ADR e merci pericolose
Spedire e trasportare prodotti chimici in regola con l’ADR, senza blocchi del corriere.
In sintesi
- Sì, nella quasi totalità dei casi.
- Generalmente UN 1950 ‘AEROSOL’ con codice di classificazione 5F (gas infiammabili) o 5A (non infiammabili) a seconda del propellente.
- Dipende dalla quantità, per spedizioni contenute (es. 1-2 bombolette come campione), si può usare l’esenzione per quantità limitate (capitolo 3.4 ADR) o l’esenzione 1.1.3.6.
- Gli errori più frequenti sono: omettere la marcatura LQ sul collo, usare imballaggi non idonei agli aerosol pressurizzati, non indicare il numero ONU sul documento di trasporto, e…
Un’azienda di manutenzione industriale ordina 48 bombolette di grasso spray multiuso (400 ml cadauna) da distribuire ai propri tecnici in cinque sedi. L’ufficio acquisti chiama il corriere abituale e riceve la risposta: “gli spray non li accettiamo così”. Cosa sta succedendo e come si risolve?
Questo caso pratico guida passo dopo passo nell’identificazione della pericolosità di un grasso spray, nella scelta del regime di trasporto corretto e nella gestione concreta della spedizione, con i controlli da fare prima di affidare il collo al vettore.
Passo 1: leggere la sezione 14 della scheda dati di sicurezza
Il primo documento da consultare è sempre la scheda dati di sicurezza (SDS) del prodotto, che il fornitore è obbligato a fornire ai sensi del Regolamento 2020/878/UE. La sezione 14 contiene tutte le informazioni ADR rilevanti:
- Numero ONU: per un grasso spray convenzionale con propellente HC (idrocarburi) sarà quasi sempre UN 1950 (AEROSOL).
- Denominazione ufficiale di spedizione: “AEROSOL, infiammabili” oppure “AEROSOL” se il propellente è CO₂ (non infiammabile).
- Classe ADR: 2 (gas). Con propellente infiammabile → classe 2.1; con CO₂ → classe 2.2.
- Gruppo di imballaggio: non applicabile per gli aerosol (la classe 2 non prevede GI/II/III).
- Categoria di trasporto: per UN 1950 aerosol infiammabili → CT 2 (soglia 333 kg); aerosol non infiammabili → CT 3 (soglia 1000 kg).
Passo 2: calcolare la massa totale del carico
Nel nostro caso: 48 bombolette × 400 ml × densità ~0,85 kg/L ≈ 16,3 kg netti. La massa lorda (bombolette + imballaggi) sarà circa 22-24 kg. Poiché siamo di fronte a aerosol infiammabili (CT2, soglia 333 kg), il calcolo ponderato della 1.1.3.6 dà: 24/333 ≈ 0,072 → ben sotto 1.
Conclusione: la spedizione rientra nell’esenzione parziale 1.1.3.6. Non è richiesto il documento di trasporto ADR né la formazione ADR specifica del conducente.
Passo 3: verificare l’imballaggio
Anche in regime di esenzione, l’imballaggio deve essere idoneo e integro. Per aerosol il rischio principale è il danno meccanico alle valvole o all’ogiva. Le buone prassi prevedono:
- Scatola di cartone ondulato robusta (non è richiesta la certificazione ONU per l’esenzione 1.1.3.6, ma raccomandata).
- Imbottitura laterale (polistirolo espanso o carta kraft) per evitare rotolamento e urti.
- Massimo 30 kg lordi per collo se si usa il regime LQ (cap. 3.4); senza LQ non c’è un limite specifico per collo, ma il senso pratico impone carichi ragionevoli.
- Collo chiuso con nastro resistente; nessun oggetto pesante sopra.
Passo 4: scegliere il regime di marcatura
Tre opzioni possibili per questa spedizione:
- Solo esenzione 1.1.3.6: nessuna marcatura specifica ADR richiesta sui colli. Il corriere non può rifiutare la spedizione citando l’ADR (a patto che i colli siano in sicurezza). Bisogna però sapere spiegare il regime applicato.
- Quantità limitate (cap. 3.4): gli aerosol rientrano nel cap. 3.4 con codice LQ2 (max 500 ml per imballaggio interno, max 30 kg lordi per collo esterno). Il collo deve portare il marchio LQ (rombo bianco/nero con “Y” o senza). Questa opzione è preferita dai corrieri generalisti perché riconoscono immediatamente il marchio.
- ADR completo: non necessario a queste quantità, ma obbligatorio se si superano le soglie o se le merci sono di categoria 0.
Per la spedizione in esame la scelta più pratica è il regime LQ: il corriere vede il marchio, sa cosa sta caricando, e il processo di accettazione è standardizzato.
Cosa controllare prima di consegnare il collo al corriere
Lista di verifica operativa:
- SDS del prodotto disponibile e aggiornata (sezione 14 compilata correttamente).
- Numero ONU confermato: UN 1950 per aerosol con propellente HC.
- Collo chiuso, imbottito, nessuna perdita visibile.
- Marchio LQ applicato sul collo esterno (se si sceglie il regime LQ).
- Il corriere accetta merci pericolose classe 2 (verificare le condizioni generali di trasporto).
- Se la quantità supera 333 kg lordi: documento di trasporto ADR obbligatorio.
Errori tipici e come evitarli
- Affidarsi al nome commerciale: “grasso spray” o “lubrificante spray” non dice nulla sulla pericolosità ADR. Occorre sempre leggere la sezione 14 della SDS.
- Confondere volume e massa: la soglia 1.1.3.6 si applica in kg (o litri per liquidi), non al numero di pezzi. 200 bombolette da 50 ml pesano meno di 10 kg netti.
- Omettere il marchio LQ: se si sceglie il regime LQ, il marchio sul collo è obbligatorio. La sua assenza espone a rifiuto della spedizione o a sanzioni.
- Non informare il corriere: anche in regime di esenzione, è buona pratica comunicare al vettore che il collo contiene aerosol UN 1950. Molti corrieri lo richiedono nelle proprie condizioni contrattuali.
Domande frequenti
Un grasso spray multiuso è considerato merce pericolosa ADR?
Sì, quasi sempre. I propellenti infiammabili (propano, butano) classificano il prodotto come aerosol infiammabile UN 1950, Classe 2.1. L’ADR si applica salvo esenzioni quantitative.
Quale numero ONU ha un grasso spray multiuso?
Generalmente UN 1950 “AEROSOL”. La sezione 14 della SDS del prodotto specifico riporta il numero ONU esatto e il codice di classificazione (5F per infiammabili, 5A per non infiammabili).
Posso spedire grasso spray con un corriere normale?
Per piccole quantità (sotto 333 kg lordi per viaggio) sì, usando il regime LQ con marchio sul collo. Molti corrieri generalisti accettano aerosol con marchio LQ; è necessario verificare le loro condizioni particolari di accettazione.
Quali errori tipici si commettono nella spedizione di aerosol?
I più comuni: omettere il marchio LQ, non leggere la sezione 14 della SDS, confondere litri e kg nel calcolo delle soglie, e non comunicare la presenza di aerosol al corriere nelle note di spedizione.
Il documento di trasporto è obbligatorio per gli aerosol?
Solo se si supera la soglia dell’esenzione 1.1.3.6 (333 kg lordi per unità di trasporto per UN 1950 infiammabili, CT2). Sotto quella soglia il documento ADR non è obbligatorio, ma tenere una nota interna con numeri ONU e quantità è sempre raccomandato.
Hai dubbi sulla spedizione dei tuoi aerosol?
Verifica con noi se il tuo prodotto richiede il documento ADR, quale regime di marcatura applicare e come impostare il flusso con i corrieri.
Fonti ufficiali
- UNECE – ADR 2025 (testo consolidato)
- ECHA – Schede dati di sicurezza (SDS)
- Direttiva 2008/68/CE – trasporto interno merci pericolose
Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).
