Biochimica

Le molecole della vita e i processi biochimici, con uno sguardo a cosmetica e biocidi.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026biochimica

In sintesi

  • Sono due ormoni pancreatici antagonisti che regolano la glicemia.
  • La glicemia sale, viene secreta insulina e l’organismo entra in «modalità accumulo»: il glucosio entra nelle cellule, viene immagazzinato come glicogeno nel fegato e nei…
  • La glicemia tende a calare, viene secreto glucagone e l’organismo entra in «modalità mobilizzazione»: il fegato demolisce il glicogeno e avvia la gluconeogenesi per…
  • Il fegato è il regolatore centrale della glicemia: immagazzina glucosio come glicogeno quando abbonda e lo rilascia quando manca, sia demolendo il glicogeno sia producendone…

Le singole vie metaboliche — glicolisi, gluconeogenesi, glicogeno, corpi chetonici — non lavorano isolate: sono coordinate a livello dell’intero organismo da due ormoni antagonisti, l’insulina e il glucagone, che mantengono stabile la glicemia tra un pasto e l’altro. È il livello a cui la biochimica smette di guardare la singola reazione e osserva l’organismo come un sistema, dove ogni via metabolica viene accesa o spenta a seconda delle necessità del momento.

Il problema: una glicemia stabile

Molti tessuti, e in modo quasi esclusivo il cervello in condizioni normali, dipendono dal glucosio del sangue. Ma l’apporto di cibo è intermittente. L’organismo deve quindi immagazzinare energia quando abbonda e rilasciarla quando manca, mantenendo la glicemia entro un intervallo ristretto. È un problema di regolazione, risolto dagli ormoni.

Insulina: l’ormone dell’abbondanza

Dopo un pasto la glicemia sale e il pancreas secerne insulina. Il suo messaggio è «c’è energia, immagazzinatela»: stimola l’ingresso del glucosio nelle cellule, la sua conversione in glicogeno e in grassi, e in generale i processi di sintesi e accumulo. Il risultato è che la glicemia torna a scendere verso i valori normali.

Insulina e glucagone: due ormoni, glicemia in equilibrioDOPO IL PASTO → INSULINAglicemia ALTAglucosio → glicogeno, grassisintesi, accumulo, crescital’insulina abbassa la glicemia(stato di immagazzinamento)DIGIUNO → GLUCAGONEglicemia BASSAglicogeno → glucosiogluconeogenesi, corpi chetoniciil glucagone alza la glicemia(stato di mobilizzazione)
Dopo il pasto l’insulina promuove l’accumulo (glucosio → glicogeno e grassi) e abbassa la glicemia; nel digiuno il glucagone mobilizza le riserve (glicogeno → glucosio, gluconeogenesi) e la rialza.

Glucagone: l’ormone del digiuno

Quando la glicemia cala, tra i pasti o durante il digiuno, il pancreas secerne glucagone, che invia il messaggio opposto: «mobilizza le riserve». Stimola la demolizione del glicogeno epatico, la gluconeogenesi e, nel digiuno prolungato, la produzione di corpi chetonici. Il fegato rilascia così glucosio nel sangue, sostenendo i tessuti che ne hanno bisogno.

insulina → accumulo  |  glucagone → mobilizzazione

Gli stati metabolici: nutrito, digiuno, digiuno prolungato

L’equilibrio fra i due ormoni definisce lo stato metabolico dell’organismo:

Stato Ormone dominante Cosa accade
Dopo il pasto insulina accumulo di glicogeno e grassi
Tra i pasti / digiuno breve glucagone uso del glicogeno epatico
Digiuno prolungato glucagone gluconeogenesi e corpi chetonici; risparmio di glucosio

Il passaggio è graduale: prima si consuma il glicogeno, poi si attiva la gluconeogenesi, infine i corpi chetonici diventano il combustibile principale per risparmiare proteine muscolari.

Quando la regolazione si rompe: il diabete

Il diabete è la patologia che meglio illustra l’importanza di questo sistema. Nel diabete di tipo 1 manca l’insulina; nel tipo 2 le cellule vi rispondono male. In entrambi i casi il glucosio non entra adeguatamente nelle cellule e si accumula nel sangue, mentre l’organismo «crede» di essere a digiuno e attiva la mobilizzazione — fino, nei casi gravi del tipo 1, alla chetoacidosi. Comprendere insulina e glucagone è quindi la base per capire questa malattia diffusissima.

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Non solo due ormoni: adrenalina e cortisolo

Insulina e glucagone sono i registi principali, ma non gli unici. In situazioni di stress o di allarme intervengono altri ormoni che rinforzano il segnale di mobilizzazione. L’adrenalina, liberata in risposta a uno sforzo improvviso o a un pericolo, agisce rapidamente: stimola la demolizione del glicogeno nel fegato e nei muscoli, mettendo subito a disposizione glucosio per la reazione di «attacco o fuga». Il cortisolo, ormone dello stress più prolungato, agisce invece su tempi più lunghi favorendo la gluconeogenesi e la mobilizzazione delle riserve. Questi ormoni, definiti complessivamente controinsulari perché si oppongono all’insulina, mostrano che la glicemia è il risultato di un dialogo fra più segnali, calibrato sulle diverse situazioni: il riposo dopo un pasto, il digiuno, lo sforzo fisico, lo stress. È questa orchestrazione a garantire che il cervello e gli altri tessuti non restino mai senza combustibile, qualunque cosa stia facendo l’organismo.

Perché conta

L’integrazione del metabolismo è il quadro d’insieme che dà senso alle singole vie: spiega perché il corpo accumula o consuma, perché il fegato è così centrale, e come nascono patologie come il diabete. È il livello a cui la biochimica incontra la fisiologia, la nutrizione e la medicina, e a cui le singole vie metaboliche — spesso studiate una per una — si rivelano per quello che sono davvero: parti di un sistema unico, regolato e coordinato sull’intero organismo.

Domande frequenti

Che cosa fanno insulina e glucagone?

Sono due ormoni pancreatici antagonisti che regolano la glicemia. L’insulina, secreta quando il glucosio è alto, ne promuove l’accumulo e abbassa la glicemia; il glucagone, secreto quando è basso, mobilizza le riserve di glucosio e la rialza. Insieme la mantengono stabile fra un pasto e l’altro.

Cosa succede nel corpo dopo un pasto?

La glicemia sale, viene secreta insulina e l’organismo entra in «modalità accumulo»: il glucosio entra nelle cellule, viene immagazzinato come glicogeno nel fegato e nei muscoli e l’eccesso convertito in grassi. La glicemia torna così verso i valori normali.

Cosa succede durante il digiuno?

La glicemia tende a calare, viene secreto glucagone e l’organismo entra in «modalità mobilizzazione»: il fegato demolisce il glicogeno e avvia la gluconeogenesi per rilasciare glucosio nel sangue. Nel digiuno prolungato si aggiungono i corpi chetonici, per risparmiare il glucosio e le proteine.

Qual è il ruolo del fegato?

Il fegato è il regolatore centrale della glicemia: immagazzina glucosio come glicogeno quando abbonda e lo rilascia quando manca, sia demolendo il glicogeno sia producendone di nuovo per gluconeogenesi. Riceve i segnali di insulina e glucagone e adatta le proprie vie metaboliche per conto di tutto l’organismo.

Che legame c’è con il diabete?

Il diabete è la perdita di questo equilibrio: nel tipo 1 manca l’insulina, nel tipo 2 le cellule non vi rispondono bene. In entrambi i casi il glucosio resta nel sangue invece di entrare nelle cellule, e l’organismo si comporta come se digiunasse, attivando la mobilizzazione fino, nei casi gravi, alla chetoacidosi.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.