Sicurezza e rischio chimico

Rischio chimico: dispositivi di protezione individuale e criteri di scelta.

9 min di letturaAggiornato il 01/06/2026Sicurezza e rischio chimico

In sintesi

  • La norma EN 374 distingue tre fenomeni distinti: penetrazione (difetti macroscopici), permeazione (passaggio molecolare attraverso il materiale intatto) e degradazione (deterioramento del materiale).
  • Il tempo di passaggio (breakthrough time) è la grandezza chiave: misura quanto tempo impiega la sostanza a permeare il guanto fino a una soglia rilevabile, ed è classificato in 6 livelli da >10 minuti (classe 1) a >480 minuti (classe 6).
  • La marcatura include un pittogramma a beuta con le lettere delle sostanze di test superate; i Type A (almeno 6 sostanze, classe ≥2), Type B (3 sostanze) e Type C (1 sostanza) indicano il livello di protezione dichiarato.
  • Nessun materiale è adatto a tutto: nitrile, neoprene, butilica, PVA e fluoroelastomeri hanno resistenze molto diverse a seconda della sostanza. Il guanto va scelto consultando i dati di permeazione del produttore e sostituito prima del breakthrough.
  • Un guanto che appare integro all’occhio può essere già permeato: la permeazione è molecolare e invisibile. Temperatura, usura e immersione prolungata riducono il tempo di passaggio rispetto ai valori di laboratorio.

Indossare i guanti non basta. La protezione che un guanto chimico offre dipende da quanto a lungo riesce a tenere fuori la sostanza pericolosa a livello molecolare, e questa grandezza — il tempo di passaggio o breakthrough time — è spesso ignorata nella pratica quotidiana. Il risultato è che operatori che si credono protetti maneggiano solventi, acidi o reattivi mentre la sostanza sta già attraversando il guanto, in modo invisibile e silenzioso.

La norma EN 374 è lo strumento tecnico che dà un linguaggio comune a questo problema: definisce i tre fenomeni che coinvolgono il materiale del guanto, classifica le prestazioni di permeazione in sei livelli e stabilisce come leggerle sulla marcatura. Capire questa norma è il prerequisito per scegliere il guanto giusto e, soprattutto, per sapere quando va sostituito.

Tre fenomeni diversi, da non confondere

La norma EN 374 affronta la protezione chimica dei guanti distinguendo tre meccanismi con cui una sostanza può raggiungere la pelle, e che non devono essere confusi perché hanno implicazioni pratiche molto diverse.

Penetrazione: la sostanza passa attraverso fori, cuciture, strappi o difetti macroscopici del guanto. È visibile o rilevabile; si contrasta con l’integrità fisica del guanto. È il meccanismo di cui ci si accorge, ma non è il più insidioso.

Permeazione: la sostanza passa a livello molecolare attraverso il materiale intatto del guanto, diffondendo da uno strato all’altro senza che ci sia alcun difetto visibile. Il guanto sembra perfetto, ma la sostanza lo sta attraversando. È il meccanismo che la norma EN 374 misura e classifica, e è quello che determina per quanto tempo un guanto protegge davvero.

Degradazione: il materiale si deteriora a contatto con la sostanza — si rigonfia, indurisce, perde resistenza meccanica o si scioglie. Non è direttamente una misura di quanto la sostanza passa, ma indica che il materiale si sta compromettendo, accelerando spesso anche la permeazione. Un guanto degradato va sostituito subito.

Nella scelta e nella gestione dei guanti, tutti e tre i fenomeni contano; la permeazione, però, è quella che sfugge all’ispezione visiva e per questo richiede i dati tecnici del produttore.

Il tempo di passaggio: le sei classi di prestazione

Tempo di passaggio (breakthrough) · EN 374 Classe 1> 10 minClasse 2> 30 minClasse 3> 60 minClasse 4> 120 minClasse 5> 240 minClasse 6> 480 min protezione minore protezione maggiore
I sei livelli di tempo di passaggio della norma EN 374: piu alta la classe, piu a lungo il materiale resiste alla permeazione della sostanza. Il guanto va sostituito prima del tempo di passaggio.

Il tempo di passaggio (in inglese breakthrough time) è definito come il tempo che intercorre dall’inizio del contatto tra la sostanza chimica e la superficie esterna del guanto fino al momento in cui quella sostanza viene rilevata sul lato interno, al di sopra di una soglia fissata dalla norma. È la misura più importante per sapere per quanto tempo un guanto offre protezione in condizioni di contatto continuo.

La norma EN 374 classifica le prestazioni in sei livelli crescenti:

Classe Tempo di passaggio minimo
Classe 1 > 10 minuti
Classe 2 > 30 minuti
Classe 3 > 60 minuti
Classe 4 > 120 minuti
Classe 5 > 240 minuti
Classe 6 > 480 minuti

La classe 6 indica quindi una resistenza superiore alle otto ore di contatto continuo con la sostanza testata. Va sottolineato che questi valori si riferiscono alle condizioni standardizzate del laboratorio: nella realtà lavorativa, temperatura più elevata, usura meccanica e immersione prolungata possono ridurre sensibilmente il tempo di passaggio effettivo. Il valore di laboratorio è un punto di partenza, non un limite di sicurezza assoluto.

Come leggere la marcatura EN 374

I guanti conformi alla EN 374 riportano un pittogramma a forma di beuta (matraccio di Erlenmeyer) accompagnato da un codice letterale che indica le sostanze di test per cui il guanto ha superato le prove di permeazione. La norma definisce una lista codificata di sostanze di test, ciascuna identificata da una lettera; le lettere presenti sul guanto indicano quali di quelle sostanze ha superato il test con il tempo di passaggio richiesto.

Sulla base del numero di sostanze superate e del livello di prestazione, i guanti si suddividono in tre tipi:

  • Type A: il guanto ha dimostrato un tempo di passaggio superiore alla classe 2 (>30 minuti) verso almeno 6 sostanze di test. È il livello di protezione più ampio dichiarato dalla norma.
  • Type B: prestazione di classe ≥2 verso almeno 3 sostanze di test.
  • Type C: prestazione di classe ≥1 (>10 minuti) verso almeno 1 sostanza di test. È il livello minimo di classificazione.

La marcatura dice quindi due cose: quante e quali sostanze di test il guanto ha affrontato con successo. Non dice nulla sulle sostanze non testate: un guanto Type A con sei lettere può essere del tutto inadeguato per una settima sostanza non inclusa nella lista. Questa è la ragione per cui i dati di permeazione completi del produttore — spesso disponibili nelle schede tecniche — sono uno strumento più ricco della sola marcatura.

La scheda di sicurezza (sezione 8). La sezione 8 della scheda di sicurezza del prodotto chimico (controllo dell’esposizione / protezione individuale) può indicare il tipo di materiale e talvolta lo spessore di guanto consigliati per quella specifica sostanza. È un punto di partenza utile, da integrare con le tabelle di permeazione del produttore del guanto.

I materiali dei guanti: nessuno va bene per tutto

Uno degli errori più comuni nella gestione dei DPI è pensare che «un guanto chimico» sia un oggetto generico. I materiali con cui sono costruiti i guanti hanno resistenze alla permeazione molto diverse a seconda della famiglia di sostanze, e un materiale eccellente contro certi prodotti può essere del tutto inadeguato per altri.

I materiali più diffusi e le loro caratteristiche generali:

  • Nitrile: buona resistenza agli oli, ai solventi alifatici e a molti prodotti chimici; resistenza inferiore ai solventi aromatici e ai chetoni; materiale alternativo al lattice per chi ha allergie.
  • Neoprene: comportamento equilibrato verso acidi, basi e alcuni solventi; buona resistenza meccanica.
  • Lattice naturale: ottima destrezza e resistenza agli acidi acquosi e alle basi diluite; scarsa resistenza agli idrocarburi e ai solventi organici; rischio allergia al lattice.
  • PVC: adatto ad acidi e basi acquose, oli; bassa resistenza ai solventi organici; rigido, meno destrezza.
  • Gomma butilica: prestazioni elevate verso chetoni, esteri e gas; meno indicata per gli idrocarburi alifatici e aromatici; spesso scelta per permeazione critica.
  • Alcol polivinilico (PVA): resistenza eccellente agli idrocarburi aromatici e ai solventi apolari; si degrada rapidamente a contatto con acqua e acidi acquosi; uso specifico in ambienti asciutti.
  • Fluoroelastomeri (Viton): ampio spettro di resistenza, inclusi solventi aromatici, idrocarburi clorurati e acidi concentrati; costo elevato; adatti per le sostanze più aggressive.

Lo spessore del materiale influenza direttamente il tempo di passaggio: a parità di materiale, un guanto più spesso oppone una barriera più lunga alla diffusione molecolare. Tuttavia lo spessore riduce la destrezza e va bilanciato con i requisiti del compito.

Come scegliere il guanto giusto e quando sostituirlo

La scelta del guanto chimico non può prescindere da tre informazioni: la sostanza (o le sostanze) con cui si lavora, la durata e il tipo di contatto previsti, e i dati di permeazione del produttore per quella sostanza e quel materiale. Il percorso corretto è:

  • Identificare le sostanze presenti nel processo, consultando le schede di sicurezza (sezione 8 per le indicazioni DPI, sezione 2 per la pericolosità).
  • Consultare le tabelle di permeazione del produttore del guanto per la sostanza specifica: molti produttori le mettono a disposizione online o nelle schede tecniche.
  • Selezionare il materiale con il tempo di passaggio più adeguato alla durata del contatto previsto, con un margine di sicurezza.
  • Definire la frequenza di sostituzione: il guanto va cambiato prima che il tempo di passaggio sia raggiunto, non quando appare usurato o sporco.

La scelta dei DPI, inclusi i guanti, fa parte della valutazione del rischio chimico prevista dal D.Lgs. 81/2008: non è una decisione da prendere empiricamente o per abitudine, ma documentata e motivata sulla base dei dati tecnici.

Un aspetto critico da comunicare agli operatori: un guanto integro all’occhio non è necessariamente integro. La permeazione è un processo molecolare e invisibile; il guanto continua ad avere lo stesso aspetto anche quando la sostanza lo ha già attraversato. L’unico modo per sapere se il guanto sta ancora proteggendo è rispettare il limite di tempo stabilito dai dati tecnici.

Fattori che riducono il tempo di passaggio nella pratica

I valori di breakthrough time riportati nelle schede tecniche sono ottenuti in condizioni di laboratorio controllate: temperatura ambiente standard, materiale nuovo, contatto statico. Nella realtà lavorativa diversi fattori possono ridurre significativamente il tempo di passaggio effettivo, rendendo il guanto meno protettivo di quanto indicato sulla carta.

  • Temperatura: l’aumento di temperatura accelera la diffusione molecolare. Lavorare con sostanze calde o in ambienti caldi riduce il tempo di passaggio rispetto al valore di laboratorio (tipicamente a 23 °C).
  • Usura meccanica: piegature ripetute, attrito, pressione — tutti inevitabili durante il lavoro — degradano il materiale e possono aprire percorsi di permeazione più rapidi.
  • Immersione prolungata: il contatto continuo con la sostanza, specialmente se il guanto è immerso nel liquido, è molto più aggressivo del semplice contatto superficiale.
  • Miscele di sostanze: la resistenza di un materiale a una miscela può essere molto diversa dalla resistenza alle singole componenti; in alcuni casi le sostanze interagiscono e accelerano la permeazione reciprocamente.
  • Riuso: i guanti riutilizzabili che sono stati già esposti e lavati possono avere un tempo di passaggio residuo inferiore a quello del guanto nuovo, soprattutto se non correttamente decontaminati.

Tenendo conto di questi fattori, è prudente adottare un margine conservativo rispetto al valore di laboratorio e prevedere sostituzioni più frequenti nelle condizioni più gravose.

Domande frequenti

Qual è la differenza tra permeazione e penetrazione di un guanto?

La penetrazione è il passaggio della sostanza attraverso difetti fisici del guanto (fori, strappi, cuciture aperte): è un fenomeno macroscopico, spesso visibile. La permeazione è invece il passaggio molecolare attraverso il materiale intatto: il guanto sembra integro ma la sostanza lo sta attraversando. La norma EN 374 misura e classifica la permeazione, che è il fenomeno più insidioso perché invisibile.

Cosa indica il tempo di passaggio (breakthrough time)?

Il tempo di passaggio indica dopo quanto tempo dall’inizio del contatto la sostanza chimica riesce a permeare il materiale del guanto fino a una soglia rilevabile. È la grandezza che determina per quanto tempo un guanto offre protezione in condizioni di contatto continuo; la norma EN 374 lo classifica in sei livelli, da >10 minuti (classe 1) a >480 minuti (classe 6).

Come si legge la marcatura EN 374 su un guanto?

Il pittogramma a beuta è accompagnato da lettere che identificano le sostanze di test per cui il guanto ha superato la prova di permeazione. Il tipo (A, B o C) indica quante sostanze ha superato: Type A almeno 6 (con prestazione classe ≥2), Type B almeno 3, Type C almeno 1. Le sostanze non testate non sono coperte dalla dichiarazione, anche se il guanto è Type A.

Devo controllare i guanti prima di usarli se sembrano integri?

Il controllo visivo prima dell’uso è necessario ma non sufficiente: rivela difetti macroscopici (penetrazione) ma non la permeazione, che è invisibile. Il vero limite di sicurezza è il tempo di passaggio: il guanto va sostituito prima che quel limite sia raggiunto, indipendentemente dal suo aspetto esteriore. Temperatura, usura e riuso possono ridurre il tempo residuo rispetto al valore nominale.

Dove trovo i dati di permeazione per la sostanza che maneggio?

I produttori di guanti professionali pubblicano tabelle di permeazione nelle schede tecniche o sui loro siti; molti aggiornano queste tabelle con centinaia di sostanze testate. In aggiunta, la sezione 8 della scheda di sicurezza del prodotto chimico può indicare il materiale e talvolta lo spessore consigliati. I dati del produttore, specifici per la sostanza e il materiale, sono più affidabili della sola classificazione EN 374 per scegliere correttamente.

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Ti aiutiamo a verificare la coerenza dei DPI con le sostanze presenti, a consultare i dati di permeazione e a definire le frequenze di sostituzione nell’ambito della valutazione del rischio chimico.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la valutazione tecnica del singolo caso. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).