Imballaggi ed etichettatura ambientale

Etichettatura ambientale degli imballaggi e contributo CONAI.

4 min di letturaAggiornato il 10/06/2026imballaggi ambiente

In sintesi

  • Di norma chi effettua la prima cessione dell’imballaggio sul mercato italiano: il produttore di imballaggi verso l’utilizzatore o l’importatore di imballaggi pieni o vuoti.
  • Sul peso dell’imballaggio, distinto per materiale, applicando le tariffe stabilite annualmente dal CONAI.
  • I produttori e gli utilizzatori di imballaggi sono tenuti ad aderire al sistema consortile secondo le regole del Testo Unico Ambientale, salvo i sistemi autonomi riconosciuti.
  • No, ma sono collegate.

Chi immette imballaggi sul mercato italiano, oltre all’etichettatura ambientale, è in genere tenuto a versare il Contributo Ambientale CONAI (CAC). È un costo che finanzia la raccolta e il riciclo degli imballaggi e che riguarda anche le aziende del settore chimico che confezionano i propri prodotti. Vediamo chi lo paga, su cosa si calcola e come si dichiara.

Cos’è il CONAI e a cosa serve il contributo

Il CONAI è il consorzio nazionale imballaggi a cui aderiscono produttori e utilizzatori di imballaggi. Il Contributo Ambientale rappresenta la forma di finanziamento del sistema di raccolta differenziata, recupero e riciclo: è dovuto sul primo immesso al consumo dell’imballaggio sul territorio nazionale.

Chi deve pagarlo

Il contributo è dovuto, di regola, dal soggetto che effettua la prima cessione dell’imballaggio o del prodotto imballato sul mercato italiano: tipicamente il produttore di imballaggi verso l’utilizzatore, oppure l’importatore di imballaggi pieni o vuoti. Per l’azienda chimica che importa prodotti confezionati, il CAC è dovuto sugli imballaggi importati.

Come si calcola

Il contributo si determina per materiale dell’imballaggio (carta, plastica, vetro, legno, acciaio, alluminio, bioplastiche) applicando le tariffe stabilite annualmente dal CONAI al peso immesso. Per alcuni materiali, come la plastica e la carta, si applica una diversificazione contributiva in più fasce, in base alla riciclabilità dell’imballaggio: imballaggi più facilmente riciclabili scontano tariffe inferiori.

Elemento Come funziona
Base di calcolo Peso dell’imballaggio per materiale, sul primo immesso al consumo
Tariffe Stabilite per materiale e aggiornate periodicamente dal CONAI
Diversificazione Più fasce per plastica e carta in funzione della riciclabilità
Dichiarazione Periodica (mensile, trimestrale o annuale) secondo le soglie

Dichiarazione e adempimenti

Le aziende consorziate presentano una dichiarazione periodica del contributo dovuto, con periodicità che dipende dagli importi. È buona pratica tenere una contabilità degli imballaggi immessi per materiale, così da rendere la dichiarazione semplice e verificabile. Etichettatura ambientale e contributo CONAI sono due facce dello stesso obbligo di responsabilità sull’imballaggio: la prima informa, il secondo finanzia il riciclo.

Per l’azienda chimica che importa fusti, taniche o flaconi pieni dall’estero, il contributo va calcolato anche sull’imballaggio importato, spesso dimenticato perché “arrivato insieme al prodotto”. Una mappatura accurata di tutti i materiali di imballaggio in ingresso e in uscita evita sia di pagare più del dovuto sia di incorrere in contestazioni per omessa dichiarazione.

Domande frequenti

Chi paga il contributo CONAI?

Di norma chi effettua la prima cessione dell’imballaggio sul mercato italiano: il produttore di imballaggi verso l’utilizzatore o l’importatore di imballaggi pieni o vuoti. L’azienda che importa prodotti confezionati paga il CAC sugli imballaggi importati.

Il contributo si calcola sul valore o sul peso?

Sul peso dell’imballaggio, distinto per materiale, applicando le tariffe stabilite annualmente dal CONAI. Per plastica e carta si applicano più fasce in base alla riciclabilità dell’imballaggio.

Devo aderire al CONAI?

I produttori e gli utilizzatori di imballaggi sono tenuti ad aderire al sistema consortile secondo le regole del Testo Unico Ambientale, salvo i sistemi autonomi riconosciuti. L’adesione comporta la dichiarazione e il versamento del contributo.

Etichettatura ambientale e CONAI sono la stessa cosa?

No, ma sono collegate. L’etichettatura ambientale è l’obbligo di informazione sull’imballaggio (codifica materiale e raccolta); il contributo CONAI è l’onere economico che finanzia il riciclo. Entrambi derivano dalla responsabilità del produttore sull’imballaggio.

Esistono esenzioni dal contributo?

Sono previsti casi di esenzione e di compensazione, per esempio per gli imballaggi esportati o per particolari flussi, secondo le regole del CONAI. Vanno documentati con attenzione: l’esenzione si dimostra, non si presume. Per gli importi minimi e per alcune situazioni sono inoltre previste procedure semplificate di dichiarazione.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.