Chimica organica

Reazioni, gruppi funzionali e meccanismi spiegati in modo pratico.

7 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica organica

In sintesi

  • È una reazione a catena in cui un radicale apre il doppio legame C=C di un monomero vinilico e si lega a esso, generando un nuovo radicale che aggancia il monomero successivo.
  • L’iniziatore fornisce i radicali liberi che innescano la reazione.
  • Soprattutto per terminazione, quando due radicali di catena si incontrano: nella combinazione le due estremità si uniscono in un solo legame; nella disproporzione un radicale…
  • Perché durante la polimerizzazione radicalica avviene il back-biting: l’estremità radicaliche si ripiega e strappa un idrogeno a un carbonio interno, spostando il radicale e…

La gran parte delle materie plastiche di largo consumo — polietilene, polistirene, PVC — nasce da una reazione a catena in cui un radicale aggancia un monomero dopo l’altro, costruendo una macromolecola in frazioni di secondo. Capire come parte, come cresce e come si ferma questa reazione è il primo passo per controllare le proprietà del polimero finale. Per le caratteristiche dei materiali plastici si rimanda al pilastro dedicato; qui il taglio è il meccanismo.

Vediamo che cosa sono i monomeri vinilici, quali sono le tre fasi della polimerizzazione radicalica, perché nasce la ramificazione e che cosa la distingue dalla polimerizzazione a stadi.

Monomeri vinilici: il punto di attacco

La polimerizzazione per addizione lavora su monomeri che contengono un doppio legame C=C, i cosiddetti monomeri vinilici: etilene (CH2=CH2), stirene, cloruro di vinile (CH2=CHCl), acrilonitrile e molti altri. Il doppio legame è ricco di elettroni e si apre facilmente quando viene aggredito da una specie reattiva: uno dei due legami della doppietta si rompe e mette a disposizione un elettrone per agganciare la catena, lasciando un nuovo centro reattivo all’estremità. La reazione è di addizione perché tutti gli atomi del monomero entrano nel polimero: non si elimina nulla.

monomeri (unità che si ripetono)M+M+M+Mpolimerizzazione–M––M––M––M––M–[]npolimero: l’unità ripetitiva racchiusa, ripetuta n volte
Crescita per addizione. Il radicale apre il doppio legame del monomero vinilico e si lega a esso; il centro reattivo si trasferisce all’estremità della catena, pronto ad agganciare il monomero successivo. La catena cresce un’unità alla volta.

R· + n CH2=CHX  →  R−(CH2−CHX)n·  (addizione, nessun sottoprodotto)

Le tre fasi: inizio, propagazione, terminazione

La polimerizzazione radicalica è una classica reazione a catena in tre stadi. Nell’inizio un iniziatore si scinde in radicali liberi; nella propagazione il radicale aggiunge i monomeri uno dopo l’altro a velocità altissima; nella terminazione due catene radicaliche si incontrano e si disattivano a vicenda.

Fase Cosa accade Specie coinvolte
Inizio l’iniziatore si rompe in radicali e ne nasce il primo addotto col monomero iniziatore → 2 R·
Propagazione il radicale di catena addiziona migliaia di monomeri in frazioni di secondo R−(M)n· + M
Terminazione due radicali si combinano o si scambiano un idrogeno e si spengono 2 catene· → catene morte

L’inizio: gli iniziatori radicalici

Per innescare la reazione serve una sorgente di radicali. Le due famiglie più usate sono i perossidi diacilici, come il perossido di dibenzoile, e i composti azoici: scaldandoli, il legame debole O−O del perossido (o il legame C−N dell’azocomposto, con liberazione di azoto) si rompe in modo omolitico dando due radicali. Ciascun radicale aggancia un primo monomero e fa partire una catena. Basta una piccolissima quantità di iniziatore, perché ogni radicale costruisce una macromolecola intera.

La propagazione: la catena cresce a raffica

Una volta nato il primo radicale di catena, la propagazione è rapidissima: ogni monomero che si addiziona rigenera un radicale all’estremità, pronto ad agganciare il successivo. In una frazione di secondo una singola catena può arrivare a migliaia o decine di migliaia di unità. È una differenza profonda rispetto alla polimerizzazione a stadi: qui le catene ad alto peso molecolare si formano fin dall’inizio della reazione, e nella miscela coesistono monomero ancora libero e polimero già lungo.

La terminazione: combinazione e disproporzione

La crescita si ferma quando due radicali di catena si incontrano. Ci sono due vie. Nella combinazione le due estremità radicaliche si uniscono formando un unico legame C−C: le due catene diventano una sola, più lunga. Nella disproporzione un radicale strappa all’altro un atomo di idrogeno: una catena si chiude con un’estremità satura, l’altra con un doppio legame. Le due vie portano a catene di lunghezza diversa, e il loro peso relativo influenza la distribuzione finale dei pesi molecolari, trattata nell’articolo dedicato.

Trasferimento di catena

Oltre alla terminazione esiste un’altra via che limita la lunghezza: il trasferimento di catena. Il radicale, invece di addizionare un monomero, strappa un atomo (di solito idrogeno) a un’altra molecola — solvente, monomero, polimero già formato o un agente aggiunto apposta. La catena in crescita si chiude, ma il nuovo radicale generato può far partire un’altra catena: la reazione globale non si spegne, ma le catene risultano più corte. Aggiungere agenti di trasferimento è un modo industriale per controllare il peso molecolare.

Polimeri vinilici tipici

Quasi tutti i grandi polimeri di consumo derivano per addizione da un monomero vinilico.

Monomero Polimero Impiego tipico
Etilene polietilene (PE) film, flaconi, tubi
Stirene polistirene (PS) imballaggi, isolanti
Cloruro di vinile PVC tubi, profili, guaine
Propilene polipropilene (PP) fibre, contenitori
Tetrafluoroetilene PTFE rivestimenti antiaderenti

Perché conta nella pratica

Per chi formula o sceglie materie plastiche, sapere che un polimero è ottenuto per via radicalica spiega molte delle sue caratteristiche: la presenza di ramificazioni, una distribuzione dei pesi molecolari piuttosto larga, la possibilità di regolare la lunghezza media con iniziatore e agenti di trasferimento. Riconoscere il meccanismo aiuta a interpretare schede tecniche, a prevedere il comportamento in lavorazione e a dialogare con i fornitori sulle specifiche del grado richiesto. Il passo successivo è capire la famiglia opposta, la polimerizzazione a stadi.

Domande frequenti

Che cos’è la polimerizzazione radicalica per addizione?

È una reazione a catena in cui un radicale apre il doppio legame C=C di un monomero vinilico e si lega a esso, generando un nuovo radicale che aggancia il monomero successivo. Tutti gli atomi del monomero entrano nel polimero, senza eliminazione di sottoprodotti. Procede in tre fasi — inizio, propagazione e terminazione — ed è la via di sintesi di polietilene, polistirene, PVC e molte altre plastiche di consumo.

A cosa serve l’iniziatore?

L’iniziatore fornisce i radicali liberi che innescano la reazione. Si usano in genere perossidi (come il perossido di dibenzoile) o composti azoici: scaldati, il loro legame debole si rompe in modo omolitico dando due radicali. Ne basta pochissimo, perché ogni radicale costruisce un’intera macromolecola. Senza iniziatore i monomeri vinilici restano in genere stabili e non polimerizzano spontaneamente.

Come si ferma la crescita della catena?

Soprattutto per terminazione, quando due radicali di catena si incontrano: nella combinazione le due estremità si uniscono in un solo legame; nella disproporzione un radicale strappa un idrogeno all’altro, lasciando un’estremità satura e una con doppio legame. Esiste anche il trasferimento di catena, in cui il radicale strappa un atomo a un’altra molecola: la catena si chiude ma se ne avvia un’altra, e il peso molecolare resta più basso.

Perché l’LDPE è ramificato e meno denso dell’HDPE?

Perché durante la polimerizzazione radicalica avviene il back-biting: l’estremità radicaliche si ripiega e strappa un idrogeno a un carbonio interno, spostando il radicale e generando rami corti, tipicamente a quattro atomi di carbonio. Queste ramificazioni impediscono alle catene di impacchettarsi, abbassano la cristallinità e quindi la densità. L’HDPE, ottenuto con catalizzatori che danno catene lineari, è più cristallino e denso.

In che cosa differisce dalla polimerizzazione a stadi?

Nella radicalica le catene lunghe si formano fin da subito e coesistono con monomero ancora libero; il peso molecolare alto si raggiunge presto. Nella polimerizzazione a stadi, invece, i monomeri reagiscono a coppie formando dimeri, poi oligomeri, e le catene veramente lunghe compaiono solo a conversioni altissime. Sono due cinetiche profondamente diverse, approfondite nell’articolo dedicato alla condensazione.

Approfondisci

Dalla teoria alla conformità. Se questo argomento riguarda un prodotto che produci, importi o vendi, può tradursi in un obbligo normativo concreto: vedi il nostro servizio di classificazione ed etichettatura CLP e richiedi una verifica del tuo caso.

Vuoi una verifica sul tuo caso?

Raccontaci cosa produci, importi o vendi: ti diciamo con chiarezza cosa serve per essere in regola, senza tecnicismi inutili e senza blocchi di vendita o spedizione.

Risposta entro 24hConsulenti REACH·CLP·ADRVerifica senza impegno
Richiedi una verificaVedi gli articoli

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.