Sicurezza e rischio chimico

Valutazione del rischio chimico e obblighi di sicurezza sul lavoro.

4 min di letturaAggiornato il 01/06/2026sicurezza lavoro

In sintesi

  • Perché molti dispositivi medici sono termolabili e non sopportano la sterilizzazione a vapore.
  • Sì.
  • Sì.
  • Per la disinfezione ad alto livello si usano anche l’orto-ftalaldeide (OPA) e l’acido peracetico.

La disinfezione ad alto livello e la sterilizzazione dei dispositivi medici termolabili usano agenti chimici aggressivi: ossido di etilene, glutaraldeide, orto-ftalaldeide, acido peracetico. Sono sostanze efficaci ma pericolose per chi le impiega nelle centrali di sterilizzazione, in endoscopia e nei laboratori. Conoscerne i rischi è indispensabile per gestirle in sicurezza.

Ossido di etilene: un cancerogeno da maneggiare con cura

L’ossido di etilene (EtO) è un gas usato per sterilizzare dispositivi che non tollerano il calore. È classificato come cancerogeno e mutageno, oltre che infiammabile, e rientra quindi nel Titolo IX Capo II del D.Lgs 81/2008. L’Allegato XLIII fissa per l’ossido di etilene un valore limite di esposizione professionale.

Agente Pericolo principale Riferimento esposizione
Ossido di etilene cancerogeno, mutageno, infiammabile VLEP 1,8 mg/m³ (1 ppm), nota pelle
Glutaraldeide sensibilizzante respiratorio e cutaneo, irritante valori di riferimento molto bassi (ceiling)
Orto-ftalaldeide (OPA) sensibilizzante, colorante uso in sistemi chiusi
Acido peracetico irritante e corrosivo ventilazione e contenimento

La sterilizzazione a EtO richiede impianti dedicati, cicli con aerazione finale per eliminare il gas residuo dai materiali, monitoraggio ambientale e procedure rigorose.

Glutaraldeide e disinfezione degli endoscopi

La glutaraldeide è ampiamente usata per la disinfezione ad alto livello di endoscopi e strumenti. Non è cancerogena, ma è un potente sensibilizzante respiratorio e cutaneo: l’esposizione ripetuta può indurre asma professionale e dermatiti. I valori di riferimento per l’aria sono molto bassi, il che impone un buon contenimento.

Per questo si tende a usarla in vasche chiuse con aspirazione, o a sostituirla con agenti come l’orto-ftalaldeide e l’acido peracetico, che hanno profili di rischio diversi ma richiedono anch’essi attenzione.

Le misure di prevenzione

  • preferire, dove possibile, la sterilizzazione fisica (vapore) e i dispositivi monouso;
  • per l’EtO: impianti dedicati con aerazione dei carichi, sensori di gas, allarmi e procedure di manutenzione;
  • per la glutaraldeide e gli aldeidici: vasche chiuse con aspirazione localizzata, locali ventilati, evitare versamenti e contatti;
  • DPI specifici (guanti adeguati, protezione respiratoria e oculare) e formazione;
  • monitoraggio ambientale per verificare il rispetto dei valori di riferimento.

Sorveglianza sanitaria

Gli operatori esposti vanno sottoposti a sorveglianza sanitaria; per l’ossido di etilene, in quanto cancerogeno, si applicano anche il registro degli esposti e la conservazione di lungo periodo della documentazione. Per gli agenti sensibilizzanti il medico competente sorveglia la comparsa di asma e dermatiti professionali.

Domande frequenti

Perché si usano ancora sterilizzanti chimici se sono pericolosi?

Perché molti dispositivi medici sono termolabili e non sopportano la sterilizzazione a vapore. In questi casi servono agenti chimici come l’ossido di etilene o disinfettanti ad alto livello come la glutaraldeide. Il rischio si gestisce con impianti chiusi, ventilazione, DPI e monitoraggio, non rinunciando alla sterilizzazione.

L’ossido di etilene è cancerogeno?

Sì. L’ossido di etilene è classificato cancerogeno e mutageno e rientra nel Titolo IX Capo II del D.Lgs 81/2008. L’Allegato XLIII fissa un valore limite di 1,8 mg/m³ (1 ppm) e prevede gli obblighi di sorveglianza sanitaria e registro degli esposti.

La glutaraldeide può causare asma?

Sì. La glutaraldeide è un sensibilizzante respiratorio e cutaneo: l’esposizione ripetuta può indurre asma professionale e dermatiti. Va usata in vasche chiuse con aspirazione e i valori ambientali di riferimento sono molto bassi.

Quali alternative ci sono alla glutaraldeide?

Per la disinfezione ad alto livello si usano anche l’orto-ftalaldeide (OPA) e l’acido peracetico. Hanno profili di rischio differenti → comunque da valutare → ma in molti casi consentono di ridurre l’esposizione tipica della glutaraldeide.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.