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Chimica inorganica

Elementi, composti e chimica di coordinazione: le basi di reattivita’ e pericolosita’.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica inorganica

In sintesi

  • Perché gli elettroni d che si aggiungono entrano in un sottolivello interno e schermano in parte la carica nucleare crescente dagli elettroni esterni 4s.
  • Perché l’energia di atomizzazione, che misura la forza del legame metallico, è massima dove c’è il maggior numero di elettroni d spaiati disponibili al legame, cioè intorno…
  • Perché ha configurazione 3d54s2, con un guscio d esattamente semipieno particolarmente stabile nell’atomo libero.
  • Perché combinano masse atomiche relativamente elevate con volumi atomici piccoli e quasi costanti, dovuti alla scarsa variazione del raggio lungo la serie.

Attraversare la prima serie di transizione, dallo scandio allo zinco, significa osservare proprietà che variano con regolarità sorprendente: i raggi atomici che si contraggono, le densità che crescono, i punti di fusione che salgono fino a un massimo e poi calano. Dietro questi andamenti c’è ancora una volta il riempimento degli orbitali d, ed è ciò che rende i metalli del blocco d così duri, densi e refrattari.

Vediamo come variano i raggi atomici, la densità, i punti di fusione e il carattere metallico lungo la serie, e perché i metalli più preziosi dell’industria stanno proprio qui.

I raggi atomici: poco variabili

Attraversando la serie, ci si aspetterebbe che i raggi atomici diminuiscano molto, come avviene nei blocchi s e p, a causa dell’aumento della carica nucleare. Invece i raggi dei metalli di transizione cambiano poco e in modo irregolare. Il motivo è che gli elettroni d aggiunti vanno in un sottolivello interno e schermano in parte la carica nucleare crescente dagli elettroni esterni 4s: l’effetto della maggiore carica viene compensato, e la contrazione resta modesta. È per questo che i metalli di transizione hanno dimensioni atomiche simili tra loro e formano facilmente leghe l’uno con l’altro.

andamenti periodici delle proprietàlungo il periodo →: ↑ elettronegatività, ↑ E. ionizzazione, ↓ raggiolungo il gruppo ↓: ↑ raggio, ↓ elettroneg.
Andamenti lungo la serie. Raggio atomico, densità e punto di fusione variano in modo collegato attraverso il blocco d. La quasi costanza dei raggi e il picco centrale del punto di fusione riflettono il riempimento e il ruolo legante degli orbitali d.

Densità elevate

I metalli di transizione sono densi: hanno masse atomiche relativamente alte impacchettate in volumi atomici piccoli e quasi costanti. Lungo la serie la densità tende a crescere, raggiungendo valori notevoli verso il centro e la fine del blocco. È il caso di metalli come il ferro o il rame; nelle serie successive (4d e 5d) si arriva ai materiali più densi in assoluto, come osmio e iridio. L’alta densità deriva proprio dalla combinazione di raggi piccoli e masse elevate.

Punti di fusione: un massimo al centro

L’andamento più istruttivo è quello dei punti di fusione e, più precisamente, dell’energia di atomizzazione (l’energia per separare il metallo solido in atomi gassosi), che misura la forza del legame metallico. Questa cresce dall’inizio della serie fino a un massimo intorno ai gruppi 5-6 (vanadio, cromo), per poi calare. La ragione è che al centro della serie c’è il massimo numero di elettroni d spaiati disponibili a formare legami metallici: più elettroni leganti, legame più forte, metallo più refrattario.

energia di atomizzazione  →  massima ai gruppi 5-6 (max elettroni d leganti)

C’è però un’irregolarità al centro: cromo e soprattutto manganese hanno energie di atomizzazione più basse del previsto. La spiegazione è la stessa che ricorre in tutto il blocco d: il manganese, con configurazione 3d54s2, ha un guscio d semipieno particolarmente stabile nell’atomo libero, e questa stabilità «trattiene» gli elettroni rendendoli meno disponibili per il legame metallico. È il motivo per cui il manganese, pur essendo al centro della serie, fonde a temperatura più bassa dei suoi vicini.

Forte carattere metallico

Tutti gli elementi del blocco d sono metalli a pieno titolo: duri, lucenti, buoni conduttori di calore ed elettricità, malleabili. Il carattere metallico è forte e abbastanza uniforme lungo la serie, perché gli elettroni d e s partecipano tutti, in misura variabile, al legame metallico delocalizzato. Questo spiega anche la grande tendenza a formare leghe e la presenza, tra i metalli di transizione, di materiali strutturali insostituibili come il ferro (acciai), il titanio (leggero e resistente) e il cromo (durezza e resistenza alla corrosione).

Proprietà Andamento lungo la serie Causa
Raggio atomico poco variabile, lieve calo schermatura dei d aggiunti
Densità tende a crescere raggi piccoli + masse alte
Punto di fusione / atomizzazione massimo ai gruppi 5-6 max elettroni d leganti
Mn (anomalia) fusione più bassa del previsto guscio d⁵ semipieno stabile
Carattere metallico forte e uniforme legame d/s delocalizzato

Perché conta nella pratica

Le tendenze lungo la serie spiegano perché certi metalli di transizione siano i pilastri dei materiali ingegneristici: l’alta energia di atomizzazione si traduce in durezza e alto punto di fusione (utili per utensili e leghe ad alta temperatura), la quasi costanza dei raggi favorisce la formazione di leghe, la densità e la conducibilità ne fanno conduttori e materiali strutturali. Conoscere questi andamenti aiuta a prevedere il comportamento di un metallo nuovo per analogia e a capire perché alcuni metalli vicini (come zirconio e afnio) siano così simili da risultare quasi inseparabili.

Domande frequenti

Perché i raggi atomici variano poco lungo la serie di transizione?

Perché gli elettroni d che si aggiungono entrano in un sottolivello interno e schermano in parte la carica nucleare crescente dagli elettroni esterni 4s. L’aumento della carica viene così compensato e la contrazione del raggio resta modesta e irregolare, a differenza di quanto avviene nei blocchi s e p. È il motivo per cui questi metalli hanno dimensioni simili e formano leghe con facilità.

Perché i punti di fusione raggiungono un massimo al centro della serie?

Perché l’energia di atomizzazione, che misura la forza del legame metallico, è massima dove c’è il maggior numero di elettroni d spaiati disponibili al legame, cioè intorno ai gruppi 5-6 (vanadio, cromo). Più elettroni leganti significano legame metallico più forte e punto di fusione più alto. Dopo il centro, il progressivo accoppiamento degli elettroni d riduce di nuovo la forza del legame.

Perché il manganese fonde a temperatura più bassa dei suoi vicini?

Perché ha configurazione 3d54s2, con un guscio d esattamente semipieno particolarmente stabile nell’atomo libero. Questa stabilità trattiene gli elettroni e li rende meno disponibili per il legame metallico, indebolendolo. Per questo, pur essendo al centro della serie dove ci si aspetterebbe il massimo, il manganese mostra un’energia di atomizzazione e un punto di fusione più bassi del previsto.

Perché i metalli di transizione sono così densi?

Perché combinano masse atomiche relativamente elevate con volumi atomici piccoli e quasi costanti, dovuti alla scarsa variazione del raggio lungo la serie. Il risultato sono densità alte, crescenti verso il centro e la fine del blocco. Nelle serie pesanti (4d e 5d) si raggiungono i materiali più densi conosciuti, come osmio e iridio.

Che cos’è la contrazione lantanidica e perché conta?

È la contrazione anomala dei raggi atomici dovuta al riempimento degli orbitali 4f, che schermano molto male la carica nucleare. La sua conseguenza più importante è che gli atomi della terza serie di transizione (5d) hanno raggi quasi identici a quelli della seconda (4d): per questo coppie come zirconio e afnio sono chimicamente quasi indistinguibili e molto difficili da separare, con ricadute pratiche in metallurgia e tecnologia nucleare.

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