📚 Parte della guida Impara la chimicaStato solido e cristallografia

Stato solido e cristallografia

Reticoli, diffrazione e struttura dei materiali cristallini.

6 min di letturaAggiornato il 10/06/2026stato solido cristallografia

In sintesi

  • λ è la lunghezza d’onda dei raggi X, d la distanza fra piani reticolari paralleli, θ l’angolo fra raggio e piano, n l’ordine di diffrazione.
  • Perché il rivelatore registra l’angolo fra il fascio incidente e quello diffratto, che è il doppio dell’angolo di Bragg.
  • Con dhkl = a/√(h²+k²+l²), dove a è il parametro di cella e (hkl) gli indici di Miller del piano.
  • A stimare la dimensione dei cristalliti dalla larghezza dei picchi: D = Kλ/(βcosθ).

La diffrazione dei raggi X è lo strumento principe per risolvere le strutture cristalline, e la legge di Bragg (nλ = 2d·sinθ) ne è il cuore. Questi sei esercizi svolti allenano i calcoli tipici: angoli di diffrazione, distanze interplanari, ordini di riflessione e dimensione dei cristalliti con l’equazione di Scherrer. Si usa la radiazione Cu Kα (λ = 1,5406 Å), la sorgente più comune nei diffrattometri da laboratorio. Le stesse relazioni valgono per qualunque lunghezza d’onda, dai raggi X di sincrotrone ai neutroni.

piano 1piano 2dθInterferenza costruttiva quando il cammino extra 2d·sinθ = nλ
Diffrazione di Bragg. I raggi riflessi da piani successivi interferiscono costruttivamente quando la differenza di cammino 2d·sinθ vale nλ.

Riflessioni permesse nei reticoli cubici

Piani (hkl) h²+k²+l² Reticolo che li permette
(100) 1 Cubico semplice
(110) 2 Cubico semplice, BCC
(111) 3 Cubico semplice, FCC
(200) 4 Tutti
(220) 8 Tutti
Base

Esercizio 1 — Angolo di diffrazione dalla legge di Bragg

Per i piani (200) del NaCl la distanza interplanare è d = 2.82 Å. A quale angolo 2θ si osserva la riflessione del primo ordine (n=1) con Cu Kα?

Dati
λ (Cu Kα) 1.541 Å
d (200) 2.82 Å
n 1
Soluzione passo per passo

Si isola sinθ dalla legge di Bragg:

sinθ = nλ/(2d) = 1,5406/(2·2,82) = 0.273

Da cui θ = 15.85° e l’angolo misurato 2θ = 31.7°, in accordo con il picco sperimentale del NaCl.

Base

Esercizio 2 — Ricavare la distanza interplanare dal diffrattogramma

Un picco di diffrazione compare a 2θ = 31.7° con Cu Kα. Calcola la distanza interplanare d corrispondente.

Dati
31.7°
λ 1.541 Å
Soluzione passo per passo

Si inverte la legge di Bragg (n=1):

d = λ/(2·sinθ) = 1,5406/(2·sin 15.85°) = 2.82 Å

d = 2.82 Å: si ritrova esattamente il valore dei piani (200) del NaCl. È così che da ogni picco si risale a una famiglia di piani.

Intermedio

Esercizio 3 — Dalla cella cubica all’angolo: Al (111)

L’alluminio è FCC con parametro di cella a = 4.05 Å. Calcola la distanza interplanare dei piani (111) e l’angolo 2θ della relativa riflessione.

Dati
a (Al, FCC) 4.05 Å
piani (111)
Soluzione passo per passo

Per un cristallo cubico la distanza interplanare è:

dhkl = a/√(h²+k²+l²) = 4,05/√3 = 2.338 Å

Applicando Bragg: sinθ = 1,5406/(2·2.338) = 0.329, quindi 2θ = 38.47°, il riflesso principale dell’alluminio.

Intermedio

Esercizio 4 — Diffrazione del secondo ordine

Sugli stessi piani (200) del NaCl (d = 2.82 Å) a quale 2θ compare la riflessione del secondo ordine (n=2)?

Dati
d 2.82 Å
n 2
Soluzione passo per passo

Con n=2 il cammino extra raddoppia:

sinθ = 2λ/(2d) = λ/d = 1,5406/2,82 = 0.546

θ = 33.11°, quindi 2θ = 66.23°. La riflessione di ordine superiore cade ad angoli più alti: equivale a osservare i piani (400).

Intermedio

Esercizio 5 — Dimensione dei cristalliti con Scherrer

Il picco (111) dell’alluminio (θ ≈ 19.23°) ha una larghezza a metà altezza β = 0.005 rad. Stima la dimensione media dei cristalliti con K = 0.9.

Dati
β 0.005 rad
θ 19.23°
K 0.9
λ 0.1541 nm
Soluzione passo per passo

L’equazione di Scherrer lega l’allargamento del picco alla dimensione dei domini cristallini:

D = Kλ/(β·cosθ) = 0,9·0,15406/(0,005·cos 19.23°) = 29.37 nm

D ≈ 29.37 nm: cristalliti nanometrici. Picchi più larghi indicano domini più piccoli; un monocristallo darebbe picchi strettissimi.

Avanzato

Esercizio 6 — Indicizzare i picchi: i rapporti sin²θ

In un metallo FCC i primi due picchi sono i piani (111) e (200). Qual è il rapporto fra i loro sin²θ e perché serve a riconoscere il reticolo?

Dati
(111) h²+k²+l² = 3
(200) h²+k²+l² = 4
Soluzione passo per passo

Poiché sin²θ ∝ (h²+k²+l²)/a², il rapporto fra due picchi dipende solo dalle somme dei quadrati degli indici:

sin²θ(200)/sin²θ(111) = 4/3 = 1.333

Il rapporto 1.333 (cioè 3:4) è la firma del reticolo FCC, dove sono permessi solo i piani con indici tutti pari o tutti dispari (111, 200, 220…). Il BCC darebbe invece la sequenza 2,4,6…

Domande frequenti

Cosa significano i termini della legge di Bragg?

λ è la lunghezza d’onda dei raggi X, d la distanza fra piani reticolari paralleli, θ l’angolo fra raggio e piano, n l’ordine di diffrazione. L’interferenza è costruttiva solo quando il cammino extra 2d·sinθ è un multiplo intero di λ.

Perché si misura 2θ e non θ?

Perché il rivelatore registra l’angolo fra il fascio incidente e quello diffratto, che è il doppio dell’angolo di Bragg. Nei diffrattogrammi l’asse è sempre 2θ: per usare Bragg si divide per due.

Come ricavo d in un cristallo cubico?

Con dhkl = a/√(h²+k²+l²), dove a è il parametro di cella e (hkl) gli indici di Miller del piano. Piani a indici bassi hanno d grande e diffrangono ad angoli piccoli.

A cosa serve l’equazione di Scherrer?

A stimare la dimensione dei cristalliti dalla larghezza dei picchi: D = Kλ/(βcosθ). Domini piccoli (nanometrici) allargano i picchi; è molto usata per nanomateriali e polveri.

Perché alcuni piani non danno picchi?

Per le regole di estinzione dovute al tipo di reticolo: nel FCC sono permessi solo i piani con h, k, l tutti pari o tutti dispari; nel BCC quelli con h+k+l pari. Le riflessioni assenti sono la chiave per identificare il reticolo. Confrontando lo schema dei picchi presenti e assenti con le regole di estinzione si risale al tipo di cella e, dalla posizione del primo picco, al parametro reticolare a: è il primo passo di ogni analisi strutturale ai raggi X.

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