Chimica analitica e di laboratorio

Tecniche di laboratorio e controllo qualita’: cromatografia, spettroscopia, titolazioni.

6 min di letturaAggiornato il 01/06/2026chimica analitica

In sintesi

  • Perché occorre scandire con continuità l’energia dei raggi X attorno alla soglia di un elemento, mantenendo una banda molto stretta e un’intensità elevata.
  • È la luce emessa da particelle cariche (elettroni o positroni) che, viaggiando a velocità quasi luminale lungo un anello di accumulazione, vengono deviate dai campi magnetici.
  • È una figura di merito di una sorgente di raggi X: i fotoni emessi per unità di tempo, area, angolo solido e larghezza di banda.
  • Con un monocromatore a cristallo, tipicamente di silicio, che sfrutta la diffrazione di Bragg: ruotando il cristallo si seleziona un’energia precisa e variandone l’angolo si…

La XAFS richiede una sorgente di raggi X molto particolare: intensa, a energia continuamente regolabile e ben collimata. Solo la radiazione di sincrotrone riunisce queste caratteristiche, ed è per questo che quasi tutti gli esperimenti XAFS si fanno presso grandi anelli di accumulazione. Capire perché aiuta a comprendere anche cosa si può e non si può misurare.

Vediamo perché la XAFS ha bisogno del sincrotrone, che cos’è la brillanza, come si seleziona l’energia, e quali misure avanzate la luce di sincrotrone rende possibili.

Perché serve una sorgente speciale

Per fare XAFS occorre scandire con continuità l’energia dei raggi X attorno alla soglia di un elemento, mantenendo una larghezza di banda molto stretta — dell’ordine dell’elettronvolt — per risolvere le strutture fini. Una sorgente di raggi X da laboratorio emette poche righe fisse e un fondo continuo debole: non è né abbastanza intensa né abbastanza accordabile. La radiazione di sincrotrone, invece, è un continuo intensissimo da cui si può estrarre qualsiasi energia con un monocromatore.

gusci elettronici (modello a strati)+K (n=1): 2e⁻L (n=2): 8e⁻M (n=3): …configurazione:gli e⁻ riempiono i livellidal più interno (bassa energia)
La XAFS interroga i livelli di core. Sintonizzando i raggi X sulla soglia di un elemento si strappa un elettrone da un livello interno (qui i livelli energetici dell’atomo). Per scandire con precisione attorno alla soglia serve una sorgente intensa e ad energia continuamente regolabile: la radiazione di sincrotrone.

Che cos’è la radiazione di sincrotrone

Si chiama così perché fu osservata per la prima volta in acceleratori chiamati sincrotroni. È la luce emessa da particelle cariche (elettroni o positroni) che viaggiano a velocità prossime a quella della luce e vengono deviate dai campi magnetici lungo un anello di accumulazione, di circonferenza che può arrivare a centinaia o migliaia di metri. La deviazione fa emettere alle particelle un fascio di raggi X intensissimo, su un ampio intervallo di energie, concentrato in un cono molto stretto nella direzione del moto.

particelle relativistiche deviate  →  raggi X intensi, a banda larga, accordabili

La brillanza

La grandezza che misura la qualità di una sorgente di raggi X per la XAFS non è solo il flusso totale di fotoni, ma la brillanza: il numero di fotoni emessi per unità di tempo, di area della sorgente, di angolo solido e di larghezza di banda. La brillanza tiene conto del fatto che il fascio sia anche piccolo, poco divergente e «monocromatizzabile». La brillanza delle sorgenti di sincrotrone supera quella delle sorgenti da laboratorio di molti ordini di grandezza, ed è ciò che rende possibili misure altrimenti impensabili.

Selezionare l’energia: il monocromatore

Dal continuo del sincrotrone si estrae l’energia voluta con un monocromatore a cristallo, di solito di silicio: ruotando il cristallo si sfrutta la diffrazione di Bragg per selezionare un’energia precisa, e variando l’angolo si scandisce l’energia. Il silicio è scelto per le sue ottime proprietà di diffrazione e termiche, perché il fascio intenso scalda il cristallo e le derive termiche possono spostare l’energia se l’ottica non è molto stabile. La brillanza alta e il fascio piccolo permettono inoltre di focalizzare i raggi X su aree molto ridotte.

Caratteristica richiesta Perché serve Fornita dal sincrotrone
Energia accordabile con continuità scandire attorno alla soglia spettro continuo + monocromatore
Banda stretta (~1 eV) risolvere le strutture fini monocromatore a cristallo
Alta intensità/brillanza campioni diluiti, misure rapide brillanza ordini di grandezza superiore
Fascio piccolo e collimato focalizzazione, microsonde sorgente piccola, bassa divergenza

Le misure avanzate

La brillanza del sincrotrone apre misure altrimenti impossibili. Sui campioni diluiti — un metallo in tracce dentro una proteina o un suolo — si usa la rivelazione in fluorescenza, che misura i raggi X riemessi dall’elemento di interesse separandoli dal fondo, e che richiede un’alta intensità per dare segnale sufficiente. La scansione rapida del monocromatore (Quick-XAFS) e le tecniche a risoluzione temporale permettono di seguire trasformazioni in pochi secondi o meno.

Perché conta nella pratica

Sapere che la XAFS richiede il sincrotrone spiega molte cose pratiche: perché non si fa «in laboratorio» come un IR, perché il tempo di misura va richiesto e programmato in anticipo, perché si possono studiare campioni molto diluiti e seguirne l’evoluzione in tempo reale. Per chi caratterizza catalizzatori, batterie o siti metallici, l’accesso al sincrotrone e la scelta della modalità di misura (trasmissione o fluorescenza, statica o in operando) sono decisioni che determinano cosa si potrà effettivamente ricavare dall’esperimento.

Domande frequenti

Perché la XAFS richiede la radiazione di sincrotrone?

Perché occorre scandire con continuità l’energia dei raggi X attorno alla soglia di un elemento, mantenendo una banda molto stretta e un’intensità elevata. Le sorgenti da laboratorio emettono poche righe fisse e un fondo debole, insufficienti. Il sincrotrone fornisce un continuo intensissimo da cui un monocromatore estrae qualsiasi energia, con la brillanza necessaria a misure rapide e su campioni diluiti.

Che cos’è la radiazione di sincrotrone?

È la luce emessa da particelle cariche (elettroni o positroni) che, viaggiando a velocità quasi luminale lungo un anello di accumulazione, vengono deviate dai campi magnetici. La deviazione genera un fascio di raggi X intensissimo, su un ampio intervallo di energie e concentrato in un cono stretto. Da quel continuo si seleziona l’energia voluta per l’esperimento XAFS.

Che cos’è la brillanza?

È una figura di merito di una sorgente di raggi X: i fotoni emessi per unità di tempo, area, angolo solido e larghezza di banda. A differenza del flusso totale, premia un fascio piccolo, poco divergente e in banda stretta. La brillanza del sincrotrone supera di molti ordini di grandezza quella delle sorgenti da laboratorio, rendendo possibili misure su campioni diluiti e ad alta risoluzione.

Come si seleziona l’energia dei raggi X?

Con un monocromatore a cristallo, tipicamente di silicio, che sfrutta la diffrazione di Bragg: ruotando il cristallo si seleziona un’energia precisa e variandone l’angolo si scandisce l’energia attorno alla soglia. Il silicio è preferito per le buone proprietà di diffrazione e termiche, importanti perché il fascio intenso scalda l’ottica e le derive termiche possono falsare l’energia.

Che cosa sono le misure in operando?

Sono misure XAFS condotte mentre il sistema funziona realmente: per esempio seguendo lo stato di ossidazione e l’intorno del metallo attivo di un catalizzatore durante la reazione, o degli elettrodi di una batteria durante carica e scarica. L’alta intensità e la scansione rapida del sincrotrone le rendono possibili, cogliendo lo stato chimico del sito attivo nel momento in cui agisce.

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