📚 Parte della guida Impara la chimicaChimica inorganica

Chimica inorganica

Elementi, composti e chimica di coordinazione: le basi di reattivita’ e pericolosita’.

8 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica inorganica

In sintesi

  • Perché gli angoli di legame P–P–P nel tetraedro P4 sono di soli 60°, molto compressi rispetto all’ottimale sp3.
  • Solo uno.
  • Il pirofosfato P2O7⁴− è formato da due tetraedri PO4 connessi da un ponte P–O–P.
  • H3PO4 (acido fosforico) ha fosforo in stato +5, struttura OP(OH)3, tre H acidi e tre stadi di dissociazione.

Il fosforo è l'elemento della vita e della distruzione. È costituente essenziale del DNA, dell'RNA e dell'ATP — la molecola che immagazzina energia in ogni cellula vivente — ma è anche la materia prima degli agrofarmaci organofosforici e delle polveri pirotecniche. La differenza fondamentale rispetto all'azoto, suo analogo nel gruppo 15, è che il fosforo privilegia i legami singoli rispetto ai multipli: il legame P–P è energeticamente favorevole rispetto a P=P, motivo per cui il fosforo bianco P4 esiste come tetraedro di atomi legati da singoli legami, non come P2.

In questo articolo esploriamo le allotropie del fosforo, i principali ossidi e acidi (P4O10, H3PO4, H4P2O7) e i polifosfati biologicamente e industrialmente rilevanti.

Allotropie del fosforo: bianco, rosso e nero

Il fosforo bianco P4 è la forma più reattiva: quattro atomi di P ai vertici di un tetraedro con angoli P–P–P di 60° (molto compressi rispetto ai 109,5° ottimali per gli ibridi sp3), da cui la tensione angolare e l'alta reattività. P4 si incendia spontaneamente in aria (per questo si conserva sott'acqua), emette luce fredda nella fosforescenza classica. Il fosforo rosso è una forma polimerica amorfa o microcristallina ottenuta riscaldando il bianco a 250 °C in assenza di aria: stabile, non reattivo in aria, usato nelle teste dei fiammiferi. Il fosforo nero è la forma più stabile termodinamicamente, con struttura a strati (simile alla grafite) e proprietà semi-conduttive.

Una «chicca» strutturale fondamentale: P4O10 mantiene lo scheletro tetreaedrico del P4, con sei atomi di O ponticellanti (uno per ogni spigolo del tetraedro) e quattro O terminali sui vertici. La struttura risultante ha simmetria Td perfetta. Shriver sottolinea che questa geometria è analoga a quella di P4S10, con lo zolfo terminale al posto dell'ossigeno. L'energia di legame P–O in P4O10 è eccezionalmente alta: per questo P4O10 è un desiccante potentissimo, rimuove persino l'acqua da molti acidi concentrati.

P4O10 + 6H2O → 4H3PO4

Condensazione dei fosfati: da orto- a polifosfatoPO₄³⁻ortofosfato(mononucleare)P₂O₇⁴⁻pirofosfato(dinucleare)[PO₃⁻]nmetafosfato(catena infinita)P₄O₁₂⁴⁻trimetafosfato(anello a 6 atomi)− H₂O− H₂O− H₂O
Serie di condensazione dei fosfati. Dall’ortofosfato PO43− (tetraedro isolato) alla catena polimerica [PO3]n, passando per il pirofosfato P2O74− e il trimetafosfato ciclico. Ogni condensazione elimina una molecola d’acqua e forma un ponte P–O–P.

Acido fosforico H3PO4 e la sua forza acida

H3PO4 è un acido triprotico debole con tre costanti di dissociazione ben separate: pKa1 ≈ 2,1, pKa2 ≈ 7,2, pKa3 ≈ 12,4. L'incremento di ∼5 unità tra stadi successivi è perfettamente in linea con la seconda regola di Pauling. La struttura è OP(OH)3: un solo gruppo osso terminale (p=1), quindi per la prima regola pKa1 ≈ 8 − 5 × 1 = 3 (sperimentale: 2,1; accettabilmente vicino). H3PO4 non è un acido forte né un ossidante: si differenzia nettamente da HNO3 e H2SO4 per l'assenza di potere ossidante significativo in soluzione diluita. È usato come acidulante alimentare (E338), nel trattamento delle acque, nella produzione di fertilizzanti.

Condensazione dei fosfati: da orto a poli

Riscaldando o disidratando l'ortofosfato PO4³− si ottengono fosfati condensati per eliminazione di H2O. Il pirofosfato P2O7⁴− si forma per condensazione di due PO4 con perdita di un H2O. Continuando si ottengono catene di metafosfato (PO3−)n o anelli come il trimetafosfato P3O9³−. House riporta che la separazione cromatografica dei prodotti dell'idrolisi di P4O10 mostra la presenza di catene fino a 9 atomi di P; polimeri con n=10–50 si isolano come vetri amorfi (analoghi ai silicati vetrei).

La rilevanza biologica è enorme: l'idrolisi di ATP (adenosina trifosfato) ad ADP rilascia ΔrG° = −41 kJ mol−¹ a pH 7,4. Il legame P–O–P è cineticalmente stabile ma termodinamicamente instabile in acqua: questa combinazione rende i polifosfati un serbatoio d'energia perfetto per la biologia.

ATP4− + 2H2O → ADP3− + HPO42− + H3O+   ΔrG° = −41 kJ mol−¹

Ossidi del fosforo: P4O6 e P4O10

P4O6 si forma per combustione limitata di P4 in aria povera d'ossigeno: ha sei O ponticellanti ma nessun O terminale. P4O10 si forma per combustione completa e aggiunge quattro O terminali. Entrambi mantengono il nucleo tetraedrico del P4. P4O10 è l'anidride dell'acido fosforico, P4O6 è l'anidride dell'acido fosforoso H3PO3. Con quantità limitate d'acqua P4O10 produce dapprima metafosfato ciclico P4O12⁴−; solo con eccesso d'acqua si arriva all'ortofosfato H3PO4.

Composto Struttura Ossidazione P Anidride di Uso principale
P4O6 tetraedro + 6 O pontic. +3 H3PO3 intermedio sintesi
P4O10 tetraedro + 6 O pontic. + 4 O term. +5 H3PO4 desiccante, catalizzatore
H3PO4 OP(OH)3 +5 fertilizzanti, acidulante E338
H4P2O7 doppio tetraedro +5 lieviti chimici, sequestrazione Ca
Ca3(PO4)2 ortofosfato di calcio +5 ossa, fertilizzante superfosfato

Alogenuri e idruri: PCl3, PCl5 e fosfina

Il fosforo forma alogenuri in due stati di ossidazione. Con cloro in difetto si ottiene il tricloruro PCl3 (P piramidale, +3), che idrolizza rapidamente ad acido fosforoso e acido cloridrico; con cloro in eccesso si arriva al pentacloruro PCl5 (+5), sia per clorurazione diretta del P4 sia ossidando il tricloruro. Il PCl5 nasconde una sorpresa strutturale: allo stato di vapore è una molecola a bipiramide trigonale, ma allo stato solido è in realtà un solido ionico costituito da cationi tetraedrici PCl4+ e anioni ottaedrici PCl6. Il pentabromuro fa qualcosa di analogo ma diverso, organizzandosi come PBr4+Br: l’anione bromuro nudo, troppo voluminoso da impacchettare come PBr6, rivela quanto la geometria allo stato solido dipenda dalle dimensioni relative degli ioni.

L’idrolisi parziale del PCl5 non porta subito all’acido fosforico ma si ferma all’ossicloruro POCl3 (cloruro di fosforile), che conserva legami P–Cl reattivi ed è per questo un intermedio di sintesi prezioso; solo con acqua in eccesso si completa l’idrolisi a H3PO4 e HCl. L’idruro più semplice è la fosfina PH3, molecola piramidale con un doppietto solitario sul fosforo, tossica e prodotta per idrolisi dei fosfuri metallici o scaldando fosforo bianco in soda. A differenza dell’ammoniaca, però, la fosfina è una base debolissima: la costante per la protonazione a PH4+ in acqua è dell’ordine di 10−26, contro circa 1,8×10−5 dell’ammoniaca, perché il doppietto del fosforo è più diffuso e meno disponibile per il protone. Questo stesso doppietto «morbido» rende però la fosfina e i suoi derivati ottimi leganti verso i metalli di transizione teneri come il platino(II), un ponte diretto con i principi HSAB.

Domande frequenti

Perché il fosforo bianco prende fuoco all’aria?

Perché gli angoli di legame P–P–P nel tetraedro P4 sono di soli 60°, molto compressi rispetto all’ottimale sp3. Questa tensione angolare rende il P4 molto reattivo. Inoltre, il fosforo si ossida esoterm icamente molto facilmente: l’ossidazione lenta alla superficie genera abbastanza calore da innescare la combustione vigorosa. Per questo si conserva sott’acqua.

Quanti H acidi ha H3PO3?

Solo uno. La struttura vera è OPH(OH)2: uno dei tre H è direttamente legato al fosforo con un legame P–H non ionizzabile. Cedono protoni solo i gruppi –OH, non i legami P–H. Quindi H3PO3 è un acido monoprotico, non triprotico, e è un buon riducente proprio perché il legame P–H si ossida facilmente.

Cos’è il pirofosfato e dove si usa?

Il pirofosfato P2O7⁴− è formato da due tetraedri PO4 connessi da un ponte P–O–P. È prodotto dalla condensazione di due ortofosfati con eliminazione di H2O. Il sodio pirofosfato è usato come agente sequestrante (lega Ca2+ e Mg2+ impedendo precipitazioni), nei lieviti chimici e nella pulizia industriale. Biologicamente, l’idrolisi del pirofosfato è spesso il fattore termodinamico che rende irreversibili molte reazioni biosinthetiche.

Qual è la differenza tra H3PO4 e H3PO3?

H3PO4 (acido fosforico) ha fosforo in stato +5, struttura OP(OH)3, tre H acidi e tre stadi di dissociazione. Non è ossidante. H3PO3 (acido fosforoso) ha fosforo in stato +3, struttura OPH(OH)2, un solo H acido (monoprotico) ed è un riducente moderato. Entrambi sono solidi o liquidi viscosi a temperatura ambiente.

Perché i fosfati sono così importanti in biologia?

Per una combinazione unica di proprietà: il legame P–O–P è termodinamicamente instabile in acqua (si idrolizza liberando energia) ma cineticalmente stabile (non si idrolizza senza catalisi enzimatica). Questo permette di immagazzinare energia chimica in ATP e rilasciarla solo quando serve. In più, i gruppi fosfato sono carichi negativamente a pH fisiologico: tengono le molecole (DNA, RNA) solubili e ancorate agli enzimi.

Dalla teoria alla conformità. Se questo argomento riguarda un prodotto che produci, importi o vendi, può tradursi in un obbligo normativo concreto: vedi il nostro servizio di redazione delle schede di sicurezza (SDS) e richiedi una verifica del tuo caso.

Approfondisci

Vuoi una verifica sul tuo caso?

Raccontaci cosa produci, importi o vendi: ti diciamo con chiarezza cosa serve per essere in regola, senza tecnicismi inutili e senza blocchi di vendita o spedizione.

Risposta entro 24hConsulenti REACH·CLP·ADRVerifica senza impegno
Richiedi una verificaVedi gli articoli

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.