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Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica analitica

In sintesi

  • Serve soprattutto all’analisi quantitativa: determinare la concentrazione di una sostanza in soluzione sfruttando la legge di Beer-Lambert, con una retta di taratura.
  • Si sceglie una lunghezza d’onda a cui assorbe un reagente che scompare o un prodotto che si forma, e si registra l’assorbanza a intervalli regolari mentre la reazione procede…
  • È un dosaggio in cui un analita che assorbe poco o nulla viene fatto reagire con un reagente cromogeno che forma con esso un complesso intensamente colorato.
  • Strumenti economici e diffusi, misure rapide nell’ordine dei secondi, buona sensibilità per i cromofori forti, preparazione del campione minima e possibilità di seguire…

L’UV-Vis è una delle tecniche più usate nei laboratori di controllo qualità per una ragione semplice: misura quanto e quanto velocemente, in modo economico, rapido e spesso molto sensibile. Dal dosaggio di un principio attivo al monitoraggio di una reazione nel tempo, la stessa misura di assorbanza si traduce in concentrazione e in informazione cinetica.

Vediamo come l’UV-Vis serve all’analisi quantitativa, come segue una cinetica di reazione, a cosa serve nel controllo qualità e nei dosaggi colorimetrici, e quali sono i suoi vantaggi e limiti.

Il dosaggio quantitativo

L’applicazione principale dell’UV-Vis è la determinazione quantitativa di una sostanza in soluzione, basata sulla legge di Beer-Lambert. Si sceglie una lunghezza d’onda a cui la sostanza assorbe (di norma il suo λmax), si costruisce una retta di taratura con standard noti e si misura l’assorbanza del campione: dalla retta si ricava la concentrazione. È il metodo di routine per dosare farmaci, coloranti, ioni metallici complessati, proteine, nitrati e moltissime altre specie, in tempi di secondi per campione.

A = ε · b · c     A = −log T

Le due relazioni A = ε·b·c e A = −log T sono il motore di ogni dosaggio: la prima lega assorbanza e concentrazione, la seconda lega assorbanza e luce trasmessa misurata dallo strumento. La sensibilità del metodo dipende da ε: per dosare specie poco assorbenti si ricorre spesso ai dosaggi colorimetrici, in cui un reagente forma con l’analita un complesso intensamente colorato.

Le cinetiche di reazione

Poiché l’assorbanza è proporzionale alla concentrazione, seguirla nel tempo equivale a seguire una concentrazione nel tempo: è il modo più comodo per studiare la cinetica di una reazione. Si imposta lo strumento alla lunghezza d’onda di un reagente che scompare o di un prodotto che si forma e si registra l’assorbanza a intervalli regolari. La curva A contro tempo restituisce la velocità della reazione e permette di ricavarne l’ordine e la costante cinetica.

λmaxlunghezza d’onda λ (nm) →assorbanza (A)
Uno spettro di assorbimento UV-Vis. In ascissa la lunghezza d’onda, in ordinata l’assorbanza; il picco corrisponde al λmax, la lunghezza d’onda di lavoro per i dosaggi. Seguendo l’assorbanza a quella lunghezza d’onda nel tempo si monitora una reazione, perché l’assorbanza è proporzionale alla concentrazione.

Il metodo è particolarmente adatto perché non distrugge il campione e non lo perturba: la misura avviene mentre la reazione procede nella cella. Per questo l’UV-Vis è lo strumento d’elezione per i saggi enzimatici, in cui si segue la comparsa o la scomparsa di un cromoforo, e per molti studi di stabilità e degradazione.

Controllo qualità e dosaggi colorimetrici

Nel controllo qualità l’UV-Vis è uno strumento di routine per più scopi. La tabella riassume le applicazioni tipiche e che cosa si misura in ciascuna.

Applicazione Che cosa si misura
Dosaggio quantitativo concentrazione via Beer-Lambert
Dosaggio colorimetrico analita reso colorato da un reagente
Cinetica di reazione assorbanza nel tempo
Verifica di identità confronto dello spettro con un riferimento
Controllo di purezza assenza di bande estranee, rapporti tra picchi

Identità e purezza

Oltre a quantificare, l’UV-Vis aiuta a identificare e a controllare la purezza. Lo spettro di una sostanza, con la posizione e l’intensità delle sue bande, è una caratteristica confrontabile con un riferimento: serve a confermare l’identità di una materia prima o di un prodotto. La comparsa di bande estranee o l’alterazione dei rapporti tra picchi può segnalare un’impurezza o una degradazione. Da sola l’UV-Vis non è specifica come l’IR o la spettrometria di massa, ma è un controllo rapido e prezioso quando si sa che cosa aspettarsi.

Vantaggi e limiti

I vantaggi dell’UV-Vis sono evidenti: strumenti economici e diffusi, misure rapide (secondi per campione), buona sensibilità soprattutto per i cromofori forti, preparazione del campione minima, possibilità di seguire reazioni in tempo reale. I limiti vanno però conosciuti: la tecnica è poco specifica, perché le bande sono larghe e molte sostanze assorbono nelle stesse regioni; richiede che l’analita assorba (o sia reso assorbente); è soggetta alle deviazioni dalla legge di Beer-Lambert; e le matrici complesse possono interferire. Per questo l’UV-Vis si usa spesso in combinazione con tecniche più specifiche.

Perché conta nella pratica

Per un laboratorio di controllo qualità l’UV-Vis è spesso il primo strumento che si accende al mattino: dosa un principio attivo, verifica la concentrazione di un colorante, segue una reazione, conferma l’identità di una materia prima, controlla la purezza di un lotto. La sua combinazione di costo basso, velocità e affidabilità lo rende insostituibile per i controlli di routine. Conoscerne i punti di forza e i limiti — quando basta da solo e quando va affiancato a tecniche più specifiche — è una competenza analitica di base ma decisiva.

Domande frequenti

A cosa serve principalmente la spettroscopia UV-Vis?

Serve soprattutto all’analisi quantitativa: determinare la concentrazione di una sostanza in soluzione sfruttando la legge di Beer-Lambert, con una retta di taratura. È usata per dosare farmaci, coloranti, ioni metallici, proteine e molte altre specie. Oltre al dosaggio, serve a seguire cinetiche di reazione, a verificare l’identità di una sostanza e a controllarne la purezza.

Come si segue una cinetica di reazione con l’UV-Vis?

Si sceglie una lunghezza d’onda a cui assorbe un reagente che scompare o un prodotto che si forma, e si registra l’assorbanza a intervalli regolari mentre la reazione procede nella cella. Poiché l’assorbanza è proporzionale alla concentrazione, la curva assorbanza-tempo equivale a una curva concentrazione-tempo, da cui si ricavano velocità, ordine e costante cinetica. È un metodo non distruttivo, molto usato per i saggi enzimatici.

Che cos’è un dosaggio colorimetrico?

È un dosaggio in cui un analita che assorbe poco o nulla viene fatto reagire con un reagente cromogeno che forma con esso un complesso intensamente colorato. L’assorbanza del complesso, proporzionale alla concentrazione dell’analita, ne permette il dosaggio sensibile. Molti metodi normati per acque e alimenti, come quelli per nitrati, fosfati e ferro, sono dosaggi colorimetrici di questo tipo.

Quali sono i vantaggi dell’UV-Vis?

Strumenti economici e diffusi, misure rapide nell’ordine dei secondi, buona sensibilità per i cromofori forti, preparazione del campione minima e possibilità di seguire reazioni in tempo reale senza distruggere il campione. È questa combinazione di costo basso, velocità e affidabilità che la rende uno strumento di routine insostituibile nel controllo qualità.

Quali sono i limiti dell’UV-Vis?

È poco specifica, perché le bande sono larghe e molte sostanze assorbono nelle stesse regioni, quindi non identifica in modo univoco come l’IR o la spettrometria di massa. Richiede che l’analita assorba o sia reso assorbente, è soggetta alle deviazioni dalla legge di Beer-Lambert e può risentire dell’interferenza di matrici complesse. Per questo è spesso affiancata a tecniche più specifiche.

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