Chimica fisica
Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.
In sintesi
- È la collezione di sistemi che possono scambiare sia energia sia materia con un serbatoio a T e μ costanti.
- La fugacità z = eβμ è un modo di riscrivere il potenziale chimico che semplifica molte equazioni dei gas quantistici.
- Perché il vincolo di conservazione del numero di particelle rende il calcolo della funzione di partizione canonica molto complesso (bisogna sommare solo sui microstati con…
- Per sistemi macroscopici (N ~ 1023) le previsioni per le grandezze medie coincidono perché le fluttuazioni sono trascurabili.
Quando il numero di particelle non è fisso — perché il sistema
scambia molecole con un serbatoio — né il canonico né il microcanonico
bastano. L’insieme grancanonico gestisce sistemi aperti a temperatura T
e potenziale chimico μ costanti: le particelle possono entrare e uscire,
e la funzione di partizione grancanonica ℤ generalizza Z includendo questo grado di libertà.
Capire il grancanonico significa capire perché il potenziale chimico è
la variabile che controlla il flusso di materia, esattamente come T controlla il flusso
di calore.
La distribuzione grancanonica
Ripetiamo il ragionamento dell’insieme canonico, ma questa volta il bagno A’ scambia
sia energia sia particelle con il sistema A. Il microstato r è ora caratterizzato da
una coppia (Er, Nr). Espandendo ln Ω’ in entrambe le variabili
si ottiene una doppia decrescita esponenziale:
Pr = e−βEr − αNr∑r e−βEr − αNr
Il parametro α regola lo scambio di particelle; dall’equazione di Gibbs-Helmholtz
si identifica α con il potenziale chimico diviso per kBT:
α = −μkBT → fugacità z = eβμ
La fugacità z = eβμ (non confondere con la
funzione di partizione molecolare) è la variabile naturale per i sistemi aperti: al
posto di specificare μ si specifica z, ed è la scelta standard per trattare gas quantistici
e soluzioni in termodinamica chimica.
La funzione di partizione grancanonica ℤ
La funzione di partizione grancanonica è:
ℤ = ∑r e−βEr + βμNr
In modo del tutto analogo a Z nell’insieme canonico, ln ℤ genera tutte le grandezze
termodinamiche. Il numero medio di particelle e l’energia media si ottengono come:
⟨N⟩ = ∂ ln ℤ∂(βμ)
U = ⟨E⟩ = −∂ ln ℤ∂β (a μ e V costanti)
Il potenziale chimico come «forza» per le particelle
μ gioca per il flusso di materia lo stesso ruolo che T gioca per il flusso di calore.
Due sistemi in equilibrio chimico hanno lo stesso μ: è la condizione che il numero
totale di microstati sia massimo rispetto alla variabile N. Quando μ di un sistema è
più alto di quello del bagno, le particelle fluiscono fuori dal sistema; quando è
più basso, fluiscono dentro.
Fluttuazioni del numero di particelle
A differenza del canonico (dove N è fisso), nel grancanonico N fluttua. La varianza è:
⟨(N − ⟨N⟩)²⟩ = kBT ∂⟨N⟩∂μ
Per un sistema macroscopico questa varianza è proporzionale a N, quindi
ΔN/⟨N⟩ ~ 1/√N → 0: le fluttuazioni scompaiono e
le previsioni coincidono con quelle del canonico. Per sistemi piccoli — nanocluster,
membrane biologiche, superfici di adsorbimento — le fluttuazioni diventano
osservabili e il grancanonico è lo strumento necessario.
Quando è indispensabile il grancanonico
Tre classi di problemi richiedono specificamente l’insieme grancanonico:
- Gas quantistici: bosoni e fermioni sono trattati naturalmente come ensemble aperti
(la conservazione del numero di particelle è un vincolo difficile da gestire nell’ensemble canonico); - Equilibri di fase e di adsorbimento: quando una fase può scambiare molecole
con un’altra, μ costante è la condizione fisica naturale; - Simulazioni Monte Carlo Gran Canoniche (GCMC): inserimento e rimozione di particelle
permettono di calcolare proprietà termodinamiche a μ fisso, usato per isoterme di adsorbimento
e solubilizzazione.
Il grand potenziale termodinamico Ω
L’analogo di A per il grancanonico è il grand potenziale:
Ωgrand = −kBT ln ℤ = U − TS − μN = A − μN
Le variabili naturali di Ωgrand sono T, V, μ: è il potenziale da minimizzare
all’equilibrio quando si controlla la temperatura e il potenziale chimico. Da esso si
recuperano la pressione, l’entropia e il numero medio di particelle come derivate.
Riepilogo: i tre ensemble a confronto
| Ensemble | Fisso | Fluttua | Funzione chiave |
|---|---|---|---|
| Microcanonico | E, V, N | — | S = kB ln W |
| Canonico | T, V, N | E | A = −kBT ln Z |
| Grancanonico | T, V, μ | E, N | Ω = −kBT ln ℤ |
Domande frequenti
Che cos’è l’insieme grancanonico?
È la collezione di sistemi che possono scambiare sia energia sia materia con un serbatoio
a T e μ costanti. È il caso fisico di un sistema aperto: N e E fluttuano, ma il valore
medio di N è fissato dal potenziale chimico μ del serbatoio.
Che cos’è la fugacità?
La fugacità z = eβμ è un modo di riscrivere il potenziale chimico
che semplifica molte equazioni dei gas quantistici. Per un gas ideale classico z = nΛ3
(dove Λ è la lunghezza d’onda termica), e z ≪ 1 corrisponde al regime classico.
Per i gas quantistici z si avvicina a 1 (o lo supera per i bosoni): segnala la degenerazione.
Perché il grancanonico è usato per i gas quantistici?
Perché il vincolo di conservazione del numero di particelle rende il calcolo della funzione
di partizione canonica molto complesso (bisogna sommare solo sui microstati con esattamente N particelle).
Il grancanonico rimuove questo vincolo: la conservazione di N emerge in media come condizione sul
potenziale chimico, e i calcoli diventano molto più trattabili.
Quando grancanonico e canonico danno risultati diversi?
Per sistemi macroscopici (N ~ 1023) le previsioni per le grandezze medie coincidono
perché le fluttuazioni sono trascurabili. Per sistemi piccoli — nanoparticelle, cluster
con decine o centinaia di atomi, adsorbimento su superfici — le fluttuazioni in N diventano
rilevanti e i due ensemble danno risultati diversi.
Come si calcola ℤ per un gas di fotoni?
Per i fotoni μ = 0 (non conservazione del numero): ℤ coincide con la funzione di
partizione grancanonica con α = 0. Ogni modo del campo electromagnético è un
oscillatore armonico quantistico; sommando su tutti i modi si ottiene ln ℤ = −∑r ln(1 − e−βεr),
da cui la distribuzione di Planck e il corpo nero.
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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.