Caso pratico: colla a caldo in stick

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Dipende dalla composizione, le colle hot melt a base EVA o poliammide pura, senza additivi classificati, non sono generalmente pericolose ai sensi del Reg. 1272/2008 CLP.
  • Sì, per i prodotti destinati al pubblico generale, il Reg. CLP impone requisiti di etichettatura aggiuntivi (es. chiusura a prova di bambino e avvertenze tattili per prodotti con…
  • Non direttamente, ma può essere rilevante per la valutazione dei pericoli fisici.
  • Sì, se il prodotto è classificato come pericoloso ai sensi del CLP, oppure se contiene sostanze SVHC in concentrazione superiore allo 0,1% p/p. La SDS deve essere consegnata in…

Le colle a caldo in stick — hot melt adesivi commercializzati sia nel canale consumer (per uso hobbystico e scolastico) sia nel canale B2B (packaging industriale, calzaturiero, falegnameria) — sono uno dei prodotti su cui si concentrano le richieste di chiarimento più frequenti in materia di conformità CLP. Il motivo è apparente: visivamente sembrano innocue, ma la loro composizione chimica può nascondere obblighi di classificazione, etichettatura e SDS non banali.

Questo caso pratico analizza la situazione tipica di un importatore o distributore italiano che riceve una partita di colle hot melt in stick da un fornitore cinese o coreano e deve decidere se il prodotto può essere venduto così com'è o richiede un'etichetta CLP italiana.

Il prodotto: composizione tipica di una colla hot melt

Una colla hot melt standard per uso hobbystico è tipicamente formulata con:

  • Polimero base: copolimero etilene-vinil acetato (EVA) o poliammide (PA). Queste frazioni polimeriche non sono di norma classificate come pericolose ai sensi del CLP.
  • Resine tackifier: resine di idrocarburi (C5 alifatiche o C9 aromatiche) o resine di colofonia. Le resine di colofonia (rosina, CAS 8050-09-7) hanno una classificazione armonizzata in Allegato VI CLP come sensibilizzanti cutanei Cat. 1 (H317) in determinate condizioni.
  • Plastificanti e cere: cere paraffiniche, cere polietilenici. Generalmente non classificati, ma alcune frazioni aromatiche possono essere rilevanti per tossicità ambientale.
  • Additivi: antiossidanti, stabilizzatori UV, coloranti. Alcuni antiossidanti fenolici o coloranti azoici possono avere classificazioni per tossicità per la riproduzione o carcinogenicità.

Passo 1 — Analizzare la SDS del fornitore

La SDS ricevuta dal fornitore extra-UE è redatta secondo il sistema GHS ONU nella versione adottata dal paese di origine (spesso GHS 7a edizione cinese, standard GB/T 17519). Non è direttamente utilizzabile per il mercato UE perché:

  • mancano le indicazioni EUH (supplementari europee);
  • i criteri di classificazione per le miscele possono differire (es. soglie di concentrazione diverse per i pericoli per la salute);
  • i pittogrammi usati possono essere GHS non conformi al layout CLP (bordo rosso, sfondo bianco).

Il primo passo è richiedere al fornitore i dati di composizione in accordo di riservatezza, o almeno la lista delle sostanze con numero CAS e concentrazione (anche in range, come previsto dall'art. 24 CLP per la riservatezza della formula).

Passo 2 — Verificare ogni componente nell'Allegato VI CLP

Per ciascuna sostanza identificata si verifica se è presente nell'Allegato VI del Reg. 1272/2008 con una classificazione armonizzata. Nel caso di una colla hot melt standard, le voci più rilevanti da controllare sono:

  • Resina di colofonia (rosina): Allegato VI, voce 014-037-00-4 — sensibilizzante cutaneo Cat. 1 (H317). Se presente sopra il 10% p/p nella miscela, l'obbligo di classificazione della miscela scatta.
  • Eventuali solventi residui (in alcune formulazioni industriali): verificare la presenza di toluene, xilene o esano e relative classificazioni.
  • Coloranti azoici: alcuni sono classificati CMR; verificare la lista delle sostanze vietate nei prodotti di consumo.

Passo 3 — Applicare le regole per la classificazione delle miscele

Se uno o più componenti sono classificati come pericolosi, si applica l'Allegato I CLP, Parte 3 (criteri per le miscele). Il metodo di calcolo dipende dalla classe di pericolo:

  • Per i sensibilizzanti cutanei (H317): soglia di concentrazione specifica 1% p/p per Cat. 1 e 10% per Cat. 1B (salvo note specifiche della voce Allegato VI).
  • Per la tossicità acquatica: addizione delle frazioni di componenti classificati Aquatic Chronic secondo la formula sommatoria (M-factor incluso per Aquatic Acute 1).

Se i calcoli indicano che la miscela supera le soglie, l'etichettatura CLP diventa obbligatoria anche per una colla apparentemente "inerte".

Cosa controllare prima della messa in vendita

Lista di controllo per l'importatore/distributore italiano:

  1. SDS del fornitore disponibile e aggiornata (data entro 3 anni)
  2. Composizione verificata componente per componente su Allegato VI CLP
  3. Classificazione della miscela calcolata con i metodi Allegato I CLP, Parte 3
  4. Se classificata: etichetta in italiano con tutti gli elementi art. 17 CLP
  5. Se classificata e destinata al canale B2B: SDS conforme Reg. 2020/878 redatta in italiano
  6. Verifica SVHC: assenza di sostanze SVHC > 0,1% p/p (obbligo di comunicazione REACH art. 33)
  7. Verifica REACH: registrazione sostanze componenti per volumi > 1 t/anno se si è importatori a titolo REACH
  8. Codice UFI: generare e apporre il codice UFI se il prodotto è classificato e destinato a utenti professionali o consumatori

Errori tipici riscontrati in questo scenario

  • Vendere la colla con la sola etichetta del fornitore extra-UE (lingua cinese o inglese) senza rietichettare per il mercato italiano.
  • Assumere che un prodotto "non chimico" come una colla hobbistica non abbia obblighi CLP: la classificazione dipende dalla composizione, non dall'uso.
  • Non verificare la colofonia nella formulazione: è la sostanza più frequentemente classificata nelle hot melt consumer e spesso non dichiarata esplicitamente nella SDS del fornitore.
  • Trascurare l'obbligo SVHC art. 33 REACH se la colla contiene ftalati (es. DEHP) usati come plastificanti in vecchie formulazioni.

Domande frequenti

Una colla a caldo in stick deve essere classificata come pericolosa ai sensi del CLP?

Dipende dalla composizione. Le hot melt a base EVA pura senza additivi classificati non sono pericolose ai sensi del CLP. Tuttavia, la presenza di resine di colofonia, solventi residui o altri additivi in concentrazione sopra soglia può generare obblighi di classificazione per pericoli per la salute o per l'ambiente.

Una colla hot melt per uso professionale e consumer ha obblighi diversi?

Sì. Per i prodotti al pubblico sono richieste avvertenze aggiuntive e la SDS non è obbligatoria salvo richiesta del cliente professionale. Per il canale B2B la SDS è sempre obbligatoria se il prodotto è classificato o contiene SVHC sopra 0,1% p/p.

Il punto di fusione della colla hot melt influisce sulla classificazione CLP?

Non direttamente, ma se la colla a temperature di esercizio rilascia vapori con componenti classificati per tossicità per inalazione, questo può incidere sulla classificazione STOT della miscela. Va valutato caso per caso con i dati di volatilità a temperatura operativa.

Serve una SDS per una colla a caldo in stick venduta su e-commerce B2B?

Sì, se il prodotto è classificato come pericoloso o contiene SVHC sopra 0,1% p/p. La SDS va consegnata alla prima fornitura e ad ogni aggiornamento significativo nelle condizioni dell'art. 31 REACH.

Cosa si controlla specificamente su una colla hot melt importata da paesi extra-UE?

La SDS del fornitore va confrontata con i criteri CLP europei, verificando classificazione componenti su Allegato VI, assenza SVHC sopra soglia, conformità etichetta in italiano e, se applicabile, obbligo di registrazione REACH per l'importatore.

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Fonti ufficiali

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).