Biochimica

Le molecole della vita e i processi biochimici, con uno sguardo a cosmetica e biocidi.

8 min di letturaAggiornato il 01/06/2026biochimica

In sintesi

  • La vitamina è il composto assunto con la dieta (o prodotto in piccola quantità dall’organismo).
  • Il NAD+ è un trasportatore di idruro (H−): accetta due elettroni e un protone come ione idruro, liberando un H+ nella soluzione.
  • Il THF è indispensabile per la sintesi di timidina, uno dei quattro deossinucleotidi del DNA.
  • Il coenzima A è un trasportatore di gruppi acilici costruito a partire dall’acido pantotenico, unito tramite un legame fosforico all’adenosina e terminante con un gruppo —SH.

Le vitamine sono composti organici che il nostro organismo non può sintetizzare (o sintetizza in quantità insufficiente) e che deve assumere con la dieta. Molte vitamine, in particolare quelle del gruppo B, sono i precursori di coenzimi: piccole molecole che si legano agli enzimi e partecipano direttamente alle reazioni catalitiche. Senza di esse la maggior parte del metabolismo si fermerebbe.

Vediamo la distinzione tra vitamine idrosolubili e liposolubili, i coenzimi derivati dalle vitamine del gruppo B e la loro funzione molecolare nelle principali vie metaboliche.

Vitamine idrosolubili vs liposolubili

Le vitamine si dividono in due grandi categorie in base alla loro solubilità. Le vitamine idrosolubili (gruppo B e C) non si accumulano nell’organismo in misura significativa e devono essere assunte regolarmente con la dieta; un eccesso viene eliminato con le urine. Le vitamine liposolubili (A, D, E, K) si sciolgono nei lipidi, si accumulano nei tessuti adiposi e nel fegato, e un eccesso può risultare tossico (ipervitaminosi A e D sono i casi più noti). Questa distinzione ha implicazioni pratiche dirette per la formulazione di integratori e per la sicurezza chimica di prodotti destinati al consumo umano.

Categoria Esempio Caratteristica Rischio da eccesso
Idrosolubile B1, B2, B3, B6, B9, B12, C Non si accumula, escrezione renale Basso (eccezione: B6 ad alte dosi)
Liposolubile A, D, E, K Accumulo in tessuto adiposo/fegato Elevato (ipervitaminosi A, D)
Vitamine idrosolubili del gruppo B e i loro coenzimiVitaminaCoenzimaRuolo chiaveTiamina (B₁)TPPtrasferimento gruppi acetilici (piruvato DH)Riboflavina (B₂)FAD/FMNtrasporto elettroni (catena respiratoria)Niacina (B₃)NAD⁺/NADHossidoriduzione (glicolisi, TCA)Piridossina (B₆)PLPtransamminazione (metabolismo aa)Ac. pantotenico (B₅)CoAtrasporto gruppi acilici (β-ossidazione)Biotina (B₇)N-carbossibiotinacarbossilazione (acetil-CoA carbossilasi)Folato (B₉)THFtrasferimento unità C1 (sintesi nucleotidi)
Vitamine del gruppo B e i loro coenzimi. Ogni vitamina idrosolubile è trasformata enzimaticamente in un coenzima specifico. La tiamina diventa TPP (coinvolto nella decarbossilazione del piruvato), la riboflavina diventa FAD e FMN (trasporto di elettroni), la niacina diventa NAD⁺ (ossidoriduzione), la piridossina diventa PLP (transamminazione), l’acido pantotenico diventa CoA (trasporto di gruppi acilici), il folato diventa THF (unità C1).

Coenzimi: la chiave molecolare dell’attività enzimatica

Un enzima che richiede un coenzima è chiamato apoenzima nella sua forma inattiva; quando si lega al coenzima forma l’oloenzima attivo.

apoenzima + coenzima → oloenzima (attivo)

I coenzimi partecipano direttamente alla catalisi, spesso subendo modificazioni chimiche reversibili: il coenzima è rigenerato alla fine del ciclo catalitico (nella cellula) o deve essere reintegrato (alcune vitamine si consumano). La specificità funzionale è straordinaria: ciascun coenzima è «costruito» per trasportare un particolare tipo di gruppo chimico o di elettroni.

TPP, FAD, NAD+: coenzimi del metabolismo energetico

La tiamina pirofosfato (TPP), derivata dalla vitamina B1 (tiamina), è il coenzima della piruvato decarbossilasi e del complesso della piruvato deidrogenasi. Trasferisce gruppi «attivi 2 carboni» (derivati dall’aldeide) nelle reazioni di decarbossilazione ossidativa. La sua carenza causa il beriberi (neuropatia periferica) e la sindrome di Wernicke-Korsakoff (encefalopatia da carenza di tiamina negli alcolisti).

Il FAD (flavina adenina dinucleotide) e il FMN (flavina mononucleotide) derivano dalla riboflavina (B2). Operano come trasportatori di elettroni accettando due elettroni e due protoni (riducendosi a FADH2/FMNH2). Sono componenti del complesso della succinato deidrogenasi nel ciclo di Krebs e del complesso I della catena di trasporto degli elettroni mitocondriale.

Il NAD+ (nicotinamide adenina dinucleotide), derivato dalla niacina (B3), è il più versatile dei trasportatori di elettroni: accetta 2 elettroni e 1 protone trasformandosi in NADH. È coinvolto in oltre 200 reazioni enzimatiche, dalla glicolisi al ciclo di Krebs alla β-ossidazione. Il suo analogo fosforilato NADPH, preferenzialmente ridotto, è usato nelle reazioni biosintetiche.

PLP, CoA, biotina, THF: coenzimi del metabolismo degli amminoacidi e delle biosintesi

Il piridossal fosfato (PLP), derivato dalla piridossina (B6), è il coenzima di quasi tutte le reazioni di transamminazione e di molte reazioni di eliminazione e racemizzazione degli amminoacidi. Forma una base di Schiff con il substrato amminoacidico, stabilizzando il carboanione intermedio e abbassando l’energia di attivazione.

Il coenzima A (CoA), derivato dall’acido pantotenico (B5), trasporta gruppi acilici (come l’acetile in «acetil-CoA»). Il legame tioestere tra il gruppo acilico e il gruppo sulfidrile del CoA è «ad alta energia»: l’idrolisi di un tioestere libera circa 31 kJ·mol−1, rendendo il trasferimento del gruppo acilico termodinamicamente favorevole. Il CoA è al centro della β-ossidazione degli acidi grassi, del ciclo di Krebs e della sintesi degli acidi grassi.

La biotina (B7) è il coenzima delle carbossilasi, trasportando CO2 attivata come N-carbossibiotina. L’acetil-CoA carbossilasi (prima tappa della sintesi degli acidi grassi) e la piruvato carbossilasi (gluconeogenesi) dipendono dalla biotina.

Il tetraidrofolato (THF), derivato dall’acido folico (B9), trasporta unità monocarboniose (metile, metilene, formile) indispensabili per la sintesi dei nucleotidi purinici e della timidina. La carenza di folato durante la gravidanza aumenta il rischio di difetti del tubo neurale nel feto. Il metotrexato, un farmaco antitumorale, inibisce la diidrofolato reduttasi bloccando la sintesi di THF e quindi la proliferazione cellulare.

Vitamine liposolubili: A, D, E, K e le loro funzioni specifiche

Le quattro vitamine liposolubili hanno ruoli distinti. La vitamina A (retinolo) è precursore del retinale, il cromoforo della rodopsina nei fotorecettori dell’occhio, e dell’acido retinoico, che regola l’espressione genica (recettore nucleare RAR). La vitamina D (in realtà un prormone steroideo) regola il metabolismo del Ca2+: la sua forma attiva (1α,25-diidrossicolecalciferolo) promuove l’assorbimento intestinale del Ca2+ e il deposito nelle ossa. La carenza causa il rachitismo nei bambini; l’eccesso, invece, può provocare ipercalcemia e depositi di calcio nei tessuti molli. La vitamina D si forma nella cute sotto l’azione dei raggi UV sul 7-deidrocolesterolo, processo che spiega perché l’esposizione solare sia importante per la salute ossea. La vitamina E (α-tocoferolo) è un antiossidante liposolubile incorporato nelle membrane cellulari, dove neutralizza i radicali liberi che ossiderebbero acidi grassi polinsaturi e proteine di membrana. La vitamina K (fillochinone e menachinone) è indispensabile per la γ-carbossilazione dei fattori di coagulazione; circa la metà del fabbisogno giornaliero umano è fornita dalla flora batterica intestinale.

Domande frequenti

Che differenza c’è tra vitamina e coenzima?

La vitamina è il composto assunto con la dieta (o prodotto in piccola quantità dall’organismo). Il coenzima è la sua forma attiva, spesso prodotta per trasformazione enzimatica (fosforilazione, adenilazione ecc.) della vitamina. Non tutte le vitamine diventano coenzimi (la vitamina C è un antiossidante, non un coenzima classico), e non tutti i coenzimi derivano da vitamine (il coenzima Q, ubichinone, è sintetizzato de novo).

Perché il FAD accetta elettroni in coppia mentre il NAD+ ne accetta 2 ma 1 protone?

Il NAD+ è un trasportatore di idruro (H): accetta due elettroni e un protone come ione idruro, liberando un H+ nella soluzione. Il FAD accetta i due elettroni in due passaggi separati attraverso uno stato semideidronato radicalico (FADH∙), rendendolo adatto a reazioni in cui il trasferimento avviene uno alla volta, come nelle ossidazioni di legami carbonio-carbonio (es. succinato deidrogenasi).

Perché la carenza di folato causa difetti del tubo neurale?

Il THF è indispensabile per la sintesi di timidina, uno dei quattro deossinucleotidi del DNA. Senza THF la sintesi del DNA è compromessa e la replicazione cellulare rallenta. Il tubo neurale si forma nelle prime settimane di gravidanza (quando la donna spesso non sa ancora di essere incinta) per rapida divisione cellulare: una carenza di folato in questo periodo blocca la replicazione delle cellule in divisione, causando difetti di chiusura.

Che cosa è il coenzima A e perché il legame tioestere è «ad alta energia»?

Il coenzima A è un trasportatore di gruppi acilici costruito a partire dall’acido pantotenico, unito tramite un legame fosforico all’adenosina e terminante con un gruppo —SH. Quando un acile forma un legame tioestere con questo —SH, il composto risultante è termodinamicamente instabile rispetto ai prodotti dell’idrolisi: il trasferimento del gruppo acilico a un nucleo ossile è quindi favorevole. Questo è il motivo per cui l’acetil-CoA può cedere il proprio gruppo acetilico alla citrato sintasi per avviare il ciclo di Krebs.

Quali vitamine liposolubili svolgono un ruolo nella coagulazione del sangue?

La vitamina K è indispensabile per la γ-carbossilazione di specifici residui di glutammato nelle proteine della coagulazione (protrombina e fattori VII, IX, X, e le proteine C e S). Questa carbossilazione consente a tali proteine di chelarne il Ca2+ e di legarsi alle membrane piastriniche, attivando la cascata coagulativa. I farmaci anticoagulanti (warfarin, acenocumarolo) agiscono inibendo la vitamina K epossido reduttasi, bloccando il riciclo della vitamina K.

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