Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica analitica

In sintesi

  • È un sensore potenziometrico la cui membrana risponde preferenzialmente a uno ione specifico, sviluppando un potenziale proporzionale al logaritmo della sua attività, secondo…
  • Tre famiglie principali: le membrane di vetro (per ioni idrogeno e sodio), le membrane a stato solido a base di sali cristallini poco solubili (come LaF₃ per il fluoruro o…
  • È il parametro che misura quanto un ione interferente disturba la risposta dell’elettrodo rispetto allo ione bersaglio.
  • Molti ioni di interesse pratico: fluoruro, potassio, sodio, nitrato, calcio, cloruro, ammonio, solfuro e altri.

L’elettrodo a vetro misura gli ioni idrogeno, ma lo stesso principio può essere esteso a molti altri ioni: nascono così gli elettrodi iono-selettivi (ISE), sensori che rispondono in modo preferenziale a uno ione specifico. Sono strumenti rapidi ed economici per misurare fluoruro, potassio, sodio, nitrato, calcio e altri ioni direttamente in soluzione, molto usati nel controllo di processo e ambientale.

Vediamo come funziona un ISE, che cosa sono le membrane selettive, perché la selettività non è mai perfetta (coefficiente di selettività), quali ioni si possono misurare e come si gestiscono le interferenze.

Lo stesso principio, ioni diversi

Un elettrodo iono-selettivo è, in essenza, una membrana che separa la soluzione campione da una soluzione interna di riferimento e che sviluppa un potenziale dipendente dall’attività dello ione di interesse. Il potenziale segue l’equazione di Nernst, con una pendenza vicina a 59 mV/decade per gli ioni monovalenti e a 29,5 mV/decade per i bivalenti. La differenza rispetto all’elettrodo a vetro sta nel materiale della membrana, scelto per essere selettivo verso un dato ione.

mVelettrodorif. internosoluzione internarif. esternomembranaselettiva allo ionecampione (attività ionica a)E ∝ log a
Struttura di un elettrodo iono-selettivo. Una membrana selettiva separa la soluzione interna di riferimento dal campione. Il potenziale che si sviluppa attraverso la membrana dipende dall’attività dello ione bersaglio, secondo una relazione nernstiana; un elettrodo di riferimento chiude il circuito di misura.

I tipi di membrana selettiva

La selettività nasce dal materiale della membrana, che lascia interagire preferenzialmente un certo ione. Si distinguono alcune grandi famiglie: le membrane di vetro (per H⁺ e Na⁺), le membrane a stato solido a base di sali cristallini poco solubili (per esempio LaF₃ per il fluoruro, sali d’argento per alogenuri e solfuro), e le membrane liquide o polimeriche contenenti uno ionoforo, una molecola che lega selettivamente lo ione (per esempio per il potassio o il calcio).

La selettività non è perfetta

Nessun ISE risponde a un solo ione: ogni membrana risponde, sia pure debolmente, anche ad altri ioni «interferenti». La misura di quanto un interferente disturba è il coefficiente di selettività. Un valore piccolo significa che l’elettrodo preferisce nettamente lo ione bersaglio; un valore vicino a uno significa che l’elettrodo confonde i due ioni. L’equazione che descrive la risposta in presenza di interferenti è l’equazione di Nikolsky-Eisenman.

E = costante + 0,059zi · log( ai + Σ Kij · ajzi/zj )

Nella formula, ai è l’attività dello ione bersaglio, aj quella dell’interferente e Kij il coefficiente di selettività. Conoscere i coefficienti di selettività di un elettrodo è indispensabile per giudicare se è adatto a un certo campione: se l’interferente è presente in concentrazione molto maggiore del bersaglio, anche un coefficiente piccolo può falsare la misura.

Quali ioni si possono misurare

Esiste un ISE per moltissimi ioni di interesse pratico. La tabella seguente raccoglie i casi più comuni, con il tipo di membrana e un’interferenza tipica da sorvegliare.

Ione Tipo di membrana Interferenze tipiche
Fluoruro (F⁻) stato solido (LaF₃) OH⁻ a pH alto
Potassio (K⁺) liquida/polimerica (valinomicina) NH₄⁺, Cs⁺
Sodio (Na⁺) vetro H⁺, Ag⁺
Nitrato (NO₃⁻) liquida/polimerica Cl⁻, ClO₄⁻
Calcio (Ca²⁺) liquida/polimerica Mg²⁺, Zn²⁺
Cloruro (Cl⁻) stato solido (AgCl/Ag₂S) Br⁻, I⁻, S²⁻

Gestire le interferenze e la forza ionica

Due accorgimenti rendono affidabili le misure con ISE. Primo, controllare il pH: molti ioni cambiano forma chimica con il pH (il fluoruro forma HF, i solfuri si protonano), quindi un tampone è spesso indispensabile. Secondo, fissare la forza ionica con un aggiustatore (TISAB/ISA), così che il coefficiente di attività resti costante fra standard e campioni e la lettura sia proporzionale alla concentrazione. Con questi accorgimenti, e una taratura corretta, gli ISE danno risultati rapidi e affidabili su un’ampia gamma di concentrazioni.

Perché conta nella pratica

Gli elettrodi iono-selettivi offrono al tecnico un modo rapido, economico e diretto per misurare ioni che altrimenti richiederebbero la cromatografia ionica o l’assorbimento atomico: il fluoruro nelle acque, il sodio nelle caldaie, il nitrato negli ambienti, il calcio nei processi. Conoscere i loro limiti — selettività imperfetta, dipendenza dal pH e dalla forza ionica — permette di usarli correttamente, scegliere l’elettrodo giusto per il campione e riconoscere quando un’interferenza sta falsando il dato, evitando decisioni di processo basate su misure inattendibili.

Domande frequenti

Che cos’è un elettrodo iono-selettivo?

È un sensore potenziometrico la cui membrana risponde preferenzialmente a uno ione specifico, sviluppando un potenziale proporzionale al logaritmo della sua attività, secondo l’equazione di Nernst. Estende a molti ioni il principio dell’elettrodo a vetro per il pH, permettendo di misurare direttamente in soluzione ioni come fluoruro, potassio, sodio, nitrato e calcio.

Quali tipi di membrana esistono?

Tre famiglie principali: le membrane di vetro (per ioni idrogeno e sodio), le membrane a stato solido a base di sali cristallini poco solubili (come LaF₃ per il fluoruro o sali d’argento per gli alogenuri) e le membrane liquide o polimeriche contenenti uno ionoforo che lega selettivamente lo ione (per potassio o calcio). Il materiale determina la selettività del sensore.

Che cos’è il coefficiente di selettività?

È il parametro che misura quanto un ione interferente disturba la risposta dell’elettrodo rispetto allo ione bersaglio. Un valore piccolo indica un elettrodo molto selettivo; un valore vicino a uno indica che l’elettrodo confonde i due ioni. Compare nell’equazione di Nikolsky-Eisenman ed è indispensabile per giudicare se un ISE è adatto a un dato campione.

Quali ioni si possono misurare con gli ISE?

Molti ioni di interesse pratico: fluoruro, potassio, sodio, nitrato, calcio, cloruro, ammonio, solfuro e altri. Ogni ione ha il suo elettrodo, con una membrana adatta e interferenze specifiche da sorvegliare. La scelta dell’elettrodo dipende dallo ione bersaglio, dalle concentrazioni attese e dagli interferenti presenti nel campione.

Perché serve un aggiustatore di forza ionica con gli ISE?

Perché l’elettrodo risponde all’attività dello ione, che ad alta forza ionica è minore della concentrazione. L’aggiustatore (TISAB/ISA) porta standard e campioni alla stessa forza ionica elevata, così che il coefficiente di attività resti costante e la lettura sia proporzionale alla concentrazione. Spesso lo stesso reagente fissa anche il pH e neutralizza alcune interferenze.

Approfondisci

Dalla teoria alla conformità. Se questo argomento riguarda un prodotto che produci, importi o vendi, può tradursi in un obbligo normativo concreto: vedi il nostro servizio di redazione delle schede di sicurezza (SDS) e richiedi una verifica del tuo caso.

Vuoi una verifica sul tuo caso?

Raccontaci cosa produci, importi o vendi: ti diciamo con chiarezza cosa serve per essere in regola, senza tecnicismi inutili e senza blocchi di vendita o spedizione.

Risposta entro 24hConsulenti REACH·CLP·ADRVerifica senza impegno
Richiedi una verificaVedi gli articoli

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.