Chimica fisica
Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.
In sintesi
- z è la funzione di partizione di una singola molecola: somma i fattori e−βεi sui livelli energetici della molecola isolata (traslazione, rotazione, vibrazione, ecc.).
- Si dimostra calcolando il differenziale di ln Z in funzione di β e V, sostituendo U e p, e riconoscendo d(ln Z + βU) = β dQ (per processi quasi-statici).
- La deviazione standard dell’energia è proporzionale a √N (estensività della varianza), mentre U è proporzionale a N.
- Per un gas monoatomico di N atomi identici e indistinguibili in volume V: Z = zN/N!
Un sistema a temperatura T costante immerso in un bagno termico
può scambiare energia liberamente: la sua energia fluttua. L’insieme canonico
è lo strumento che gestisce questa realtà: assegna a ciascun microstato una probabilità
proporzionale al fattore di Boltzmann e comprime tutta la termodinamica in una sola funzione,
la funzione di partizione di sistema Z.
Nota: questo spoke tratta Z a livello di ensemble (intero sistema con N particelle).
Se cerchi la partizione molecolare z della singola molecola — traslazione, rotazione, vibrazione
— vedi l’articolo dedicato alla funzione di partizione molecolare.
Qui siamo a un livello superiore.
Dal bagno termico alla distribuzione di Boltzmann
Consideriamo il sistema A immerso in un bagno termico A’ molto più grande.
L’unione A ∪ A’ è isolata; la sua energia totale E(0) è fissa. Se A si
trova nel microstato r di energia Er, il bagno ha a disposizione E(0) − Er.
Il numero di microstati del bagno è Ω'(E(0) − Er).
Applicando il postulato di eguale probabilità all’unione, la probabilità che A sia in r è
proporzionale a Ω’ (E(0) − Er).
Espandendo ln Ω’ in serie di Taylor per Er ≪ E(0) e riconoscendo
la derivata (∂ ln Ω’/∂E’) come il reciproco della temperatura β = 1/(kBT),
si ottiene:
Pr = e−βEr∑r e−βEr (β = 1 / kBT)
La funzione di partizione di sistema Z
Il denominatore della distribuzione di Boltzmann ha un nome e un ruolo centrale:
Z = ∑r e−βEr
Z somma i fattori di Boltzmann su tutti i microstati del sistema. Non è
la partizione molecolare z della singola particella: è la somma estesa a tutti i
microstati collettivi del sistema intero, con energia Er del sistema.
Questo è il livello ensemble.
Tutte le grandezze termodinamiche da ln Z
La potenza di Z è che da una sola funzione si ottiene tutto. Energia interna:
U = ⟨E⟩ = −∂ ln Z∂β
Questo si dimostra osservando che ∂e−βEr/∂β = −Er e−βEr,
quindi −∂ ln Z/∂β reproduce esattamente la media pesata di Er sulla
distribuzione canonica. Energia libera di Helmholtz:
A = −kBT ln Z
Questa è la relazione più usata in simulazione: A = −kBT ln Z collega
direttamente Z al potenziale termodinamico che controlla l’equilibrio a T, V, N costanti.
Pressione ed entropia:
p = 1β ∂ ln Z∂V
S = kB(ln Z + β U)
Le fluttuazioni di energia
Nell’insieme canonico l’energia non è fissa: fluttua intorno a U = ⟨E⟩.
La varianza è:
⟨(E − U)²⟩ = kBT² CV
dove CV = ∂U/∂T è il calore specifico a volume costante.
Poiché sia la varianza sia CV sono estensivi (proporzionali a N), la
fluttuazione relativa ΔE/U ∝ 1/√N risulta trascurabile per sistemi
macroscopici (N ~ 1023): 1/√1023 ~ 10−12.
In pratica l’ensemble canonico e il microcanonico danno le stesse previsioni per
grandezze medie, ma il canonico è di gran lunga più comodo da usare.
Riepilogo: grandezze dal canonico
| Grandezza | Formula in Z |
|---|---|
| Energia interna U | −∂ ln Z / ∂β |
| Energia libera A | −kBT ln Z |
| Pressione p | (1/β) ∂ ln Z / ∂V |
| Entropia S | kB(ln Z + β U) |
| CV | kBβ² ∂² ln Z / ∂β² |
Domande frequenti
Qual è la differenza tra Z (sistema) e z (molecola)?
z è la funzione di partizione di una singola molecola: somma i fattori e−βεi
sui livelli energetici della molecola isolata (traslazione, rotazione, vibrazione, ecc.).
Z è la funzione di partizione dell’intero sistema: somma i fattori e−βEr
sui microstati collettivi. Per un gas di N molecole identiche e indistinguibili, Z = zN/N!
(il fattore N! corregge il paradosso di Gibbs). Per sistemi interagenti non c’è una
forma così semplice.
Perché A = −kBT ln Z?
Si dimostra calcolando il differenziale di ln Z in funzione di β e V,
sostituendo U e p, e riconoscendo d(ln Z + βU) = β dQ (per processi quasi-statici).
Integrando si ottiene S = kB(ln Z + βU) e quindi A = U − TS = −kBT ln Z.
È la più importante relazione dell’insieme canonico.
Perché le fluttuazioni di energia sono trascurabili macroscopicamente?
La deviazione standard dell’energia è proporzionale a √N (estensività della varianza),
mentre U è proporzionale a N. Il rapporto ΔE/U ~ 1/√N → 0 per N → ∞.
Per N ~ 1023 le fluttuazioni sono ~10−12 di U: assolutamente
irrilevanti in termodinamica classica.
Come si calcola Z per un gas ideale?
Per un gas monoatomico di N atomi identici e indistinguibili in volume V:
Z = zN/N! dove z = V/Λ3 e Λ = h/√(2πmkBT)
è la lunghezza d’onda termica di de Broglie. Sostituendo si ricava A, poi pV = NkBT
(equazione di stato del gas ideale) e CV = (3/2)NkB.
Quando si preferisce l’insieme canonico a quello microcanonico?
Quasi sempre in pratica. Il canonico usa T come variabile di controllo, che è ciò
che si impone sperimentalmente con un termostato. Il microcanonico usa E, che è difficile da
controllare. Le previsioni per grandezze medie coincidono per N macroscopico (equivalenza degli
ensemble), ma il canonico produce espressioni analitiche molto più maneggevoli.
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