laboratorio come impresa collettiva

La rivoluzione di Lavoisier non fu opera di un genio solitario. Il suo laboratorio era una vera impresa di ricerca, dotata di strumenti di precisione costosissimi, tra cui bilance capaci di misure straordinariamente accurate per l’epoca, capaci di rilevare differenze di peso che gli altri sperimentatori semplicemente non vedevano. La precisione delle pesate non era un dettaglio: era proprio ciò che permetteva di smascherare gli errori delle vecchie teorie, perché piccole variazioni di massa che prima sfuggivano diventavano ora visibili e decisive.

Fondamentale fu anche il contributo di Marie-Anne Paulze Lavoisier, moglie e stretta collaboratrice dello scienziato, che traduceva testi scientifici dall’inglese, teneva i registri degli esperimenti e realizzava le illustrazioni delle apparecchiature. Questa dimensione collaborativa e organizzata anticipava il modo in cui la scienza sarebbe stata fatta nei secoli successivi: non più gesto individuale, ma lavoro di squadra, documentazione accurata e comunicazione pubblica. La chimica diventava una scienza nel senso pieno anche per come veniva praticata, oltre che per i risultati che otteneva.

Dalla storia ai concetti. Capire come sono nate le idee della chimica aiuta a padroneggiarle meglio. Se vuoi approfondire i concetti dietro questa storia — atomi, legami, reazioni, tavola periodica — visita l’hub Impara la chimica, con guide chiare su tutte le aree della disciplina.

Domande frequenti

Perché il lavoro di Lavoisier è chiamato “rivoluzione chimica”?

Perché introdusse un nuovo modo di fare chimica, basato sulla misura rigorosa, sulla conservazione della massa e su una nomenclatura sistematica, abbandonando la teoria del flogisto. Cambiò il metodo dell’intera disciplina.

Cos’era la teoria del flogisto?

Era l’idea che i corpi combustibili contenessero un principio invisibile, il flogisto, liberato durante la combustione. Falliva perché non spiegava perché alcuni metalli aumentano di peso quando bruciano.

Come dimostrò Lavoisier il ruolo dell’ossigeno?

Riscaldando metalli in recipienti chiusi e pesando tutto prima e dopo, mostrò che l’aumento di peso del metallo corrispondeva alla diminuzione di peso dell’aria: una parte dell’aria, l’ossigeno, si combinava con il metallo.

Cosa afferma la legge di conservazione della massa?

Afferma che in una reazione chimica, in un sistema chiuso, la massa totale dei reagenti è uguale alla massa totale dei prodotti. Nulla si crea e nulla si distrugge: tutto si trasforma.

Perché fu importante riformare la nomenclatura?

Perché i vecchi nomi arbitrari rendevano la chimica confusa e difficile da insegnare. Una nomenclatura sistematica, legata alla composizione, rese la disciplina comunicabile, insegnabile e capace di accumulare conoscenza in modo ordinato e condiviso tra studiosi di Paesi diversi.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.