Chimica organica

Reazioni, gruppi funzionali e meccanismi spiegati in modo pratico.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica organica

In sintesi

  • È un polimero la cui catena contiene due o più tipi di unità ripetente, derivate da monomeri diversi, a differenza dell’omopolimero che ne ha uno solo.
  • In un copolimero casuale i due monomeri sono mescolati senza ordine lungo la catena, e il materiale ha in genere proprietà intermedie e omogenee.
  • Significa che le sue catene sono collegate tra loro da ponti covalenti, formando un’unica rete tridimensionale anziché molecole separate.
  • Perché nelle catene lineari le molecole sono separate e tenute insieme solo da forze intermolecolari: scaldando, queste forze si vincono, le catene scorrono e il materiale…

Cambiare il monomero non è l’unico modo per cambiare un polimero: si possono combinare due o più monomeri diversi nella stessa catena (copolimeri) e si può modellare la forma delle catene — lineari, ramificate o reticolate. Sono queste scelte di architettura, più ancora della chimica di base, a decidere se un materiale sarà rigido o gommoso, fusibile o indistruttibile.

Vediamo che cosa sono i copolimeri e le loro disposizioni (casuali, a blocchi, a innesto) e come l’architettura della catena — lineare, ramificata, reticolata — determina le proprietà.

Omopolimeri e copolimeri

Un polimero costituito da un solo tipo di unità ripetente è un omopolimero (per esempio il polistirene puro). Quando nella stessa catena entrano due o più monomeri diversi si parla di copolimero. La copolimerizzazione è uno strumento potentissimo: combinando le caratteristiche di monomeri diversi si possono «sintonizzare» flessibilità, resistenza, temperatura di rammollimento e molte altre proprietà senza dover inventare un monomero nuovo.

monomeri (unità che si ripetono)M+M+M+Mpolimerizzazione–M––M––M––M––M–[]npolimero: l’unità ripetitiva racchiusa, ripetuta n volte
Architettura della catena. Le unità ripetenti possono disporsi in sequenza lungo una catena lineare, oppure formare rami laterali o, all’estremo, ponti che collegano catene diverse in una rete. La disposizione decide gran parte delle proprietà del materiale.

omopolimero: −A−A−A−A−  ·  copolimero a blocchi: −A−A−A−B−B−B−

Le disposizioni dei copolimeri

In un copolimero i due monomeri (chiamiamoli A e B) possono disporsi lungo la catena in modi molto diversi, e questa sequenza cambia radicalmente le proprietà.

Tipo Disposizione Caratteristica
Casuale (random) A e B mescolati senza ordine (…ABBABAAB…) proprietà intermedie e omogenee
Alternato A e B si alternano regolarmente (…ABABAB…) struttura ordinata
A blocchi lunghi tratti di A seguiti da lunghi tratti di B i blocchi mantengono proprietà proprie
A innesto (graft) una catena di A con rami di B combina dorsale e rami

Perché la sequenza cambia tutto

Un copolimero casuale tende ad avere proprietà mediate, intermedie tra quelle dei due omopolimeri corrispondenti, e una sola fase omogenea. Un copolimero a blocchi, invece, conserva localmente le proprietà di ciascun blocco: se uno è rigido e l’altro flessibile, i due tipi di blocco tendono a separarsi in microdomini distinti, e il materiale può comportarsi come un elastomero termoplastico, gommoso ma rilavorabile. I poliuretani, per esempio, alternano blocchi rigidi (uretano) e blocchi flessibili (poliestere o polietere di basso peso molecolare): è questa alternanza a dare la loro tipica combinazione di tenacità ed elasticità.

L’architettura: lineare, ramificata, reticolata

Indipendentemente dalla composizione, le catene possono avere forme diverse. Una catena lineare è un filo continuo: le catene possono scorrere e impacchettarsi, e il materiale è in genere fusibile e solubile. Una catena ramificata ha rami laterali che ostacolano l’impacchettamento, abbassando densità e cristallinità (è il caso dell’LDPE). Una struttura reticolata — con ponti covalenti che collegano catene diverse in un’unica rete tridimensionale — non può più fondere né sciogliersi: è il caso dei termoindurenti e, con poche reticolazioni, delle gomme vulcanizzate.

Architettura e proprietà

Riassumendo, la forma della catena ha effetti diretti e prevedibili sul comportamento del materiale.

Architettura Effetto sulle proprietà
Lineare fusibile, solubile, può cristallizzare bene
Ramificata minore impacchettamento, densità e cristallinità ridotte
Leggermente reticolata elastomero: deformabile e a memoria di forma
Fortemente reticolata termoindurente: rigido, infusibile, insolubile

Perché conta nella pratica

Per chi seleziona o progetta materiali polimerici, copolimerizzazione e architettura sono le leve principali per ottenere le proprietà volute. Sapere che un copolimero è a blocchi anziché casuale, o che un materiale è reticolato anziché lineare, spiega immediatamente perché non si rilavora, perché resiste ai solventi o perché ha quel particolare comportamento elastico. È un livello di lettura indispensabile per interpretare le schede tecniche e per dialogare con chi formula i compound.

Domande frequenti

Che cos’è un copolimero?

È un polimero la cui catena contiene due o più tipi di unità ripetente, derivate da monomeri diversi, a differenza dell’omopolimero che ne ha uno solo. La copolimerizzazione permette di combinare le caratteristiche di monomeri diversi e di sintonizzare proprietà come flessibilità, resistenza e temperatura di rammollimento senza dover sintetizzare un monomero nuovo.

Che differenza c’è tra copolimero casuale e a blocchi?

In un copolimero casuale i due monomeri sono mescolati senza ordine lungo la catena, e il materiale ha in genere proprietà intermedie e omogenee. In un copolimero a blocchi lunghi tratti di un monomero si alternano a lunghi tratti dell’altro: i blocchi conservano le proprie proprietà e tendono a separarsi in microdomini, dando spesso materiali con comportamento elastomerico ma rilavorabile.

Che cosa significa che un polimero è reticolato?

Significa che le sue catene sono collegate tra loro da ponti covalenti, formando un’unica rete tridimensionale anziché molecole separate. Un polimero reticolato non può più fondere né sciogliersi: con poche reticolazioni si comporta da elastomero (gomma), con molte da termoindurente rigido e infusibile. La vulcanizzazione della gomma è un esempio di reticolazione controllata.

Perché un polimero lineare si può fondere e uno reticolato no?

Perché nelle catene lineari le molecole sono separate e tenute insieme solo da forze intermolecolari: scaldando, queste forze si vincono, le catene scorrono e il materiale fonde. In un reticolo, invece, le catene sono unite da legami covalenti veri e propri, che il calore non rompe senza degradare il materiale: non c’è uno stato fuso, quindi il termoindurente non si rilavora.

A cosa serve fare un copolimero a blocchi?

Serve a combinare in un solo materiale proprietà che i singoli omopolimeri non avrebbero. Alternando blocchi rigidi e blocchi flessibili si ottengono, per esempio, elastomeri termoplastici: gommosi e deformabili come una gomma, ma fusibili e rilavorabili come una plastica. I poliuretani, con i loro blocchi rigidi e flessibili alternati, sono un esempio classico di questo approccio.

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