📋 Parte della guida Sicurezza chimica sul lavoro

Sicurezza e rischio chimico

Valutazione del rischio chimico e obblighi di sicurezza sul lavoro.

4 min di letturaAggiornato il 01/06/2026sicurezza lavoro

In sintesi

  • La misura diventa necessaria quando la valutazione qualitativa non è sufficiente a escludere il superamento dei valori limite, in particolare per agenti pericolosi o…
  • Sono insiemi di lavoratori che, per mansione e condizioni di lavoro, hanno un’esposizione paragonabile.
  • Per confrontare l’esposizione con il valore limite serve il campionamento personale, con il campionatore indossato dal lavoratore nella zona respiratoria.
  • No.

Quando la valutazione del rischio chimico non può limitarsi a stime qualitative, serve misurare davvero l’esposizione dei lavoratori e confrontarla con i valori limite. Il riferimento tecnico per farlo in modo corretto è la norma UNI EN 689. Capire come funziona aiuta a evitare misure improvvisate, che spesso non reggono in caso di verifica.

Perché non basta «una misura»

L’esposizione a un agente chimico varia da un giorno all’altro, da un lavoratore all’altro e da una mansione all’altra. Una singola misura isolata non dice se l’esposizione è sotto controllo. Per questo serve una strategia di campionamento rappresentativa, statisticamente solida, non un prelievo casuale.

La norma UNI EN 689:2019

La UNI EN 689:2019 definisce la strategia per verificare la conformità ai valori limite di esposizione professionale tramite la misura dell’esposizione inalatoria. Il percorso si articola in fasi:

  • caratterizzazione di base: si descrivono i luoghi, le mansioni, gli agenti, i tempi e le condizioni di lavoro;
  • gruppi di esposizione simile (GES): si raggruppano i lavoratori che, per mansione e condizioni, hanno un’esposizione paragonabile, così da ridurre il numero di misure;
  • scelta della procedura di misura e campionamento, possibilmente personale (il campionatore è indossato dal lavoratore);
  • test di conformità: con un approccio statistico progressivo, i risultati portano a concludere la valutazione o a estendere le misure.

L’idea di fondo è efficiente: si parte con poche misure e, in base agli esiti, si chiude il giudizio oppure si approfondisce, ottimizzando le risorse senza perdere affidabilità.

Misura personale e ambientale

Tipo Cosa misura Uso tipico
Campionamento personale aria nella zona respiratoria del lavoratore confronto col VLEP
Campionamento ambientale (di area) aria in un punto dell’ambiente mappatura delle sorgenti
Riferimento norma UNI EN 689:2019; UNI EN 482 (requisiti delle procedure) strategia e prestazioni

Per il confronto con il valore limite conta soprattutto il campionamento personale; le misure di area servono a capire dove sono le sorgenti e a verificare l’efficacia degli impianti di aspirazione.

Il legame con la valutazione del rischio

I risultati del campionamento alimentano la valutazione del rischio chimico e la decisione sulle misure: se l’esposizione è vicina o supera il valore limite, vanno rafforzate le misure tecniche e organizzative. Le misure vanno ripetute periodicamente e dopo ogni modifica del processo, perché la conformità di ieri non garantisce quella di oggi.

Domande frequenti

Quando è obbligatorio misurare l’esposizione?

La misura diventa necessaria quando la valutazione qualitativa non è sufficiente a escludere il superamento dei valori limite, in particolare per agenti pericolosi o cancerogeni. La UNI EN 689 fornisce la strategia per farlo in modo rappresentativo e confrontabile con i VLEP.

Cosa sono i gruppi di esposizione simile?

Sono insiemi di lavoratori che, per mansione e condizioni di lavoro, hanno un’esposizione paragonabile. Raggrupparli permette di ridurre il numero di campionamenti necessari, misurando un campione rappresentativo del gruppo invece di ogni singola persona.

Meglio il campionamento personale o ambientale?

Per confrontare l’esposizione con il valore limite serve il campionamento personale, con il campionatore indossato dal lavoratore nella zona respiratoria. Le misure ambientali di area sono utili per individuare le sorgenti e verificare l’efficacia delle aspirazioni, ma non sostituiscono quelle personali.

Una sola misura conforme basta per chiudere la valutazione?

No. La UNI EN 689 adotta un approccio statistico: in genere servono più misure e un test di conformità. Inoltre la valutazione va ripetuta nel tempo e dopo ogni modifica del processo, perché l’esposizione non è un dato fisso.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione; le scadenze indicate possono essere modificate da provvedimenti successivi. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme.