Conformita’ chimica
Guida pratica alla conformita’ dei prodotti chimici per imprese ed e-commerce.
In sintesi
- Ogni famiglia di piani reticolari (hkl) ha una propria distanza interplanare dhkl e, per la legge di Bragg, diffrange a un angolo preciso.
- Dipende dagli indici e dai parametri della cella.
- Per via delle estinzioni sistematiche: a seconda di come gli atomi sono disposti nella cella, alcune riflessioni si cancellano per interferenza distruttiva.
- Significa assegnare a ciascun picco osservato la sua terna di indici di Miller (hkl) e ricavarne il sistema cristallino, i parametri di cella e il tipo di reticolo.
Ogni picco di un diffrattogramma corrisponde a una famiglia di piani reticolari, individuata da una terna di numeri: gli indici di Miller (hkl). Capire come i piani (hkl) si traducono in picchi, e come la loro spaziatura d dipende dagli indici e dai parametri di cella, e cio che permette di indicizzare un pattern e di risalire alla struttura del cristallo.
Vediamo che cosa lega un picco a una famiglia di piani (hkl), come la distanza interplanare d dipende dagli indici, perche alcune riflessioni sono assenti e come tutto questo serve a indicizzare un diffrattogramma.
Da una famiglia di piani a un picco
Una famiglia di piani reticolari paralleli ed equidistanti e identificata dagli indici di Miller (hkl), che sono in sostanza i reciproci delle intercette dei piani sugli assi della cella. A ogni famiglia (hkl) corrisponde una distanza interplanare dhkl, e quindi — via legge di Bragg — un angolo di diffrazione preciso. Il legame e diretto: ogni picco del diffrattogramma e l’eco di una specifica famiglia di piani. Gli indici di Miller, qui usati come etichette dei picchi, sono trattati in dettaglio nel pilastro dedicato; qui interessa il loro ruolo nella diffrazione.
La distanza interplanare in funzione degli indici
La spaziatura dhkl dipende dagli indici (hkl) e dai parametri della cella elementare. Per il caso piu semplice, un reticolo cubico di lato a, la relazione e particolarmente compatta.
1dhkl2 = h2 + k2 + l2a2
Da qui si vede che, in un cubico, piani con indici piu alti hanno d piu piccolo e quindi diffrangono a angolo maggiore. Per sistemi meno simmetrici (tetragonale, ortorombico, fino al triclino) la formula si complica perche compaiono piu parametri di cella e gli angoli fra gli assi, ma il principio resta: nota la simmetria e i parametri, si calcola dhkl per ogni (hkl), e con la legge di Bragg si prevede dove cadra ogni picco.
Riflessioni assenti: le estinzioni sistematiche
Non tutte le famiglie di piani producono un picco. A seconda di come gli atomi sono disposti nella cella, alcune riflessioni vengono cancellate per interferenza: sono le estinzioni sistematiche. In un reticolo cubico a corpo centrato (bcc), per esempio, compaiono solo le riflessioni con h+k+l pari; in uno cubico a facce centrate (fcc) solo quelle con h, k, l tutti pari o tutti dispari. Queste regole non sono un fastidio, anzi: la sequenza dei picchi presenti e assenti rivela il tipo di reticolo, ed e una delle prime informazioni che si estraggono indicizzando un diffrattogramma.
| Reticolo | Riflessioni permesse | Prime (hkl) attese |
|---|---|---|
| Cubico semplice | tutte | (100), (110), (111), (200) |
| Cubico bcc | h+k+l pari | (110), (200), (211), (220) |
| Cubico fcc | h,k,l tutti pari o tutti dispari | (111), (200), (220), (311) |
Indicizzare un diffrattogramma
Mettere insieme i pezzi significa indicizzare: assegnare a ogni picco osservato la sua terna (hkl) e, da li, ricavare il sistema cristallino, i parametri di cella e il tipo di reticolo. Si parte dagli angoli misurati, si convertono in dhkl con la legge di Bragg, si cercano gli indici che riproducono quella sequenza di spaziature rispettando le estinzioni sistematiche. Per i casi cubici il calcolo e diretto; per sistemi a bassa simmetria si ricorre a programmi di indicizzazione. E il primo passo per passare da un pattern di picchi a una descrizione quantitativa della struttura cristallina.
Perche conta nella pratica
Il legame fra piani (hkl) e picchi e cio che trasforma un diffrattogramma da semplice impronta in una mappa della struttura. Indicizzare un pattern permette di determinare il sistema cristallino, i parametri di cella e il tipo di reticolo, e di seguirne le variazioni: la dilatazione termica, l’effetto di una soluzione solida, le tensioni di un film sottile si leggono nello spostamento dei picchi (hkl). Per chi caratterizza materiali, capire questa corrispondenza e la differenza fra leggere un diffrattogramma come una lista di angoli e leggerlo come la descrizione geometrica di un cristallo.
Domande frequenti
Che cosa lega un picco di diffrazione a una famiglia di piani?
Ogni famiglia di piani reticolari (hkl) ha una propria distanza interplanare dhkl e, per la legge di Bragg, diffrange a un angolo preciso. Esiste quindi una corrispondenza diretta: ogni picco del diffrattogramma e prodotto da una specifica famiglia di piani. Assegnare a ogni picco la sua terna (hkl) e cio che si chiama indicizzazione del pattern.
Come dipende la distanza interplanare dagli indici di Miller?
Dipende dagli indici e dai parametri della cella. Per un reticolo cubico di lato a vale 1/dhkl2 = (h2+k2+l2)/a2: piani con indici piu alti hanno d piu piccolo e diffrangono a angolo maggiore. Per sistemi a simmetria piu bassa la formula coinvolge piu parametri di cella e gli angoli fra gli assi, ma il principio resta lo stesso.
Perche alcune riflessioni (hkl) sono assenti?
Per via delle estinzioni sistematiche: a seconda di come gli atomi sono disposti nella cella, alcune riflessioni si cancellano per interferenza distruttiva. In un reticolo a corpo centrato compaiono solo i picchi con h+k+l pari, in uno a facce centrate solo quelli con h, k, l tutti pari o tutti dispari. Queste assenze non sono un difetto, ma rivelano il tipo di reticolo.
Che cosa significa indicizzare un diffrattogramma?
Significa assegnare a ciascun picco osservato la sua terna di indici di Miller (hkl) e ricavarne il sistema cristallino, i parametri di cella e il tipo di reticolo. Si convertono gli angoli in distanze interplanari con la legge di Bragg e si cercano gli indici che riproducono quella sequenza rispettando le estinzioni sistematiche. E il primo passo verso la determinazione della struttura.
Si puo indicizzare un cubico a mano?
Si, ed e un controllo utile. Per un cubico vale sin2θ proporzionale a (h2+k2+l2): i rapporti fra i sin2θ dei picchi sono numeri interi, la cui sequenza distingue reticolo semplice, a corpo centrato e a facce centrate. Da li si ricava il parametro di cella a. Per sistemi a bassa simmetria conviene invece usare programmi di indicizzazione dedicati.
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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.