Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica analitica e di laboratorio

In sintesi

  • È la tecnica che misura di quanto una sostanza otticamente attiva ruota il piano di una luce polarizzata.
  • È una costante caratteristica della sostanza, definita dalla legge di Biot α = [α]D20·l·c.
  • Perché contiene quantità uguali dei due enantiomeri, che hanno poteri rotatori uguali in modulo ma opposti in segno: le due rotazioni si annullano e il piano di…
  • La chiralità è una proprietà geometrica della molecola (essere non sovrapponibile alla propria immagine speculare); l’attività ottica è la sua manifestazione misurabile sulla…

Alcune sostanze hanno una proprietà sorprendente: attraversate da luce polarizzata, ne ruotano il piano di polarizzazione. È l’attività ottica, e la tecnica che la misura — la polarimetria — è uno degli strumenti più eleganti della chimica analitica: distingue molecole identiche nella formula ma speculari nella forma, dosa gli zuccheri, controlla la purezza dei principi attivi. Qui parliamo della misura; sul perché una molecola sia chirale rimandiamo all’articolo dedicato.

Luce polarizzata e legge di Malus

La luce ordinaria oscilla in tutte le direzioni perpendicolari alla propagazione. Un polarizzatore ne lascia passare solo la componente lungo un asse: ne esce luce polarizzata linearmente. Se la si invia su un secondo filtro (l’analizzatore) ruotato di un angolo θ rispetto al primo, l’intensità trasmessa segue la legge di Malus:

I = I0 cos2θ

Con i due assi paralleli (θ = 0) passa tutta la luce; con gli assi incrociati (θ = 90°) il campo si annulla e si ha buio. Questa coppia polarizzatore-analizzatore è il cuore del polarimetro.

Che cos’è l’attività ottica

Se fra polarizzatore e analizzatore si interpone una sostanza otticamente attiva, il piano di polarizzazione esce ruotato di un angolo α. La proprietà è posseduta dalle soluzioni di sostanze come gli zuccheri, la canfora o la trementina, e da cristalli come il quarzo, che in natura esiste in due forme speculari, una destrogira e una levogira. Per ripristinare il buio occorre ruotare l’analizzatore esattamente di α: è così che si misura la rotazione.

Il polarimetro: la soluzione attiva ruota il piano di polarizzazionesorgente(riga D, 589 nm)polarizzatorecella (lunghezza l) con soluzioneotticamente attivaanalizzatoreα (rotazione)rivelatore
Schema del polarimetro: la luce della riga D viene polarizzata, attraversa la cella con la soluzione attiva (che ruota il piano di α) e l’analizzatore si ruota fino a ripristinare il buio.

La legge di Biot e il potere rotatorio specifico

La rotazione α misurata cresce con la quantità di molecole attive incontrate dalla luce: aumenta con la lunghezza l della cella e con la concentrazione c della soluzione. La relazione, nota come legge di Biot, definisce il potere rotatorio specifico [α], una costante caratteristica della sostanza:

α = [α]D20 · l · c

Anche qui la misura si standardizza alla riga D del sodio e a 20 °C, da cui la notazione [α]D20. Per convenzione si esprime l in decimetri e c in g/mL; il segno è positivo per le sostanze destrogire (rotazione oraria) e negativo per le levogire.

Destrogiro, levogiro e la coppia di enantiomeri

Due enantiomeri — le due immagini speculari non sovrapponibili di una stessa molecola — hanno poteri rotatori uguali in modulo e opposti in segno. Una miscela con uguali quantità dei due (racemo) non ruota affatto il piano della luce, perché le due rotazioni si annullano. La polarimetria misura quindi lo sbilanciamento fra i due enantiomeri, non la chiralità in sé: è lo strumento naturale per valutare l’eccesso enantiomerico.

Sostanza [α]D20 (indicativo) Segno
Saccarosio +66,5° destrogiro
D-glucosio +52,7° destrogiro
D-fruttosio −92° levogiro
Acido L-(+)-lattico +3,8° destrogiro

Applicazioni: zuccheri, farmaci, oli essenziali

L’industria saccarifera usa polarimetri dedicati (saccarimetri), tarati su una scala internazionale apposita, per dosare lo zucchero in mosti e sciroppi in modo rapido e non distruttivo, anche in linea di produzione. In ambito farmaceutico la polarimetria controlla l’identità e la purezza ottica dei principi attivi chirali, dove i due enantiomeri possono avere attività biologica molto diversa — uno terapeutico, l’altro inattivo o persino tossico: misurare l’eccesso enantiomerico diventa allora un requisito di qualità e di sicurezza. La stessa tecnica serve a caratterizzare oli essenziali, canfora e altri prodotti naturali, dove il potere rotatorio è un indice di genuinità usato anche contro le adulterazioni.

Dal dato di laboratorio alla conformità. Indice di rifrazione, potere rotatorio e le altre costanti fisiche identificano una sostanza e ne certificano purezza e identità: gli stessi parametri che, per un prodotto che produci, importi o vendi, vanno riportati nella documentazione tecnica. Vedi il nostro servizio di schede dati di sicurezza (SDS) e richiedi una verifica.

Limiti e buone pratiche

La polarimetria richiede sostanze otticamente attive e soluzioni limpide: torbidità e colore intenso disturbano la lettura. Come la rifrattometria, misura una proprietà complessiva e non identifica i singoli componenti di una miscela. Le accortezze: termostatare la cella, lavorare alla riga D, filtrare le soluzioni e azzerare lo strumento col solo solvente prima di misurare.

Domande frequenti

Che cos’è la polarimetria?

È la tecnica che misura di quanto una sostanza otticamente attiva ruota il piano di una luce polarizzata. La luce passa attraverso un polarizzatore, la soluzione in esame e un analizzatore: si ruota quest’ultimo fino a ripristinare il buio e l’angolo di rotazione così letto è il dato della misura.

Che cos’è il potere rotatorio specifico [α]?

È una costante caratteristica della sostanza, definita dalla legge di Biot α = [α]D20·l·c. Rappresenta la rotazione prodotta in condizioni standard (cella di 1 dm, concentrazione di 1 g/mL, riga D del sodio, 20 °C) ed è positivo per le sostanze destrogire, negativo per le levogire.

Perché un racemo non ruota la luce?

Perché contiene quantità uguali dei due enantiomeri, che hanno poteri rotatori uguali in modulo ma opposti in segno: le due rotazioni si annullano e il piano di polarizzazione resta invariato. La polarimetria misura proprio lo squilibrio fra i due, cioè l’eccesso enantiomerico.

Che differenza c’è con la chiralità?

La chiralità è una proprietà geometrica della molecola (essere non sovrapponibile alla propria immagine speculare); l’attività ottica è la sua manifestazione misurabile sulla luce. La polarimetria non «vede» la chiralità di una singola molecola, ma l’effetto netto di una popolazione sbilanciata di enantiomeri.

Che cos’è la mutarotazione?

È la variazione nel tempo del potere rotatorio di alcuni zuccheri in soluzione, come il glucosio: appena disciolto mostra un valore di [α] che cambia gradualmente finché le diverse forme anomeriche non raggiungono l’equilibrio. È un fenomeno tipico che la polarimetria permette di seguire direttamente.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.