Chimica analitica e di laboratorio
Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.
In sintesi
- Dice che l’assorbanza di una soluzione è proporzionale alla concentrazione della sostanza assorbente, secondo A = ε·b·c, dove ε è l’assorbività molare, b il cammino ottico e…
- La trasmittanza T è la frazione di luce che attraversa il campione (intensità uscente su entrante), spesso in percentuale.
- È una costante caratteristica della sostanza a una data lunghezza d’onda, misurata in L·mol⁻¹·cm⁻¹, che indica quanto intensamente quella sostanza assorbe la luce.
- Per più motivi.
La legge di Beer-Lambert è il ponte fra ciò che lo spettrofotometro misura e ciò che interessa al laboratorio: la concentrazione. In poche parole dice che l’assorbanza di una soluzione cresce in modo proporzionale a quanto è concentrata. È il fondamento di quasi tutta l’analisi quantitativa in UV-Vis, ma vale solo entro certi limiti, e conoscere le sue deviazioni è tanto importante quanto conoscere la legge stessa.
Vediamo che cosa sono assorbanza e trasmittanza, che cosa dice la legge di Beer-Lambert, come si costruisce una retta di taratura e quali sono le deviazioni che possono falsare un dosaggio.
Assorbanza e trasmittanza
Quando la luce attraversa una soluzione, una parte viene assorbita e il resto esce. La trasmittanza T è la frazione di luce che passa, rapporto fra l’intensità uscente e quella entrante; spesso si esprime in percentuale. L’assorbanza A è il logaritmo negativo della trasmittanza: A = −log T. È una grandezza adimensionale, comoda perché, a differenza della trasmittanza, cresce linearmente con la concentrazione. Una trasmittanza del 100% corrisponde ad assorbanza zero (nessun assorbimento); una trasmittanza del 10% corrisponde ad assorbanza 1.
A = ε · b · c A = −log T
Le due relazioni cardine sono A = ε·b·c e A = −log T. Nella prima, ε (epsilon) è l’assorbività molare, b il cammino ottico (lo spessore della cella, di norma 1 cm) e c la concentrazione molare. L’assorbanza è dunque il prodotto di tre fattori: quanto la sostanza assorbe per sua natura, quanto cammino fa la luce nel campione e quanto la sostanza è concentrata.
L’assorbività molare
L’assorbività molare ε è una costante caratteristica della sostanza a una data lunghezza d’onda: misura quanto intensamente quella sostanza assorbe. Un cromoforo con π→π* permessa può avere ε di decine di migliaia, mentre una n→π* proibita ha ε di poche decine. Più alto è ε, più sensibile sarà il dosaggio: a parità di concentrazione si ottiene un’assorbanza maggiore, quindi si possono misurare quantità più piccole.
La retta di taratura
In pratica non si calcola la concentrazione dalla formula con un ε tabulato, ma si costruisce una retta di taratura: si preparano alcuni standard a concentrazione nota, si misura l’assorbanza di ciascuno e si riportano i punti su un grafico A contro c. Secondo Beer-Lambert i punti si allineano su una retta passante per l’origine, la cui pendenza è ε·b. Dalla retta, misurando l’assorbanza di un campione incognito, si ricava la sua concentrazione per interpolazione.
La retta di taratura è valida solo entro un intervallo di linearità, di norma per assorbanze comprese all’incirca fra 0,1 e 1,0. Sotto questo intervallo il segnale è troppo vicino al rumore; sopra, la legge devia e la retta si incurva. Per questo i campioni troppo concentrati si diluiscono fino a rientrare nell’intervallo, dove la misura è affidabile.
Le deviazioni dalla legge
Beer-Lambert è una legge limite: vale per soluzioni diluite e in condizioni ideali. Nella pratica esistono diverse cause di deviazione, che fanno perdere la proporzionalità fra assorbanza e concentrazione e curvare la retta di taratura.
| Tipo di deviazione | Causa | Effetto |
|---|---|---|
| Concentrazioni alte | le molecole interagiscono fra loro | ε non è più costante |
| Chimiche | equilibri, dissociazione, associazione | la specie assorbente cambia con c |
| Luce diffusa (stray light) | luce parassita raggiunge il rivelatore | l’assorbanza misurata è sottostimata |
| Larghezza di banda | radiazione non monocromatica | curvatura, soprattutto su picchi stretti |
Lavorare nella zona giusta
Tradotto in regole operative: misurare alla lunghezza d’onda del massimo di assorbimento (dove la curva è piatta e l’errore minore), tenere l’assorbanza nell’intervallo lineare diluendo i campioni concentrati, usare standard preparati nella stessa matrice del campione e verificare periodicamente la retta di taratura. Così la legge di Beer-Lambert restituisce concentrazioni affidabili, ed è questa affidabilità che rende l’UV-Vis uno dei pilastri dell’analisi quantitativa di routine.
Perché conta nella pratica
La legge di Beer-Lambert è lo strumento quotidiano di chi fa dosaggi quantitativi: dalla determinazione di un principio attivo al controllo di un colorante, dalla misura di un inquinante al titolo di una soluzione. Saper costruire e validare una retta di taratura, riconoscere quando un campione esce dall’intervallo lineare e capire perché un’assorbanza alta è inaffidabile sono competenze che fanno la differenza fra un dato corretto e uno falsato. Conoscere le deviazioni evita errori sistematici che nessuna ripetizione della misura potrebbe correggere.
Domande frequenti
Che cosa dice la legge di Beer-Lambert?
Dice che l’assorbanza di una soluzione è proporzionale alla concentrazione della sostanza assorbente, secondo A = ε·b·c, dove ε è l’assorbività molare, b il cammino ottico e c la concentrazione. In pratica, raddoppiando la concentrazione raddoppia l’assorbanza, finché si resta in condizioni diluite. È il fondamento dell’analisi quantitativa in UV-Vis.
Qual è la differenza fra assorbanza e trasmittanza?
La trasmittanza T è la frazione di luce che attraversa il campione (intensità uscente su entrante), spesso in percentuale. L’assorbanza A è il suo logaritmo negativo, A = −log T, ed è adimensionale. La trasmittanza varia in modo esponenziale con la concentrazione, l’assorbanza in modo lineare: per questo nei calcoli quantitativi si usa l’assorbanza.
Che cos’è l’assorbività molare?
È una costante caratteristica della sostanza a una data lunghezza d’onda, misurata in L·mol⁻¹·cm⁻¹, che indica quanto intensamente quella sostanza assorbe la luce. Valori alti, di migliaia o decine di migliaia, corrispondono a transizioni permesse e a dosaggi molto sensibili; valori bassi, di poche decine, a transizioni proibite. Nella legge di Beer-Lambert è il fattore ε.
Perché la legge devia alle concentrazioni alte?
Per più motivi. A concentrazione alta le molecole interagiscono fra loro e cambiano l’assorbività effettiva; possono intervenire equilibri chimici che modificano la specie assorbente; e cresce l’effetto della luce diffusa dello strumento, che fa apparire l’assorbanza più bassa del reale. Per questo si lavora con assorbanze entro circa 1,0 e si diluiscono i campioni troppo concentrati.
Come si costruisce una retta di taratura?
Si preparano diversi standard a concentrazione nota della sostanza da dosare, si misura l’assorbanza di ciascuno alla lunghezza d’onda scelta e si riportano i punti su un grafico assorbanza contro concentrazione. Secondo Beer-Lambert i punti si allineano su una retta che passa per l’origine; misurando l’assorbanza di un campione incognito e interpolandola sulla retta si ricava la sua concentrazione.
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