Chimica fisica

Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica fisica

In sintesi

  • È la situazione in cui un prodotto della reazione ne catalizza il decorso, cioè accelera la propria stessa formazione.
  • Non basta l’autocatalisi: serve una retroazione tra più reazioni accoppiate.
  • No.
  • L’esempio classico è una reazione in cui la soluzione cambia colore periodicamente, passando avanti e indietro tra due tinte grazie a un indicatore redox, mentre le…

Di solito pensiamo a una reazione che procede in una sola direzione, fino all’equilibrio. Esistono però reazioni in cui le concentrazioni di alcune sostanze salgono e scendono ritmicamente, come un pendolo chimico: sono le reazioni oscillanti. Il loro motore è spesso l’autocatalisi, in cui un prodotto accelera la propria stessa formazione. Lungi dal violare la termodinamica, questi fenomeni avvengono solo lontano dall’equilibrio e hanno un ruolo importante anche nei sistemi viventi.

Vediamo che cos’è l’autocatalisi, come nascono le oscillazioni, perché non contraddicono la termodinamica e quali esempi famosi le illustrano.

L’autocatalisi: il prodotto che accelera sé stesso

In una reazione normale la velocità tende a diminuire man mano che i reagenti si consumano. Nell’autocatalisi accade l’opposto, almeno per un tratto: uno dei prodotti funge da catalizzatore della reazione stessa, così che più prodotto si forma, più la reazione accelera. L’andamento nel tempo assume una caratteristica forma a S: una partenza lenta, un’improvvisa accelerazione e infine un rallentamento quando i reagenti si esauriscono.

reazione veloce (k grande)reazione lenta (k piccolo)tempo →[reagente]
Concentrazioni che oscillano. In una reazione oscillante la concentrazione di certi intermedi non cresce in modo monotono ma sale e scende ripetutamente nel tempo, prima che il sistema raggiunga infine l’equilibrio.

Come nascono le oscillazioni

Perché le concentrazioni oscillino non basta l’autocatalisi: serve una retroazione tra più reazioni accoppiate. In un meccanismo oscillante, l’accumulo di una specie innesca un processo che la consuma e ne produce un’altra, la quale a sua volta riavvia il ciclo. Il risultato è un’alternanza ritmica: una specie cresce, poi crolla, mentre un’altra fa il contrario, e il ciclo si ripete molte volte. È lo stesso tipo di dinamica che, in altri contesti, genera i cicli di predatori e prede.

Non si viola la termodinamica

Le oscillazioni possono sembrare un moto perpetuo, ma non lo sono. Ciò che oscilla sono le concentrazioni degli intermedi, non la direzione complessiva del processo: nel suo insieme il sistema procede sempre «in discesa», consumando i reagenti e avvicinandosi all’equilibrio, dove le oscillazioni si spengono. Le oscillazioni sono possibili solo lontano dall’equilibrio, in un sistema alimentato da una riserva di reagenti; all’equilibrio, dove non c’è più spinta, cessano del tutto.

autocatalisi: A + B → 2 B  (il prodotto B accelera la propria formazione)  →  con retroazione e lontano dall’equilibrio: oscillazioni

Un esempio celebre

L’esempio classico è una reazione in cui un indicatore redox fa cambiare colore alla soluzione in modo periodico, passando avanti e indietro tra due tinte mentre le concentrazioni degli intermedi oscillano. È uno spettacolo controintuitivo: la soluzione sembra «cambiare idea» ritmicamente, e dimostra in modo visibile che una miscela chimica può comportarsi come un orologio. Variando le condizioni si possono osservare anche onde e motivi spaziali che si propagano nel recipiente.

Condizione Comportamento
Lontano dall’equilibrio (sistema alimentato) oscillazioni sostenute
Vicino all’equilibrio le oscillazioni si smorzano
All’equilibrio nessuna oscillazione

Oscillazioni nei sistemi viventi

Le reazioni oscillanti non sono curiosità da laboratorio: ritmi chimici analoghi sono alla base di molti processi biologici. Le concentrazioni di alcune molecole nel metabolismo oscillano, i ritmi circadiani che regolano il nostro orologio interno nascono da reti di reazioni con retroazione, e persino il battito coordinato delle cellule cardiache ha radici in dinamiche di questo tipo. Studiare le oscillazioni chimiche aiuta quindi a capire come la vita organizzi il tempo.

Quadro d’insieme

Le reazioni oscillanti mostrano concentrazioni di intermedi che salgono e scendono ritmicamente, spinte dall’autocatalisi e da una retroazione tra reazioni accoppiate. Non violano la termodinamica, perché il sistema procede comunque verso l’equilibrio e le oscillazioni esistono solo lontano da esso. Sono visibili in esempi spettacolari e stanno alla base di importanti ritmi biologici.

Domande frequenti

Che cos’è l’autocatalisi?

È la situazione in cui un prodotto della reazione ne catalizza il decorso, cioè accelera la propria stessa formazione. A differenza di una reazione ordinaria, che rallenta man mano che i reagenti si consumano, una reazione autocatalitica parte lentamente, accelera bruscamente quando il prodotto-catalizzatore si accumula e infine rallenta all’esaurirsi dei reagenti. Ne risulta un andamento temporale a forma di S, tipico anche di molti processi di crescita.

Come fanno le concentrazioni a oscillare?

Non basta l’autocatalisi: serve una retroazione tra più reazioni accoppiate. L’accumulo di una specie innesca un processo che la consuma e ne produce un’altra, la quale a sua volta fa ripartire il ciclo. Si crea così un’alternanza ritmica, in cui una specie cresce mentre un’altra cala, e poi viceversa, ripetuta molte volte. È una dinamica analoga a quella che, in ecologia, genera i cicli tra predatori e prede.

Le reazioni oscillanti violano la termodinamica?

No. A oscillare sono le concentrazioni degli intermedi, non la direzione complessiva del processo, che procede sempre verso l’equilibrio consumando i reagenti. Le oscillazioni sono possibili solo lontano dall’equilibrio, in un sistema che dispone di una riserva di reagenti da consumare; man mano che ci si avvicina all’equilibrio si smorzano, e all’equilibrio cessano del tutto. Non c’è quindi alcun moto perpetuo né violazione delle leggi della termodinamica.

Qual è un esempio famoso di reazione oscillante?

L’esempio classico è una reazione in cui la soluzione cambia colore periodicamente, passando avanti e indietro tra due tinte grazie a un indicatore redox, mentre le concentrazioni degli intermedi oscillano. È un fenomeno spettacolare e controintuitivo, perché la miscela sembra comportarsi come un orologio. In opportune condizioni si possono osservare anche onde chimiche e motivi spaziali che si propagano nel recipiente di reazione.

Le oscillazioni chimiche contano in biologia?

Sì, moltissimo. Ritmi chimici analoghi sono alla base di numerosi processi biologici: le concentrazioni di alcune molecole del metabolismo oscillano, i ritmi circadiani che regolano l’orologio interno degli organismi nascono da reti di reazioni con retroazione, e dinamiche simili intervengono nel battito coordinato delle cellule cardiache. Studiare le reazioni oscillanti aiuta perciò a capire come i sistemi viventi organizzino e scandiscano il tempo.

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