Chimica inorganica

Elementi, composti e chimica di coordinazione: le basi di reattivita’ e pericolosita’.

6 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica inorganica

In sintesi

  • È la carica che un atomo avrebbe se ogni suo legame fosse completamente ionico, cioè se gli elettroni condivisi venissero assegnati interamente all’atomo più elettronegativo.
  • Il numero di ossidazione è il parametro numerico (per esempio +7), lo stato di ossidazione è la condizione fisica dell’elemento corrispondente a quel numero.
  • Si seguono nell’ordine dato, fermandosi appena il numero cercato è determinato.
  • Quasi sempre, ma non in tre casi.

Il numero di ossidazione è una delle idee più utili e più fraintese della chimica. Non è una carica reale, ma una carica ipotetica: quella che un atomo avrebbe se ogni suo legame fosse completamente ionico. Sembra un’astrazione, ma è lo strumento con cui si bilanciano le reazioni redox, si dà il nome ai composti e si capisce chi si ossida e chi si riduce.

Vediamo che cosa rappresenta davvero il numero di ossidazione, le regole per assegnarlo in ordine, qualche esempio svolto e perché conviene impararlo bene.

Che cos’è davvero il numero di ossidazione

Per definirlo si fa un esperimento mentale: si immagina che in ogni legame i due elettroni vengano assegnati per intero all’atomo più elettronegativo, esagerando così il carattere ionico. La carica fittizia che ne risulta è il numero di ossidazione. Negli ioni nitrato, per esempio, immaginando la struttura come N⁵⁺(O²⁻)₃ si attribuisce all’azoto il valore +5, che si scrive N(V). Il numero di ossidazione si distingue dallo stato di ossidazione — che è la condizione fisica corrispondente — ma nella pratica i due termini si usano spesso come sinonimi.

Numero di ossidazione: la carica «ipotetica» se il legame fosse ionico+7Mn in MnO₄⁻ (permanganato)+6S in SO₄²⁻+5N in NO₃⁻ (nitrato)+2Fe in FeO0Fe, O₂, N₂ (elemento)−2O nella maggior parte dei composti−3N in NH₃più ossidato
Una scala di numeri di ossidazione. Lo stesso elemento può assumere valori molto diversi: dal +7 del manganese nel permanganato fino ai valori negativi dell’azoto o dell’ossigeno. Lo zero è riservato all’elemento puro. La posizione sulla scala dice quanto un atomo è ossidato o ridotto.

Le regole, da applicare in ordine

Le regole vanno usate nell’ordine dato, fermandosi appena il numero cercato è determinato. Eccole nella forma essenziale:

# Regola Valore
1 La somma dei numeri di ossidazione di tutti gli atomi = carica totale della specie
2 Atomo allo stato elementare 0
3 Metalli del Gruppo 1 / Gruppo 2 +1 / +2
4 Idrogeno (con non metalli / con metalli) +1 / −1
5 Fluoro, in tutti i suoi composti −1
6 Ossigeno (salvo con F; nei perossidi −1) −2
7 Altri alogeni (salvo con O o alogeni più elettronegativi) −1

La regola 1 è quella risolutiva: nota la somma e i valori «sicuri» (idrogeno, ossigeno, fluoro), si ricava per differenza il numero dell’atomo incognito. Le eccezioni sono poche ma vanno ricordate: l’idrogeno vale −1 negli idruri metallici, e l’ossigeno vale −1 nei perossidi e ancora meno negativo nei superossidi.

∑ (numeri di ossidazione) = carica totale della specie

Due esempi svolti

Conviene vedere la procedura all’opera. Nell’acido solfidrico H₂S la carica totale è zero; l’idrogeno (legato a un non metallo) vale +1, quindi 2(+1) + N(S) = 0, da cui lo zolfo risulta −2. Nello ione permanganato MnO₄⁻ la carica totale è −1 e l’ossigeno vale −2, quindi N(Mn) + 4(−2) = −1, da cui il manganese vale +7: lo ione è un composto di Mn(VII). In entrambi i casi si parte dalla carica nota, si inseriscono i valori sicuri e si ricava l’incognita.

n.o. del C-4CH₄metano-2CH₃OHalcol (metanolo)+0CH₂Oaldeide (formaldeide)+2HCOOHacido (formico)+4CO₂anidride carbonicaossidazione →salendo: il carbonio perde elettroni (si ossida); scendendo si riduce
Ossidazione e riduzione su una scala. Aumentare il numero di ossidazione significa ossidarsi (perdere elettroni); diminuirlo significa ridursi (acquistarli). Confrontare i numeri di ossidazione prima e dopo una reazione è il modo più rapido per riconoscere una reazione redox e individuare chi cede e chi acquista elettroni.

Perché serve saperli assegnare

Il numero di ossidazione è lo strumento trasversale di tre attività quotidiane della chimica. Primo, il bilanciamento delle reazioni redox: confrontando i numeri prima e dopo si conta quanti elettroni passano da una specie all’altra. Secondo, la nomenclatura: nei composti in cui un elemento può avere più valori (il ferro può essere +2 o +3) è il numero di ossidazione, scritto fra parentesi, a togliere l’ambiguità — cloruro di ferro(II) o (III). Terzo, la previsione del comportamento: molti elementi cambiano carattere chimico al variare dello stato di ossidazione, e lo stesso ossido può passare da basico ad acido al crescere del numero di ossidazione del metallo.

Le regole in sintesi: la tabella di riferimento

Un riepilogo dei valori «sicuri» che si usano per ricavare per differenza i numeri incogniti, con le rispettive eccezioni:

Atomo Numero di ossidazione tipico Eccezione
Elemento puro 0
Gruppo 1 / Gruppo 2 +1 / +2
Idrogeno +1 (con non metalli) −1 negli idruri metallici
Fluoro −1 nessuna
Ossigeno −2 +2 con F; −1 nei perossidi

Inserendo questi valori nella regola della somma si ottiene quasi sempre, in un solo passaggio, il numero di ossidazione dell’atomo che interessa.

Domande frequenti

Che cos’è il numero di ossidazione?

È la carica che un atomo avrebbe se ogni suo legame fosse completamente ionico, cioè se gli elettroni condivisi venissero assegnati interamente all’atomo più elettronegativo. Non è una carica reale, ma un parametro convenzionale utilissimo per descrivere ossidazioni e riduzioni e per dare il nome ai composti.

Qual è la differenza tra numero e stato di ossidazione?

Il numero di ossidazione è il parametro numerico (per esempio +7), lo stato di ossidazione è la condizione fisica dell’elemento corrispondente a quel numero. Nella pratica di laboratorio i due termini sono usati spesso come sinonimi, ma in senso stretto indicano il valore l’uno e la condizione l’altro.

In che ordine si applicano le regole?

Si seguono nell’ordine dato, fermandosi appena il numero cercato è determinato. Prima la somma uguale alla carica totale, poi l’elemento puro (0), i gruppi 1 e 2, l’idrogeno, il fluoro, l’ossigeno e infine gli altri alogeni. L’ordine serve a risolvere i conflitti: per esempio in OF₂ vince la regola del fluoro su quella dell’ossigeno.

Quanto vale l’ossigeno: sempre −2?

Quasi sempre, ma non in tre casi. Vale +2 quando è legato al fluoro (più elettronegativo), −1 nei perossidi e un valore frazionario nei superossidi e negli ozonuri. A parte queste eccezioni ben definite, nei composti comuni l’ossigeno ha numero di ossidazione −2.

Come uso i numeri di ossidazione per riconoscere un redox?

Si confrontano i numeri di ossidazione degli atomi prima e dopo la reazione. Se un elemento aumenta il proprio numero si è ossidato (ha perso elettroni); se lo diminuisce si è ridotto (li ha acquistati). Se nessun numero cambia, la reazione non è di ossidoriduzione. È il test più rapido per riconoscere e poi bilanciare un redox.

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