Chimica fisica
Termodinamica, cinetica ed equilibri: i principi dietro i processi chimici.
In sintesi
- Kₐ è la costante di equilibrio della dissociazione dell’acido; pKₐ è il suo cologaritmo (−log Kₐ).
- Per una coppia acido/base coniugata vale Kₐ × Kₜ = Kₛ = 10⁻¹⁴ a 25 °C.
- Per l’effetto livellante del solvente.
- Sì.
Acido cloridrico e acido acetico sono entrambi «acidi», ma il primo è corrosivo e si dissocia del tutto, il secondo è quello dell’aceto e resta quasi tutto intero in soluzione. La grandezza che misura questa differenza — la forza di un acido — è la costante di acidità Kₐ, e la sua versione logaritmica pKₐ. Capirle bene significa poter prevedere il comportamento acido-base di quasi qualsiasi sostanza.
Vediamo come si definisce Kₐ, perché conviene usare il pKₐ, come si lega alla forza della base coniugata e come si legge una scala di pKₐ.
La costante di acidità Ka
Per l’equilibrio di dissociazione di un acido in acqua, HA + H₂O ⇌ H₃O⁺ + A⁻, la costante di equilibrio (con l’acqua a attività unitaria) è:
Kₐ = [H₃O⁺][A⁻][HA] pKₐ = −log Kₐ
Kₐ misura quanto l’equilibrio è spostato verso i prodotti: più è grande, più l’acido è dissociato, più è forte. I valori coprono molti ordini di grandezza, da ~10⁶ per gli acidi forti a ~10⁻¹⁰ per quelli debolissimi: per questo si usa il logaritmo.
Perché si preferisce il pKa
Maneggiare numeri come 1,8×10⁻⁵ è scomodo; dire che l’acido acetico ha pKₐ = 4,76 è immediato. Inoltre il pKₐ ha un significato fisico diretto: è il pH al quale l’acido è dissociato per metà, cioè [HA] = [A⁻]. Questa proprietà è il cuore dei tamponi e dei diagrammi di distribuzione. Attenzione all’inversione: più alto il Kₐ, più basso il pKₐ, più forte l’acido.
Acido e base coniugata: Ka e Kb
Ogni acido HA ha la sua base coniugata A⁻, e questa ha una sua tendenza a riprendersi il protone, misurata da Kₜ. Le due costanti non sono indipendenti: per una coppia coniugata in acqua vale la relazione fondamentale
Kₐ × Kₜ = Kₛ = 10⁻¹⁴ → pKₐ + pKₜ = 14
Significa che un acido forte ha una base coniugata debolissima e viceversa. Lo ione cloruro Cl⁻ (coniugato di HCl, acido fortissimo) è una base talmente debole da essere irrilevante; lo ione acetato CH₃COO⁻ (coniugato di un acido debole) è invece una base apprezzabile, ed è il motivo per cui le sue soluzioni sono basiche. La relazione pKₐ + pKₜ = 14 permette di ricavare l’una costante dall’altra senza tabelle aggiuntive.
Una scala di riferimento
Memorizzare qualche pKₐ chiave permette di stimare a colpo d’occhio il comportamento di una soluzione:
| Acido | pKₐ | Forza |
|---|---|---|
| Acido cloridrico (HCl) | ≈ −7 | forte (dissociazione totale) |
| Acido solforico (1ª ionizzazione) | ≈ −3 | forte |
| Acido fosforico (pKₐ₁) | 2,15 | medio-debole |
| Acido formico | 3,75 | debole |
| Acido acetico | 4,76 | debole |
| Acido carbonico (pKₐ₁) | 6,35 | debole |
| Ione ammonio (NH₄⁺) | 9,25 | molto debole |
| Bicarbonato (pKₐ₂) | 10,33 | debolissimo |
Acidi forti, acidi deboli: il confine
Non c’è una soglia netta, ma una convenzione utile: si considerano forti gli acidi con pKₐ < 0 (in acqua appaiono completamente dissociati — l’acqua «livella» la loro forza), deboli quelli con pKₐ positivo. Lo stesso vale per le basi tramite il pKₜ. Questa distinzione non è pedanteria: decide quale formula usare per calcolare il pH e se una soluzione potrà funzionare da tampone. Un acido forte e uno debole alla stessa concentrazione danno pH molto diversi, reagiscono a velocità diverse e richiedono precauzioni di manipolazione diverse: la forza, non la concentrazione, è ciò che il pKₐ cattura in un solo numero.
Vale la pena ricordare che la forza di un acido è una proprietà termodinamica (dice dove arriva l’equilibrio), non cinetica (non dice quanto in fretta). Acidi deboli ma reattivi e acidi forti ma «lenti» esistono entrambi: il pKₐ descrive solo la posizione finale dell’equilibrio di dissociazione.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra Ka e pKa?
Kₐ è la costante di equilibrio della dissociazione dell’acido; pKₐ è il suo cologaritmo (−log Kₐ). Si usa il pKₐ perché comprime numeri molto piccoli in valori comodi e ha un significato diretto: è il pH a cui l’acido è dissociato per metà. Ricorda l’inversione: pKₐ basso = acido forte.
Come ricavo Kb dalla Ka?
Per una coppia acido/base coniugata vale Kₐ × Kₜ = Kₛ = 10⁻¹⁴ a 25 °C. Quindi Kₜ = Kₛ / Kₐ, oppure in forma logaritmica pKₜ = 14 − pKₐ. Per l’acetato: pKₐ dell’acido acetico = 4,76, quindi pKₜ dell’acetato = 9,24.
Perché in acqua tutti gli acidi forti sembrano uguali?
Per l’effetto livellante del solvente. L’acqua è una base sufficiente da strappare completamente il protone a qualsiasi acido più forte di H₃O⁺: HCl, HBr, HNO₃ risultano tutti totalmente dissociati e quindi indistinguibili in soluzione acquosa. Per ordinarli servirebbe un solvente meno basico.
Un pKa può essere negativo?
Sì. Gli acidi forti hanno pKₐ negativo (l’acido cloridrico circa −7, la prima ionizzazione dell’acido solforico circa −3). Indica una Kₐ enorme, cioè un equilibrio totalmente spostato verso i prodotti. In acqua questi valori non sono misurabili direttamente, proprio per l’effetto livellante.
Come uso il pKa per prevedere se una reazione acido-base avviene?
Confronta i pKₐ dei due acidi coinvolti (quello di partenza e quello che si formerebbe). La reazione è spostata verso la formazione dell’acido più debole, cioè con pKₐ più alto. In pratica il protone «preferisce» restare legato dove l’energia è più bassa: la differenza di pKₐ ti dice anche quanto è spostato l’equilibrio.
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