📚 Parte della guida Impara la chimicaChimica analitica

Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica analitica e di laboratorio

In sintesi

  • È una tecnica che rileva gli elettroni spaiati di una sostanza misurando l’assorbimento di microonde quando la differenza di energia fra i due stati di spin dell’elettrone,…
  • L’NMR osserva lo spin dei nuclei in molecole ordinarie (diamagnetiche), l’EPR osserva lo spin degli elettroni spaiati.
  • È un numero adimensionale che compare nella condizione di risonanza hν = gμBB₀ e vale 2,0023 per l’elettrone libero.
  • È la suddivisione del segnale EPR in più righe causata dall’interazione dell’elettrone spaiato con i nuclei vicini dotati di spin.

La risonanza magnetica nucleare ascolta gli spin dei nuclei; la risonanza paramagnetica elettronica (EPR, o ESR) ascolta gli spin degli elettroni spaiati. È la tecnica d’elezione per studiare radicali liberi, ioni di metalli di transizione e qualsiasi specie con elettroni non appaiati — invisibile a quasi tutte le altre spettroscopie. Dove c’è un elettrone spaiato, l’EPR lo vede.

Il principio: lo spin dell’elettrone in un campo

Un elettrone possiede uno spin e quindi un momento magnetico. In assenza di campo magnetico i due stati di spin (ms = +½ e −½) hanno la stessa energia. Applicando un campo magnetico B0 i due stati si separano (effetto Zeeman): tanto più intenso è il campo, tanto maggiore è la differenza di energia fra loro.

EPR: il campo separa i due stati di spin, la microonda li fa risuonareEcampo B₀B=0ms=+½ms=−½hν = gμBB₀B₀Segnale EPR (derivata) con struttura iperfinespaziatura = costante iperfine a
A sinistra: il campo B₀ separa i due stati di spin e una microonda di energia hν = gμBB₀ provoca la transizione (risonanza). A destra: il segnale EPR, registrato come derivata, mostra la struttura iperfine spaziata della costante a.

La condizione di risonanza

L’assorbimento avviene quando l’energia di un fotone a microonde eguaglia esattamente la separazione fra i due livelli di spin. È la condizione di risonanza:

hν = g μB B0

dove hν è l’energia della radiazione, μB è il magnetone di Bohr e g è il fattore g. In pratica si fissa la frequenza (tipicamente attorno a 9-10 GHz, la cosiddetta banda X) e si spazza il campo magnetico fino a trovare la risonanza, attorno a 0,3 tesla.

La struttura iperfine: la vera miniera di informazioni

Se l’elettrone spaiato «sente» il magnetismo dei nuclei vicini dotati di spin, il segnale EPR si suddivide in più righe: è la struttura iperfine, l’analogo dell’accoppiamento che in NMR genera i multipletti. Il numero e l’intensità delle righe rivelano con quali e quanti nuclei l’elettrone è in contatto, e quindi dove si trova: per n nuclei equivalenti di spin I il segnale si divide in 2nI + 1 righe.

numero di righe = 2 n I + 1

La spaziatura fra le righe è la costante di accoppiamento iperfine a (spesso espressa in millitesla): misura quanto densità dell’elettrone spaiato si trova su quel nucleo. È lo stesso tipo di logica che governa le costanti di accoppiamento J in NMR, applicata però agli elettroni.

Cosa si può studiare con l’EPR

L’EPR «vede» solo ciò che ha elettroni spaiati, ed è proprio questa selettività a renderla potente: nessun fondo dalle (numerose) specie a guscio chiuso. Le applicazioni tipiche:

Sistema Cosa rivela l’EPR
Radicali liberi organici presenza, struttura, posizione dell’elettrone spaiato
Ioni di metalli di transizione stato di ossidazione e intorno di coordinazione
Spin trapping cattura di radicali instabili (stress ossidativo)
Dosimetria delle radiazioni dose assorbita da materiali irraggiati
Controllo alimentare identificazione di alimenti trattati con radiazioni ionizzanti

In ricerca sui materiali e in catalisi l’EPR segue i centri paramagnetici attivi; in biochimica, tramite le sonde di spin, studia la dinamica delle membrane e delle proteine.

Dall’identificazione spettroscopica alla conformità. Le tecniche che identificano una molecola e ne confermano la struttura sono la base di ogni dossier tecnico di una sostanza che produci, importi o vendi. Vedi il nostro servizio di schede dati di sicurezza (SDS) e richiedi una verifica del tuo caso.

EPR e NMR: due cugine, una differenza chiave

EPR e NMR condividono lo stesso principio — spin in un campo, transizione in risonanza — ma il momento magnetico dell’elettrone è quasi mille volte maggiore di quello dei nuclei: per questo l’EPR lavora a frequenze molto più alte (microonde, non radiofrequenze) ed è estremamente sensibile. La differenza di campo d’applicazione è netta: l’NMR studia molecole diamagnetiche ordinarie, l’EPR studia ciò che ha elettroni spaiati. Il legame fra il numero di questi elettroni e le proprietà magnetiche è trattato nell’articolo sulla suscettività magnetica.

In sintesi operativa

Domande frequenti

Che cos’è la spettroscopia EPR?

È una tecnica che rileva gli elettroni spaiati di una sostanza misurando l’assorbimento di microonde quando la differenza di energia fra i due stati di spin dell’elettrone, separati da un campo magnetico, eguaglia l’energia del fotone. È l’analogo dell’NMR ma applicato agli elettroni invece che ai nuclei, e si usa per radicali e ioni di metalli di transizione.

Che differenza c’è fra EPR e NMR?

L’NMR osserva lo spin dei nuclei in molecole ordinarie (diamagnetiche), l’EPR osserva lo spin degli elettroni spaiati. Poiché il momento magnetico dell’elettrone è quasi mille volte maggiore, l’EPR lavora a frequenze di microonde, è molto più sensibile e «vede» solo le specie paramagnetiche.

Che cos’è il fattore g?

È un numero adimensionale che compare nella condizione di risonanza hν = gμBB₀ e vale 2,0023 per l’elettrone libero. Nelle molecole reali si discosta da questo valore in funzione dell’ambiente chimico dell’elettrone spaiato, e quindi serve a identificare e caratterizzare la specie paramagnetica.

Che cos’è la struttura iperfine?

È la suddivisione del segnale EPR in più righe causata dall’interazione dell’elettrone spaiato con i nuclei vicini dotati di spin. Il numero di righe (2nI + 1 per n nuclei equivalenti di spin I) e la loro spaziatura rivelano con quali e quanti nuclei l’elettrone è in contatto, fornendo informazioni sulla sua posizione nella molecola.

A cosa serve l’EPR in pratica?

A studiare radicali liberi e ioni di metalli di transizione, a misurare la dose assorbita in dosimetria delle radiazioni, a identificare alimenti trattati con radiazioni ionizzanti, e in catalisi e scienza dei materiali a seguire i centri paramagnetici attivi. Con lo spin trapping permette anche di rilevare radicali troppo reattivi per essere osservati direttamente.

Approfondisci

Vuoi una verifica sul tuo caso?

Raccontaci cosa produci, importi o vendi: ti diciamo con chiarezza cosa serve per essere in regola, senza tecnicismi inutili e senza blocchi di vendita o spedizione.

Risposta entro 24hConsulenti REACH·CLP·ADRVerifica senza impegno
Richiedi una verificaVedi gli articoli

Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.