Chimica fisica
Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.
In sintesi
- È una sostanza che, sciolta in acqua, si dissocia in ioni e rende la soluzione capace di condurre la corrente elettrica.
- Un elettrolita forte si dissocia quasi completamente in ioni (grado di dissociazione vicino a 1): praticamente tutto il soluto diventa ioni.
- Perché il sale è un elettrolita: sciogliendosi produce ioni liberi (sodio e cloruro) che, muovendosi, trasportano la carica.
- Da tre fattori: il numero di ioni presenti, la loro carica e la loro mobilità nel solvente.
Perché l’acqua salata conduce la corrente e l’acqua zuccherata no? La differenza sta in che cosa il soluto produce quando si scioglie: ioni o molecole neutre. Le soluzioni che contengono ioni liberi si chiamano elettrolitiche e conducono l’elettricità; capire come e perché è alla base dell’elettrochimica, della biologia e di moltissime analisi.
Vediamo cosa sono gli elettroliti, la differenza tra elettroliti forti e deboli, come la dissociazione produce gli ioni e come la conducibilità misura tutto questo.
Elettroliti e non elettroliti
Un elettrolita è una sostanza che, sciolta in acqua, produce ioni e rende la soluzione conduttrice. Un non elettrolita (come lo zucchero) si scioglie restando in molecole neutre: niente ioni, niente conduzione. La conducibilità di una soluzione è quindi una spia diretta della presenza e della quantità di ioni liberi.
La dissociazione: come nascono gli ioni
Quando un sale come il cloruro di sodio si scioglie in acqua, le molecole d’acqua, polari, circondano gli ioni e li separano dal reticolo cristallino. Il sale si dissocia nei suoi ioni:
NaCl(s) → Na+(aq) + Cl−(aq)
Gli ioni così liberati — cationi positivi e anioni negativi — sono circondati da molecole d’acqua (sono «idratati») e possono muoversi nella soluzione. È questo movimento che permette la conduzione.
Elettroliti forti e deboli
Non tutti gli elettroliti si dissociano nella stessa misura. Un elettrolita forte si dissocia (o ionizza) quasi completamente: praticamente tutto il soluto diventa ioni. Vi appartengono i sali solubili, gli acidi forti (come HCl) e le basi forti (come NaOH). Un elettrolita debole si dissocia solo in parte: in soluzione coesistono ioni e molecole indissociate, in equilibrio tra loro. Sono deboli, per esempio, l’acido acetico e l’ammoniaca.
α = moli dissociatemoli iniziali (grado di dissociazione, da 0 a 1)
Il grado di dissociazione α misura la frazione di soluto effettivamente dissociata: vale circa 1 (cioè 100%) per gli elettroliti forti e un valore piccolo per i deboli. A parità di concentrazione, una soluzione di elettrolita forte contiene molti più ioni e conduce molto meglio di una di elettrolita debole.
La conducibilità: misurare gli ioni
La conducibilità elettrica di una soluzione misura quanto facilmente la corrente la attraversa, e dipende da tre cose: il numero di ioni presenti (più ioni, più conduzione), la loro carica (uno ione bivalente trasporta più carica di uno monovalente) e la loro mobilità (quanto velocemente si muovono nel solvente). Gli ioni piccoli e molto idratati o, al contrario, particolarmente mobili come H+ e OH− hanno mobilità elevata e contribuiscono molto alla conduzione.
| Tipo di soluto | Cosa produce in acqua | Conduce? | Esempi |
|---|---|---|---|
| Elettrolita forte | ioni (dissociazione quasi totale) | sì, molto | NaCl, HCl, NaOH |
| Elettrolita debole | pochi ioni + molecole (equilibrio) | sì, poco | acido acetico, NH3 |
| Non elettrolita | solo molecole neutre | no | zucchero, etanolo |
La misura di conducibilità è uno strumento analitico molto usato: serve a stimare la salinità di un’acqua, a seguire l’andamento di una titolazione (la conducibilità cambia man mano che gli ioni reagiscono) e a controllare la purezza dell’acqua, perché un’acqua molto pura, povera di ioni, conduce pochissimo.
Perché tutto questo conta
Le soluzioni elettrolitiche sono ovunque: nel sangue e nelle cellule, dove gli ioni sodio, potassio e cloruro governano la trasmissione nervosa e l’equilibrio idrico; nelle batterie e nelle celle elettrochimiche, dove l’elettrolita chiude il circuito; nell’industria, dall’elettrolisi alla galvanica. Distinguere un elettrolita forte da uno debole e saper interpretare una misura di conducibilità sono competenze di base che aprono la porta a tutta l’elettrochimica e a buona parte della chimica analitica delle acque.
Domande frequenti
Che cos’è un elettrolita?
È una sostanza che, sciolta in acqua, si dissocia in ioni e rende la soluzione capace di condurre la corrente elettrica. Sono elettroliti i sali solubili, gli acidi e le basi. Le sostanze che si sciolgono restando in molecole neutre, come lo zucchero, sono invece non elettroliti e non conducono.
Qual è la differenza tra elettrolita forte e debole?
Un elettrolita forte si dissocia quasi completamente in ioni (grado di dissociazione vicino a 1): praticamente tutto il soluto diventa ioni. Un elettrolita debole si dissocia solo in parte, lasciando in soluzione un equilibrio tra ioni e molecole indissociate. A parità di concentrazione, il forte contiene più ioni e conduce molto meglio.
Perché l’acqua salata conduce e quella zuccherata no?
Perché il sale è un elettrolita: sciogliendosi produce ioni liberi (sodio e cloruro) che, muovendosi, trasportano la carica. Lo zucchero è un non elettrolita: si scioglie restando in molecole neutre, senza ioni, quindi non c’è nulla che trasporti la corrente e la soluzione non conduce.
Da cosa dipende la conducibilità di una soluzione?
Da tre fattori: il numero di ioni presenti, la loro carica e la loro mobilità nel solvente. Più ioni ci sono, più alta è la conducibilità; gli ioni con carica maggiore o più mobili (come H+ e OH−) contribuiscono di più. La conducibilità è quindi una misura indiretta della quantità e del tipo di ioni in soluzione.
Che cos’è il grado di dissociazione?
È la frazione di soluto effettivamente dissociata in ioni, indicata con α e compresa tra 0 e 1. Vale circa 1 per gli elettroliti forti, che si dissociano quasi del tutto, e un valore piccolo per i deboli, che si dissociano solo in parte. Aumenta con la diluizione, soprattutto per gli elettroliti deboli.
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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.