Chimica fisica

Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.

7 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica fisica

In sintesi

  • È la collezione di tutti i microstati di un sistema isolato (E, V, N costanti) compatibili con i valori macroscopici.
  • W è il numero di microstati accessibili; kB è la costante di Boltzmann.
  • Perché la condizione di equilibrio termico tra due sistemi in contatto è che il numero totale di microstati W1·W2 sia massimo.
  • No: è un postulato.

Un sistema fisico isolato — energia fissa, volume fisso, numero di
particelle fisso — può comunque trovarsi in un numero astronomico di configurazioni
microscopiche diverse. L’insieme microcanonico è il formalismo che
governa questa moltitudine: esso assegna la stessa probabilità a ciascuna configurazione
accessibile, e da quella semplice regola ricava tutta la termodinamica dell’equilibrio.

In questo spoke esploriamo il postulato fondamentale, il conteggio dei microstati,
la celebre relazione di Boltzmann S = kB ln W e il collegamento con la termodinamica
classica. Il livello è avanzato: gli insiemi statistici, non la singola molecola.

Lo spazio delle fasi e i microstati

Un sistema classico di N particelle in tre dimensioni ha 6N gradi di libertà:
3N coordinate e 3N momenti. Ogni suo stato istantaneo è un punto nello
spazio delle fasi a 6N dimensioni. Poiché le variabili continue
sono indeterminate entro un limite quantistico (δq · δp ≈ ħ),
lo spazio delle fasi si divide in celle discretizzate di volume h3N: ogni cella
è un microstato.

Per un sistema isolato con energia compresa tra E* e E* + δE, il numero di
microstati accessibili è indicato con W (o Ω). Questa quantità dipende
da E, V, N e cresce in modo straordinariamente rapido con l’energia e con il numero
di particelle — per un gas ideale di N atomi, W cresce come E3N/2.
È quella crescita vorticosa a rendere il massimo di W il punto di equilibrio.

Numero di microstati W vs energiaWE →12345678910E* (isolato)W massimoIl postulato di eguale probabilità a priori vale solo nella striscia E* < E < E* + δE; W cresce come potenza di E.
Numero di microstati W vs energia. Per un sistema isolato W cresce come una potenza molto elevata dell’energia; il valore E* corrispondente al massimo di W è quello che il sistema assume all’equilibrio. Il postulato garantisce che tutti i microstati nella striscia (E*, E* + δE) siano equiprobabili.

Il postulato di eguale probabilità a priori

Il cuore dell’insieme microcanonico è un unico postulato, non dimostrabile ma
coerente con l’esperienza: per un sistema isolato all’equilibrio, tutti i microstati
compatibili con i valori macroscopici (E, V, N) sono ugualmente probabili.

Questo è esattamente ciò che si chiama distribuzione microcanonica:
la funzione di probabilità ha forma a gradino — uniforme nella finestra energetica
ammessa, nulla altrove. Non serve sapere la dinamica microscopica: basta contare.

L’entropia di Boltzmann

Il legame tra il conteggio dei microstati e la termodinamica è fornito dalla
formula di Boltzmann:

S = kB ln W

W(E, V, N) = numero di microstati con energia in (E, E + δE)

Questa relazione è incisa sulla tomba di Boltzmann a Vienna — non per
scelta romantica, ma perché è davvero il pilastro dell’intera costruzione.
kB = 1.381 × 10−23 J/K è la costante di Boltzmann.
L’entropia diventa così una misura logaritmica del numero di configurazioni
microscopiche disponibili: più microstati ha a disposizione il sistema, più alta
è l’entropia.

Il collegamento con la termodinamica

Dall’equazione S = kB ln W si ricavano le grandezze termodinamiche fondamentali.
La temperatura è definita come:

1T = ∂S∂E  a V, N costanti

e analogamente la pressione p = T (∂S/∂V)E,N e il potenziale chimico
μ = −T (∂S/∂N)E,V. Tutte queste grandezze emergono come derivate
di ln W: la termodinamica è codificata nell’architettura statistica del sistema.

Vale la pena fermarsi su un dettaglio sottile: la definizione di temperatura richiede
che ∂S/∂E sia la stessa per due sistemi in equilibrio termico. Questo si dimostra
mostrando che, quando due sistemi si mettono in contatto, il prodotto W1 · W2
è massimizzato proprio quando le loro derivate (∂ ln W/∂E) coincidono: la temperatura
uguale è la condizione di equilibrio, non un postulato aggiuntivo.

Il teorema di Liouville e la stabilità dell’equilibrio

Il PUPA descrive l’equilibrio, ma non dice perché il sistema ci arriva. A ciò risponde
il teorema di Liouville: la densità di probabilità ρ nello spazio
delle fasi evolve come un fluido incomprimibile, conservando il suo volume. La conseguenza è
che, se il sistema è all’equilibrio (ρ uniforme sui microstati), vi rimane per sempre.
Il teorema H di Boltzmann completa il quadro dimostrando che un sistema fuori equilibrio
si avvicina all’equilibrio in tempo finito: stabilità e attrattività sono garantite.

Confronto con i concetti di partizione molecolare

Chi ha già studiato la funzione di partizione molecolare z (il prodotto su i di e−βεi)
ricordi che quella è una proprietà della singola molecola immersa in un bagno termico.
Qui siamo a un livello superiore: stiamo contando i microstati dell’intero sistema — N
molecole insieme — senza ancora specificare la temperatura. La funzione di partizione di sistema Z,
che incontreremo nell’insieme canonico, è l’analogo collettivo.

Riepilogo: grandezze termodinamiche dal microcanonico

Grandezza Definizione microscopica Connessione con S
Entropia S kB ln W definizione
Temperatura T (∂ ln W / ∂E)V,N T = (∂S/∂E)−1
Pressione p kBT (∂ ln W / ∂V)E,N p = T (∂S/∂V)E,N
Pot. chimico μ −kBT (∂ ln W / ∂N)E,V μ = −T (∂S/∂N)E,V

Domande frequenti

Che cos’è l’insieme microcanonico?

È la collezione di tutti i microstati di un sistema isolato (E, V, N costanti)
compatibili con i valori macroscopici. Per il postulato fondamentale tutti questi microstati
hanno uguale probabilità. È il punto di partenza della meccanica statistica
all’equilibrio.

Che cosa significa S = kB ln W?

W è il numero di microstati accessibili; kB è la costante di Boltzmann.
Il logaritmo garantisce che l’entropia sia estensiva (S si somma per sistemi indipendenti). La formula
è il ponte tra la descrizione microscopica (conteggio delle configurazioni) e la grandezza
macroscopica entropia della termodinamica classica.

Perché la temperatura emerge da una derivata di S?

Perché la condizione di equilibrio termico tra due sistemi in contatto è che il
numero totale di microstati W1·W2 sia massimo. Derivando rispetto alla
ripartizione dell’energia si trova che &partial;(ln W1)/∂E1 = &partial;(ln W2)/∂E2,
cioè le temperature (1/T = ∂S/∂E) coincidono. Temperatura uguale = equilibrio.

Il postulato fondamentale è dimostrabile?

No: è un postulato. Non si deduce dalla meccanica classica o quantistica. Va giustificato
a posteriori dalla coerenza delle previsioni con l’esperienza. La sua forza è che, assunto questo
solo assioma, tutta la termodinamica ne segue in modo rigoroso.

Come si collega il microcanonico all’ensemble canonico?

Il canonico si ottiene mettendo il sistema a contatto con un bagno termico molto più grande.
Applicando il PUPA all’unione (sistema + bagno) e sfruttando che l’energia del sistema è
trascurabile rispetto a quella totale, si ricava la distribuzione di Boltzmann per i microstati
del sistema. L’insieme microcanonico è quindi il punto di partenza logico.

Quando è utile l’insieme microcanonico in pratica?

Negli esperimenti di dinamica molecolare (MD) in cui si conservano E, V, N — il cosiddetto
ensemble NVE. È anche la base per dimostrare i teoremi di Liouville e H. In pratica,
per calcoli termodinamici convenzionali si preferisce il canonico (T, V, N fissi) perché
la temperatura è sperimentalmente più controllabile dell’energia.

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