Detergenti e UFI/PCN: cosa serve

Detergenti

Etichettatura, schede dati e conformita’ dei detergenti immessi sul mercato.

7 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Detergenti

In sintesi

  • Un detergente è soggetto alla notifica PCN e all’apposizione dell’UFI sull’etichetta quando la sua classificazione in base al Reg. 1272/2008 (CLP) comporta almeno un pericolo per…
  • L’UFI (Unique Formula Identifier) è un codice alfanumerico di 16 caratteri che collega in modo univoco l’etichetta del prodotto alla notifica PCN depositata all’ECHA.
  • No, la notifica PCN tramite il portale ECHA copre automaticamente solo i Paesi che hanno aderito al sistema centralizzato.
  • La SDS (scheda dati di sicurezza) è obbligatoria per le miscele pericolose ai sensi del REACH (Reg. 1907/2006, art. 31) ed è destinata agli operatori professionali.

Dal 1° gennaio 2021 ogni detergente pericoloso immesso sul mercato UE deve riportare in etichetta un codice UFI e il fornitore deve aver completato la notifica PCN presso l’ECHA. Eppure molte PMI e importatori che trattano prodotti di pulizia si trovano a gestire l’obbligo con informazioni incomplete, confondendo la notifica dei detergenti con quella di altre miscele chimiche o ignorando le specificità del Reg. 648/2004.

Questa guida spiega in modo operativo quando scatta l’obbligo UFI/PCN per i detergenti, come si genera l’UFI, cosa va notificato all’ECHA e quali sono le eccezioni, con riferimento diretto all’Allegato VIII del Reg. 1272/2008 (CLP) e al Reg. CE 648/2004 sui detergenti.

Il quadro normativo: due regolamenti che si sovrappongono

I detergenti immessi sul mercato UE sono soggetti a due regolamenti distinti che si applicano in parallelo:

  • Reg. CE 648/2004 (detergenti): governa composizione, etichettatura specifica per tensioattivi, biodegradabilità, scheda dati ingredienti per uso medico.
  • Reg. CE 1272/2008 (CLP), Allegato VIII: introduce l’obbligo di notifica PCN e UFI per tutte le miscele pericolose destinate ai consumatori o all’uso professionale, inclusi i detergenti classificati.

Un detergente classificato come pericoloso deve rispettare entrambi i regolamenti. Non è sufficiente soddisfare il solo Reg. 648/2004 senza occuparsi della PCN, né viceversa.

Quando scatta l’obbligo UFI/PCN per un detergente

L’obbligo di notifica PCN (Poison Centre Notification) e di apposizione dell’UFI in etichetta si applica quando il detergente è classificato come pericoloso ai sensi del CLP per almeno uno dei seguenti pericoli:

  • Pericoli per la salute: tossicità acuta (qualsiasi via), irritazione/corrosione cutanea, lesioni oculari gravi, irritazione oculare, sensibilizzazione cutanea.
  • Pericoli fisici: liquidi infiammabili (cat. 1-3), aerosol infiammabili, gas infiammabili.
  • Pericoli per l’ambiente: tossicità acquatica acuta cat. 1 (solo se il prodotto è destinato al pubblico).

Se il detergente non rientra in nessuna di queste classi, non è soggetto né a PCN né a UFI, sebbene rimangano gli altri obblighi del Reg. 648/2004.

Scadenze di applicazione per categoria di utenti

Tipo di prodotto Scadenza obbligo PCN+UFI Note
Miscele pericolose per consumatori 1 gennaio 2021 Include detergenti domestici classificati pericolosi
Miscele pericolose per uso professionale 1 gennaio 2021 Include detergenti professionali (HoReCa, industria)
Miscele pericolose per uso industriale 1 gennaio 2024 Prodotti destinati solo a processi industriali
Prodotti già sul mercato prima delle scadenze 31 dicembre 2025 (transitorio) Possibile commercializzare scorte con vecchia etichetta fino esaurimento, entro il 1/1/2025 la notifica PCN va comunque completata

Cos’è l’UFI e come si genera

L’UFI (Unique Formula Identifier) è un codice di 16 caratteri alfanumerici che collega in modo univoco l’etichetta fisica del prodotto alla notifica PCN depositata all’ECHA. Questa corrispondenza è fondamentale: in caso di intossicazione, il medico o il centro antiveleni può accedere alla composizione dettagliata tramite il codice sull’imballaggio.

Per generare un UFI:

  1. Accedere al UFI Generator disponibile gratuitamente sul sito ECHA.
  2. Inserire il VAT number europeo dell’azienda (es. IT01234567890).
  3. Assegnare un numero di formulazione interno (intero da 0 a 268.435.455).
  4. Il sistema genera automaticamente il codice UFI.
  5. Riportarlo in etichetta nel formato: UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX.

Ogni variazione di formulazione richiede un nuovo UFI. Cambiare fornitore di una materia prima mantenendo la stessa funzione non genera automaticamente l’obbligo di nuovo UFI, ma se cambia la classificazione del prodotto finale, la notifica PCN va aggiornata e l’UFI va rigenerato.

La notifica PCN: cosa comunicare all’ECHA

La notifica PCN va effettuata tramite il portale ECHA CPNP (Chemicals Products Notification Portal), prima dell’immissione sul mercato. I dati richiesti variano in funzione del livello di trasmissione scelto:

  • Livello completo (complete submission): composizione chimica dettagliata con percentuali o range di concentrazione, identificatori CAS/EC per ogni componente, classificazione CLP della miscela.
  • Livello generico (generic submission): possibile solo in casi limitati per prodotti con formulazioni molto simili (product group concept).

Per i detergenti professionali con tensioattivi anionici e alcalinità elevata, la notifica completa è quasi sempre necessaria. Il portale accetta file XML (formato CPNP) o inserimento manuale.

Etichettatura UFI: requisiti di posizionamento

L’UFI deve comparire sull’etichetta o sull’imballaggio in modo leggibile, indelebile e visibile. Non esiste un obbligo di posizionamento in un punto specifico, ma le linee guida ECHA raccomandano di inserirlo vicino alle informazioni di pericolo o al testo delle istruzioni di primo soccorso. La dimensione minima non è fissata dal regolamento, ma deve essere leggibile. Sull’etichetta deve sempre essere preceduto dalla sigla “UFI:”.

Casi particolari: prodotti multifunzione e co-formulatori

Alcuni detergenti professionali sono formulati da un co-formulatore che poi cede il prodotto a un’azienda che lo rivende con marchio proprio (private label). In questi casi:

  • Il responsabile dell’immissione sul mercato (il titolare del marchio) è responsabile della notifica PCN.
  • Il co-formulatore può condividere la notifica con il cliente tramite il meccanismo di token di accesso ECHA, evitando di duplicare la notifica stessa.
  • Se il prodotto è riformulato dal private label, la responsabilità di una nuova notifica ricade sul rivenditore/produttore del marchio.

Sanzioni e vigilanza in Italia

In Italia, la vigilanza sull’applicazione dell’Allegato VIII CLP per i detergenti è affidata principalmente all’ICQRF (Ispettorato centrale qualità e repressione frodi) per i prodotti di largo consumo e alle ASL per quelli professionali. Le sanzioni previste dal D.Lgs. 133/1992 (attuativo del Reg. 648/2004) comprendono ammende fino a 15.000 euro per omessa o non conforme etichettatura. Per le violazioni CLP si applica il D.Lgs. 66/2020 che può comportare sospensione della commercializzazione e ritiro dal mercato.

Domande frequenti

Quando un detergente è soggetto all’obbligo UFI/PCN?

Un detergente è soggetto alla notifica PCN e all’apposizione dell’UFI sull’etichetta quando la sua classificazione in base al Reg. 1272/2008 (CLP) comporta almeno un pericolo per la salute o fisico. La soglia pratica: se il prodotto è classificato come irritante, corrosivo, tossico acuto o infiammabile, l’UFI è obbligatorio e la notifica va inviata all’ECHA entro la data di immissione sul mercato.

Cos’è l’UFI e come si genera?

L’UFI (Unique Formula Identifier) è un codice alfanumerico di 16 caratteri che collega in modo univoco l’etichetta del prodotto alla notifica PCN depositata all’ECHA. Si genera gratuitamente tramite il tool ufficiale ECHA UFI Generator, inserendo il VAT number dell’azienda e un numero di formulazione interno. Deve comparire sull’etichetta nella forma UFI: XXXX-XXXX-XXXX-XXXX.

La notifica PCN vale in tutti gli Stati UE?

No. La notifica PCN tramite il portale ECHA copre automaticamente solo i Paesi che hanno aderito al sistema centralizzato. Per altri Stati UE che mantengono portali nazionali (es. Francia con INRS) è necessaria una notifica separata. Prima di esportare, verificare sempre il recepimento dell’Allegato VIII CLP nel Paese di destinazione.

Qual è la differenza tra SDS e scheda dati degli ingredienti per i detergenti?

La SDS (scheda dati di sicurezza) è obbligatoria per le miscele pericolose ai sensi del REACH (Reg. 1907/2006, art. 31) ed è destinata agli operatori professionali. La scheda dati degli ingredienti è invece uno strumento specifico del Reg. 648/2004, redatta ai sensi dell’art. 9, riservata al personale medico per gestire intossicazioni: non è pubblica e ha un formato distinto dalla SDS.

Serve la PCN anche per un detergente già classificato come non pericoloso?

No. Se un detergente non è classificato come pericoloso ai sensi del CLP, non scatta l’obbligo di notifica PCN né di apposizione dell’UFI. Rimangono comunque gli altri obblighi del Reg. 648/2004: etichettatura con tensioattivi per classe, scheda dati ingredienti su richiesta medica, e biodegradabilità documentata.

Verifica la conformità UFI/PCN del tuo detergente

Se il tuo prodotto è classificato pericoloso, la notifica PCN deve essere completata prima della vendita. Richiedi una verifica tecnica: controlliamo classificazione CLP, generazione UFI, completezza della notifica e conformità al Reg. 648/2004.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).