Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

7 min di letturaAggiornato il 31/05/2026chimica analitica

In sintesi

  • È la capacità del metodo di non essere influenzato da piccole variazioni deliberate dei suoi parametri operativi, come pH della fase mobile, temperatura della colonna o lotto…
  • Introducendo variazioni piccole e controllate nei parametri del metodo, una alla volta ed entro l’intervallo che potrebbe verificarsi realisticamente, e verificando che i…
  • È un controllo (System Suitability Test) eseguito all’inizio di ogni sessione analitica per verificare che strumento, colonna e reagenti siano nelle condizioni adatte a…
  • In cromatografia, tipicamente la ripetibilità delle iniezioni (RSD dell’area di più repliche), la risoluzione fra picchi critici, l’efficienza della colonna espressa in…

Un metodo può funzionare alla perfezione il giorno della validazione e fallire in routine, quando un altro operatore, un’altra colonna o un reagente di un lotto diverso introducono piccole variazioni inevitabili. La robustezza misura quanto un metodo resiste a queste variazioni; il test di idoneità del sistema verifica, prima di ogni sessione, che lo strumento sia nelle condizioni giuste per produrre dati validi.

Vediamo che cos’è la robustezza, come si studia variando in modo controllato i parametri, che cosa sono i test di idoneità del sistema e perché entrambi sono cruciali per i metodi di routine e in ambito GMP.

Che cos’è la robustezza

La robustezza è la capacità di un metodo di rimanere inalterato di fronte a piccole variazioni, deliberate, dei parametri operativi. Non si tratta di errori grossolani, ma delle variazioni normali e inevitabili che si presentano quando un metodo viene trasferito, ripetuto nel tempo o eseguito da persone diverse: una temperatura di colonna leggermente diversa, un pH della fase mobile spostato di un decimo, un lotto nuovo di reattivo. Un metodo robusto continua a dare risultati corretti nonostante queste oscillazioni.

Come si studia la robustezza

La robustezza si valuta introducendo variazioni piccole e controllate nei parametri del metodo e osservando se i risultati restano entro i criteri di accettazione. Si modifica un parametro alla volta, entro l’intervallo che potrebbe realisticamente verificarsi nell’uso quotidiano, e si misura l’effetto. Quando i parametri da esplorare sono molti, si ricorre a disegni sperimentali fattoriali, che permettono di stimare l’effetto di ciascuna variabile con un numero contenuto di prove.

Tecnica Parametri tipici da variare
Cromatografia (HPLC) pH e composizione della fase mobile, temperatura colonna, flusso, lotto/marca di colonna
Spettrofotometria lunghezza d’onda, tempo di reazione, temperatura
Preparazione del campione tempo di estrazione, volume di solvente, concentrazione del reattivo

Il test di idoneità del sistema

Se la robustezza riguarda il metodo, il test di idoneità del sistema (System Suitability Test, SST) riguarda lo strumento in un dato momento. È un controllo che si esegue all’inizio di ogni sessione analitica, e talvolta durante, per verificare che strumento, colonna e reagenti siano nelle condizioni adatte a generare dati affidabili. In pratica si analizza una soluzione di idoneità e si confrontano alcuni parametri misurati con limiti prefissati: solo se tutti rientrano, la sessione è dichiarata valida e si procede con i campioni.

SST conforme  →  sistema idoneo  →  risultati della sessione validi

I parametri tipici di un SST cromatografico sono la ripetibilità delle iniezioni (RSD dell’area di più repliche, di solito sotto un valore di soglia), la risoluzione fra picchi critici, l’efficienza della colonna (numero di piatti teorici), il fattore di coda (tailing) e talvolta il rapporto segnale/rumore. Se anche uno solo esce dai limiti, la causa va risolta — colonna degradata, fase mobile sbagliata, contaminazione — prima di analizzare i campioni.

campioneS = a + b·cconcentrazione →segnale dello strumento
Idoneità del sistema e taratura. Prima di usare la retta di taratura per quantificare i campioni, il test di idoneità del sistema verifica che lo strumento sia in condizioni adeguate: ripetibilità delle iniezioni, risoluzione, efficienza e simmetria dei picchi entro limiti prefissati garantiscono che la sessione produca dati validi.

Robustezza e idoneità: complementari

I due controlli operano su piani diversi e si completano. La robustezza è una proprietà studiata una volta, in fase di validazione, e descrive quanto il metodo tollera variazioni: definisce i limiti dei parametri scritti nella procedura. Il test di idoneità è un controllo ricorrente, eseguito a ogni uso, che verifica lo stato del sistema qui e ora. La robustezza dice quanto il metodo è solido per progetto; l’idoneità conferma che, oggi, quel metodo solido sta girando su uno strumento sano.

Perché è cruciale per routine e GMP

Nei laboratori di routine e in ambito GMP (Good Manufacturing Practice), dove i dati analitici sostengono il rilascio di lotti di farmaci, robustezza e idoneità del sistema non sono buone pratiche facoltative ma requisiti formali. La robustezza dimostra che il metodo regge nel tempo e fra laboratori; il test di idoneità documenta, per ogni singola sessione, che lo strumento era in condizioni di produrre dati validi. Senza queste prove, un risultato — per quanto corretto — non è difendibile davanti a un’ispezione.

Perché conta nella pratica

Per il responsabile QC, robustezza e idoneità del sistema sono ciò che trasforma un metodo «che funziona in validazione» in un metodo «che funziona ogni giorno». Conoscere i parametri critici e controllarli con tolleranze strette evita i fallimenti silenziosi nei trasferimenti e nei cambi di lotto; eseguire il SST prima di ogni sessione evita di scoprire a campagna conclusa che lo strumento non era idoneo. In ambito regolato, queste prove sono anche la documentazione che rende un dato analitico difendibile, e la loro assenza è uno dei rilievi più frequenti nelle ispezioni.

Domande frequenti

Che cos’è la robustezza di un metodo analitico?

È la capacità del metodo di non essere influenzato da piccole variazioni deliberate dei suoi parametri operativi, come pH della fase mobile, temperatura della colonna o lotto di reattivo. Indica quanto il metodo è affidabile durante l’uso normale e il trasferimento fra laboratori. Si valuta variando un parametro alla volta entro un intervallo realistico e osservando l’effetto sui risultati.

Come si studia la robustezza?

Introducendo variazioni piccole e controllate nei parametri del metodo, una alla volta ed entro l’intervallo che potrebbe verificarsi realisticamente, e verificando che i risultati restino entro i criteri di accettazione. Quando i parametri da esplorare sono numerosi si usano disegni sperimentali fattoriali, che stimano l’effetto di ciascuna variabile con un numero contenuto di prove e individuano i parametri critici.

Che cos’è il test di idoneità del sistema?

È un controllo (System Suitability Test) eseguito all’inizio di ogni sessione analitica per verificare che strumento, colonna e reagenti siano nelle condizioni adatte a produrre dati affidabili. Si analizza una soluzione di idoneità e si confrontano parametri come ripetibilità, risoluzione ed efficienza con limiti prefissati: solo se tutti rientrano la sessione è valida e si procede con i campioni.

Quali parametri si controllano in un test di idoneità?

In cromatografia, tipicamente la ripetibilità delle iniezioni (RSD dell’area di più repliche), la risoluzione fra picchi critici, l’efficienza della colonna espressa in piatti teorici, il fattore di coda dei picchi e talvolta il rapporto segnale/rumore. Se anche un solo parametro esce dai limiti, la causa va individuata e risolta prima di analizzare i campioni.

Qual è la differenza fra robustezza e idoneità del sistema?

La robustezza è una proprietà del metodo, studiata una sola volta in validazione, che descrive quanto esso tollera piccole variazioni e definisce le tolleranze dei parametri. Il test di idoneità è invece un controllo ricorrente, eseguito a ogni sessione, che verifica lo stato dello strumento in quel momento. La robustezza dice quanto il metodo è solido per progetto, l’idoneità conferma che oggi gira su uno strumento sano.

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