Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 02/06/2026chimica analitica

In sintesi

  • È una tecnica per misurare una concentrazione aggiungendo quantità note della sostanza da misurare al campione stesso, anziché costruire una taratura a parte.
  • È l’alterazione del segnale causata dalle altre sostanze presenti nel campione oltre a quella da misurare.
  • Si misura il segnale del campione e quello dopo aver aggiunto quantità crescenti note di standard, ottenendo una retta.
  • Quando la matrice è complessa o sconosciuta e non si può riprodurre in una taratura a parte, come nei campioni biologici, ambientali o alimentari, e nelle tecniche con forte…

A volte misurare la concentrazione di una sostanza non è semplice come confrontarla con una retta di taratura: il campione contiene altre sostanze che alterano il segnale, falsando il risultato. In questi casi entra in gioco una strategia ingegnosa che usa il campione stesso come riferimento: il metodo delle aggiunte standard.

Vediamo qual è il problema che risolve, come funziona passo dopo passo e perché è così efficace contro le interferenze.

Il problema: l’effetto matrice

Normalmente, per misurare una concentrazione, si confronta il segnale del campione con una retta di taratura costruita con soluzioni di concentrazione nota. Ma questo funziona solo se le altre sostanze presenti nel campione — la cosiddetta matrice — non influenzano il segnale. Spesso invece la matrice altera la risposta dello strumento, facendola apparire più alta o più bassa del dovuto: è l’effetto matrice, che rende inaffidabile la normale taratura.

L’idea: aggiungere lo standard al campione stesso

Il metodo delle aggiunte standard risolve il problema con un’idea semplice: invece di costruire la taratura a parte, si aggiungono quantità note della sostanza da misurare al campione stesso. In questo modo, ogni misura avviene nella stessa matrice, con lo stesso effetto matrice su tutti i punti. L’interferenza, essendo identica per tutti, non falsa più il confronto, perché agisce allo stesso modo sul campione e sulle aggiunte.

quantità di standard aggiuntasegnaleconc. delcampionesegnale del campione(prima di aggiungere)l’intercetta con l’asse dà la concentrazione cercata
Il metodo delle aggiunte standard. Si misura il segnale del campione e poi quello dopo aver aggiunto quantità crescenti note di standard. I punti formano una retta; prolungandola all’indietro fino a incrociare l’asse orizzontale, l’intercetta indica la concentrazione della sostanza nel campione originale.

Come funziona in pratica

Si prepara una serie di porzioni identiche del campione. Alla prima non si aggiunge nulla; alle altre si aggiungono quantità crescenti e note della sostanza da misurare. Si misura il segnale di ciascuna porzione. Riportando i segnali in funzione della quantità aggiunta, si ottiene una retta: il primo punto, senza aggiunta, dà il segnale del solo campione, e ogni punto successivo è più alto perché contiene più sostanza.

segnale = k · (concentrazione del campione + standard aggiunto)

Trovare la concentrazione: l’estrapolazione

Il passaggio finale è elegante. La retta ottenuta si prolunga all’indietro, oltre il punto senza aggiunta, fino a incrociare l’asse orizzontale (dove il segnale sarebbe zero). Il punto in cui la retta taglia quell’asse corrisponde, in valore assoluto, alla concentrazione della sostanza nel campione originale. In pratica si chiede: quanto standard avrei dovuto “togliere” per azzerare il segnale? Quella quantità è proprio ciò che era già presente nel campione.

Quando usarlo

Il metodo delle aggiunte standard è particolarmente prezioso quando la matrice è complessa o sconosciuta e non si può riprodurre in una taratura a parte: campioni biologici, ambientali, alimentari. È molto usato nelle tecniche dove l’effetto matrice è forte, come la spettroscopia atomica. Ha però un costo: richiede più misure per ogni campione, quindi si usa quando la precisione lo giustifica e la normale taratura non è affidabile.

Situazione Metodo consigliato
Matrice semplice e nota retta di taratura classica
Matrice complessa con effetto matrice aggiunte standard
Molti campioni di routine taratura classica (più rapida)

Perché è importante

Il metodo delle aggiunte standard è uno degli strumenti fondamentali per ottenere misure accurate in presenza di interferenze. Insegna un principio prezioso dell’analisi chimica: quando non si può eliminare un disturbo, lo si può rendere uguale per tutti i punti di misura, così che si annulli nel confronto. È una strategia che ricorre in molte tecniche e che ogni analista deve saper riconoscere e applicare. Comprendere quando una semplice retta di taratura non basta, e scegliere invece il metodo delle aggiunte, è spesso ciò che separa un risultato corretto da uno gravemente sbagliato, soprattutto quando si lavora su campioni reali e complessi.

Un esempio numerico intuitivo

Per fissare l’idea, immaginiamo un caso semplice. Misuriamo un campione e otteniamo un certo segnale. Poi aggiungiamo una quantità nota di sostanza e il segnale cresce; aggiungiamo ancora la stessa quantità e cresce di nuovo dello stesso passo. Questo ci dice quanto segnale corrisponde a una data quantità di sostanza. A questo punto possiamo chiederci: il segnale iniziale del campione, prima di ogni aggiunta, a quale quantità corrisponde? Riportando i punti su un grafico e prolungando la retta all’indietro, leggiamo direttamente la risposta nel punto in cui la retta incrocia l’asse. Il bello è che non abbiamo mai avuto bisogno di una soluzione di riferimento preparata a parte: il riferimento è stato il campione stesso, con la sua matrice, misurato prima e dopo le aggiunte. È questo che rende il metodo immune all’effetto matrice, perché ogni misura ha sperimentato esattamente le stesse condizioni di disturbo.

Domande frequenti

Che cos’è il metodo delle aggiunte standard?

È una tecnica per misurare una concentrazione aggiungendo quantità note della sostanza da misurare al campione stesso, anziché costruire una taratura a parte. In questo modo l’effetto matrice agisce allo stesso modo su tutti i punti e non falsa più il risultato.

Che cos’è l’effetto matrice?

È l’alterazione del segnale causata dalle altre sostanze presenti nel campione oltre a quella da misurare. Falsa il confronto con una normale retta di taratura, facendo apparire il segnale più alto o più basso del dovuto. È il problema che il metodo delle aggiunte standard supera.

Come si trova la concentrazione?

Si misura il segnale del campione e quello dopo aver aggiunto quantità crescenti note di standard, ottenendo una retta. Prolungando la retta all’indietro fino a incrociare l’asse orizzontale, l’intercetta indica, in valore assoluto, la concentrazione della sostanza nel campione originale.

Quando conviene usarlo?

Quando la matrice è complessa o sconosciuta e non si può riprodurre in una taratura a parte, come nei campioni biologici, ambientali o alimentari, e nelle tecniche con forte effetto matrice come la spettroscopia atomica. Richiede più misure, quindi si usa quando la normale taratura non è affidabile.

Corregge ogni tipo di errore?

No. Corregge gli errori dovuti alla matrice, cioè all’influenza delle altre sostanze, ma non quelli dovuti al fondo, cioè a un segnale presente anche senza la sostanza da misurare. Per il fondo servono strategie diverse, come la correzione del bianco: i due problemi vanno affrontati separatamente.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.