Imballaggi omologati UN: come riconoscerli

ADR e merci pericolose

Spedire e trasportare prodotti chimici in regola con l’ADR, senza blocchi del corriere.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026ADR e merci pericolose

In sintesi

  • Il codice di omologazione ONU (es. 4G/Y30/S/22/IT/XXXXXX) indica, nell’ordine: tipo di imballaggio (4G = cassa di cartone ondulato), gruppo di imballaggio per cui è idoneo (X =…
  • No, il codice Y indica che l’imballaggio è idoneo per il gruppo di imballaggio II e per GU III, ma non per GU I. Per GU I occorre un imballaggio con codice X. Usare un imballaggio…
  • Il marchio ONU deve essere impresso, stampato o etichettato in modo permanente e leggibile sull’imballaggio esterno, di norma sul fondo o su un lato.
  • Le IBC rigide in metallo, plastica rigida e composite devono essere sottoposte a controllo periodico ogni 2,5 anni (60 mesi per IBC flessibili).

Gli imballaggi omologati ONU sono il primo presidio fisico contro il rilascio di merci pericolose durante il trasporto ADR. Il capitolo 6.1 dell’ADR 2025 stabilisce le specifiche costruttive, i test di prestazione e le regole di marcatura che ogni imballaggio deve soddisfare prima di essere impiegato per spedizioni di merci pericolose. Eppure, in magazzino, è frequente trovare scatole di cartone, fusti e taniche con codici che nessuno è in grado di leggere.

Questa guida spiega come decodificare il marchio ONU, quali tipi di imballaggio esistono, come abbinare il codice alla merce da spedire e quali controlli effettuare prima di ogni carico.

Il sistema di classificazione degli imballaggi (capitolo 6.1)

Il capitolo 6.1 dell’ADR 2025 classifica gli imballaggi per tipo costruttivo con un codice alfanumerico a due livelli:

  • Il primo carattere indica la forma: 1 = fusto/bidone rotondo, 2 = fusto/bidone troncoconico, 3 = tanica, 4 = cassa, 5 = sacco, 6 = imballaggio combinato, 0 = imballaggio leggero in metallo (per aerosol)
  • La lettera indica il materiale: A = acciaio, B = alluminio, C = legno naturale, D = compensato, F = legno ricostituito, G = fibra, H = plastica, L = tela, M = carta, N = metallo (non acciaio/alluminio), P = vetro/porcellana, W = legno con rivestimento

Esempi comuni: 1A1 = fusto in acciaio con coperchio non rimovibile; 1H2 = fusto in plastica con coperchio rimovibile; 4G = cassa di cartone ondulato; 3H1 = tanica in plastica con coperchio non rimovibile.

Come leggere il codice di omologazione ONU

Il codice completo è composto da più segmenti separati da barre. Un esempio tipico per una cassa di cartone:

4G / Y / 30 / S / 22 / IT / AZ1234

Segmento Significato Valori possibili
4G Tipo e materiale imballaggio 1A2, 3H1, 4G, 6HA1, ecc.
Y Gruppo di imballaggio idoneo X (GU I, II, III) / Y (GU II, III) / Z (GU III)
30 Massa lorda max (kg) per solidi; densità rel. per liquidi (es. 1.5) Valore numerico
S Solidi (S) oppure pressione di prova in kPa per liquidi (es. 100) S oppure numero kPa
22 Anno di fabbricazione (ultime due cifre) 22 = 2022
IT Paese dell’autorità competente che ha rilasciato l’omologazione IT, DE, FR, NL, ecc.
AZ1234 Numero identificativo del produttore/fabbricante assegnato dall’autorità Alfanumerico

Corrispondenza tra gruppo di imballaggio e lettera del codice

Il gruppo di imballaggio (GU) definisce il livello di pericolo della merce:

  • GU I (X): pericolo elevato. Solo imballaggi con codice X.
  • GU II (Y o X): pericolo medio. Imballaggi Y o X.
  • GU III (Z, Y o X): pericolo basso. Qualsiasi codice (Z, Y, X).

Errore comune: usare un imballaggio Z (testato solo per GU III) con una merce in GU II. La merce più comune classificata GU III è il liquido infiammabile a bassa volatilità (es. cherosene, diesel, gasolio); le vernici a base solvente aggressive possono essere GU II e richiedono imballaggi Y o X.

Tipi di imballaggio e test richiesti (capitolo 6.1.5)

Ogni tipo di imballaggio deve superare una serie di test di prestazione prima che l’autorità competente rilasci l’omologazione:

  • Test di caduta: il collo riempito viene lasciato cadere da altezze variabili (0,8 m per GU III — 1,8 m per GU I) su superficie rigida, in diverse orientazioni.
  • Test di stagnità (per liquidi): il collo viene immerso o pressurizzato per verificare assenza di perdite.
  • Test di pressione interna: per fusti e taniche per liquidi.
  • Test di pressione di impilamento: simulazione del peso dei colli sovrapposti nella catena logistica (almeno 28 giorni a temperatura elevata per la plastica).

I test vengono eseguiti da laboratori accreditati e i risultati certificati dall’autorità nazionale (in Italia: MIT — Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti).

Grandi imballaggi e IBC (capitoli 6.2-6.6)

Per quantità maggiori si usano:

  • IBC (Intermediate Bulk Container): contenitori da 0,45 a 3 m³, capitolo 6.5 ADR. Il codice di omologazione segue una struttura diversa, es. 31HZ1/Y/2.5/100/21/IT/XXXXXX (31H = IBC rigido in plastica, Z = GU III, densità 2.5, pressione 100 kPa, anno 21, paese IT). Le IBC metalliche e in plastica rigida devono essere riomologate ogni 5 anni con test periodici ogni 2,5 anni.
  • Grandi imballaggi (Large Packagings): per masse nette >400 kg o capacità >450 L, capitolo 6.6.

Come verificare la conformità prima della spedizione

  1. Leggere il marchio ONU sull’imballaggio: è presente, leggibile e permanente?
  2. Il tipo (es. 4G) corrisponde all’imballaggio che si sta usando?
  3. La lettera del GU (X/Y/Z) è compatibile con il GU della merce da spedire?
  4. La massa lorda massima indicata nel codice supera il peso effettivo del collo?
  5. Se si spedisce un liquido, il codice riporta la pressione di prova in kPa (non “S”)?
  6. L’anno di fabbricazione rientra nella vita utile dichiarata dal produttore (di norma 5 anni per cartone, di più per plastica/acciaio)?

Imballaggi di recupero e riutilizzo

Il riutilizzo di imballaggi (es. fusti in acciaio 1A2 ricondizionati) è ammesso dall’ADR purché l’imballaggio sia ispezionato, ripulito e riomologato secondo le procedure del punto 6.1.4. Il codice di omologazione originale rimane valido solo se l’imballaggio non ha subito danni strutturali. Per i fusti ricondizionati, la data del ricondizionamento deve essere indicata sul corpo del fusto in aggiunta al marchio originale.

Errori frequenti in ispezione

  • Imballaggio con marchio ONU parzialmente cancellato o illeggibile: non conformità immediata.
  • Cassa di cartone bagnata o deformata: anche se il marchio è corretto, l’imballaggio non è più idoneo perché non garantisce le prestazioni di test.
  • Fusto riutilizzato senza ispezione preventiva: ammaccature, corrosione o guarnizioni usurate invalidano l’omologazione.
  • Tanica in plastica rigida usata con solvente aggressivo non previsto nell’omologazione (il codice non specifica la compatibilità chimica: va verificata con il produttore).

Domande frequenti

Cosa significa il codice stampato su un imballaggio omologato ONU?

Indica il tipo, il gruppo di imballaggio idoneo, la massa/densità massima, lo stato del test, l’anno di fabbricazione, il paese e il codice del produttore. Esempio: 4G/Y30/S/22/IT/AZ1234 = cassa di cartone ondulato, idonea GU II-III, max 30 kg, testata per solidi, prodotta nel 2022, omologata in Italia.

Posso usare un imballaggio Y per GU I?

No. Il codice Y copre GU II e III. Per GU I serve un imballaggio con codice X.

Dove trovo il codice di omologazione?

Sul fondo o su un lato dell’imballaggio esterno, impresso o stampato in modo permanente. Deve essere chiaramente leggibile al momento della spedizione.

Con quale frequenza vanno ritestate le IBC?

Controllo periodico ogni 2,5 anni (ispezione visiva + stagnità), test completo ogni 5 anni. La data del test va riportata sulla targhetta IBC.

Un imballaggio testato per solidi (S) può contenere liquidi?

No. Il codice “S” indica che l’imballaggio è stato testato solo per solidi. Per liquidi occorre un imballaggio con la pressione di prova in kPa nel codice.

I tuoi imballaggi ADR sono omologati correttamente?

Verifica con un esperto ADR che i codici ONU sui tuoi imballaggi corrispondano al gruppo di imballaggio e al tipo di merce spedita.

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Fonti ufficiali

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).