📚 Parte della guida Impara la chimicaChimica organica

Chimica organica

Reazioni, gruppi funzionali e meccanismi spiegati in modo pratico.

6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica organica

In sintesi

  • È lo ione nitronio NO₂⁺, generato dall’acido nitrico in presenza di acido solforico concentrato.
  • Perché il benzene è un nucleofilo poco reattivo e l’alogeno molecolare (Cl₂ o Br₂) non è un elettrofilo abbastanza forte.
  • Perché l’introduzione del gruppo –SO₃H è un equilibrio: in acido solforico concentrato e a freddo si forma il prodotto solfonato, mentre scaldando in acido diluito il gruppo…
  • L’alchilazione lega all’anello un gruppo alchilico tramite un carbocatione, ma soffre di polialchilazione (il prodotto è più reattivo del benzene) e di riarrangiamenti del…

Una volta capito il meccanismo, le grandi reazioni del benzene si rivelano variazioni sullo stesso tema: cambia solo l’elettrofilo e il modo di generarlo. Nitrazione, alogenazione, solfonazione e le due reazioni di Friedel-Crafts sono i mattoni con cui l’industria decora l’anello aromatico per costruire coloranti, esplosivi, detergenti e farmaci.

Vediamo come si genera l’elettrofilo in ciascuna reazione, che prodotti si ottengono e quali sono i limiti pratici, in particolare delle reazioni di Friedel-Crafts.

L’elettrofilo, di volta in volta diverso

Tutte queste reazioni seguono lo schema della sostituzione elettrofila aromatica: attacco lento dell’anello con formazione del complesso σ, poi perdita rapida del protone. Ciò che cambia è l’elettrofilo attaccante, che in ogni caso va generato con un opportuno reagente o catalizzatore, perché il benzene è un nucleofilo poco reattivo.

AlcolROHAmminaRNH₂AldeideRCOHChetoneRCOR’Acido carbossilicoRCOOHEstereRCOOR’
Gruppi funzionali introducibili sull’anello. Le reazioni di sostituzione elettrofila aromatica permettono di legare al benzene gruppi diversi (nitro, alogeno, solfonico, alchilico, acilico) e, attraverso trasformazioni successive, di arrivare a molte delle funzioni qui rappresentate.

Nitrazione

La nitrazione introduce un gruppo –NO₂ usando una miscela di acido nitrico e acido solforico concentrati. L’acido solforico protona l’acido nitrico, che perde acqua generando lo ione nitronio NO₂⁺, l’elettrofilo vero e proprio. Il prodotto, il nitrobenzene, è un intermedio chiave: per riduzione del gruppo nitro si ottiene l’anilina, porta d’ingresso ai coloranti azoici e a moltissimi farmaci.

HNO₃ + 2 H₂SO₄  →  NO₂⁺ + H₃O⁺ + 2 HSO₄⁻

Alogenazione

L’alogenazione (clorurazione, bromurazione) lega un alogeno all’anello usando Cl₂ o Br₂ in presenza di un acido di Lewis come FeCl₃ o FeBr₃. Il catalizzatore polarizza la molecola di alogeno generando una specie fortemente elettrofila (un alogeno «attivato»). Senza catalizzatore il benzene non reagisce con Cl₂ o Br₂ a temperatura ambiente, segno della sua scarsa reattività rispetto a un alchene.

Solfonazione

La solfonazione introduce un gruppo solfonico –SO₃H usando acido solforico fumante (oleum), ricco di triossido di zolfo SO₃, che è l’elettrofilo. Ha una particolarità importante: è reversibile. Scaldando in acido diluito il gruppo solfonico può essere rimosso. Questa reversibilità la rende uno strumento sintetico prezioso: si può usare un –SO₃H come «blocco» temporaneo di una posizione, per dirigere altrove un secondo gruppo, e poi rimuoverlo.

Le reazioni di Friedel-Crafts

Le due reazioni di Friedel-Crafts legano direttamente all’anello una catena carboniosa. Nell’alchilazione un alogenuro alchilico, attivato da AlCl₃, genera un carbocatione che si lega all’anello dando un alchilbenzene. Nell’acilazione un cloruro acilico, sempre con AlCl₃, genera uno ione acilio che introduce un gruppo –C(=O)R, dando un chetone aromatico. Sono reazioni fondamentali per costruire lo scheletro carbonioso di molti prodotti.

Reazione Reagente / catalizzatore Elettrofilo Gruppo introdotto
Nitrazione HNO₃ / H₂SO₄ NO₂⁺ –NO₂
Alogenazione Br₂ / FeBr₃ Br⁺ «attivato» –Br
Solfonazione SO₃ / oleum SO₃ –SO₃H (reversibile)
Alchilazione F-C R–Cl / AlCl₃ carbocatione R⁺ –R (alchile)
Acilazione F-C RCO–Cl / AlCl₃ ione acilio RCO⁺ –COR (acile)

I limiti delle Friedel-Crafts

Oltre a polialchilazione e riarrangiamenti, le reazioni di Friedel-Crafts non funzionano su anelli fortemente disattivati (per esempio il nitrobenzene): l’anello è troppo povero di elettroni per attaccare l’elettrofilo. Inoltre falliscono se sull’anello è presente un gruppo amminico basico, che reagisce con il catalizzatore acido di Lewis. Conoscere questi limiti evita di pianificare sintesi destinate a fallire e orienta verso strategie alternative, come l’acilazione seguita da riduzione.

La reversibilità della solfonazione merita un’ultima nota strategica. Poiché il gruppo solfonico può essere introdotto e poi rimosso a piacere, lo si usa come «sostituente sacrificale»: occupando la posizione para, costringe un secondo elettrofilo a entrare in orto, dove altrimenti competerebbe con il para; alla fine, scaldando in acido diluito, si elimina il solfonico e si ottiene un prodotto orto-disostituito difficilmente accessibile per altra via. È un esempio di come la conoscenza fine del meccanismo permetta di piegare la reattività aromatica agli obiettivi della sintesi.

Va inoltre ricordato che ogni reazione introduce un gruppo che modifica l’anello in vista del passaggio successivo: il nitro disattiva e dirige in meta, l’acile fa lo stesso, mentre l’alchile attiva e dirige in orto/para. Pianificare una sequenza significa quindi tenere conto, a ogni stadio, di come il gruppo appena introdotto cambia reattività e orientazione per la reazione che segue, esattamente secondo le regole descritte negli articoli collegati.

Perché conta nella pratica

Queste cinque reazioni sono la cassetta degli attrezzi della chimica aromatica industriale. La nitrazione apre la via ad anilina e coloranti; la solfonazione ai tensioattivi e alle resine a scambio ionico; le Friedel-Crafts costruiscono lo scheletro di detergenti, plastificanti e intermedi farmaceutici. Sapere come si genera ogni elettrofilo, che prodotto si ottiene e quali sono i limiti permette di scegliere la reazione giusta, di prevedere i sottoprodotti e di pianificare correttamente una sequenza sintetica.

Domande frequenti

Qual è l’elettrofilo nella nitrazione del benzene?

È lo ione nitronio NO₂⁺, generato dall’acido nitrico in presenza di acido solforico concentrato. L’acido solforico protona l’acido nitrico, che perde acqua liberando il nitronio. Questo attacca l’anello formando il complesso σ; la perdita del protone dà il nitrobenzene, intermedio chiave perché per riduzione fornisce l’anilina.

Perché l’alogenazione del benzene richiede un catalizzatore?

Perché il benzene è un nucleofilo poco reattivo e l’alogeno molecolare (Cl₂ o Br₂) non è un elettrofilo abbastanza forte. Un acido di Lewis come FeCl₃ o FeBr₃ polarizza la molecola di alogeno generando una specie fortemente elettrofila, capace di attaccare l’anello. Senza catalizzatore, a differenza di un alchene, il benzene non reagisce a temperatura ambiente.

Perché la solfonazione è reversibile?

Perché l’introduzione del gruppo –SO₃H è un equilibrio: in acido solforico concentrato e a freddo si forma il prodotto solfonato, mentre scaldando in acido diluito il gruppo viene rimosso. Questa reversibilità la rende utile in sintesi come blocco temporaneo: si occupa una posizione con –SO₃H per dirigere altrove un secondo gruppo, poi lo si elimina.

Qual è la differenza tra alchilazione e acilazione di Friedel-Crafts?

L’alchilazione lega all’anello un gruppo alchilico tramite un carbocatione, ma soffre di polialchilazione (il prodotto è più reattivo del benzene) e di riarrangiamenti del carbocatione. L’acilazione lega un gruppo acilico tramite uno ione acilio stabilizzato che non riarrangia, e il chetone prodotto disattiva l’anello evitando reazioni multiple. Per una catena lineare conviene acilare e poi ridurre.

Su quali anelli le reazioni di Friedel-Crafts non funzionano?

Non funzionano sugli anelli fortemente disattivati, come il nitrobenzene, perché sono troppo poveri di elettroni per attaccare l’elettrofilo. Falliscono anche quando è presente un gruppo amminico basico, che reagisce con il catalizzatore acido di Lewis disattivandolo. In questi casi servono strategie alternative, per esempio proteggere l’ammina o introdurre i gruppi in un altro ordine.

Approfondisci

Dalla teoria alla conformità. Se questo argomento riguarda un prodotto che produci, importi o vendi, può tradursi in un obbligo normativo concreto: vedi il nostro servizio di classificazione ed etichettatura CLP e richiedi una verifica del tuo caso.

Vuoi una verifica sul tuo caso?

Raccontaci cosa produci, importi o vendi: ti diciamo con chiarezza cosa serve per essere in regola, senza tecnicismi inutili e senza blocchi di vendita o spedizione.

Risposta entro 24hConsulenti REACH·CLP·ADRVerifica senza impegno
Richiedi una verificaVedi gli articoli

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.