Caso pratico: deodorante per ambiente elettrico

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

6 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Sì, i deodoranti per ambienti in aerosol che contengono propellenti infiammabili (es. propano, butano, dimetil etere) sono classificati come aerosol infiammabili (cat. 1 o 2…
  • In presenza di apparecchiature elettriche, i propellenti infiammabili o i solventi volatili presenti nel deodorante possono formare miscele esplosive nell’aria se si accumulano in…
  • Sì, i deodoranti per ambienti sono miscele ai sensi dell’art. 2 del Reg. (CE) 1272/2008 CLP: sono composti da due o più sostanze (propellente, solvente, fragranza, agente…
  • Il codice UFI è obbligatorio per i deodoranti per ambienti classificati come pericolosi (es. aerosol infiammabile, irritante) destinati ai consumatori, ai sensi del Reg. (UE)…

Un’azienda che produce o importa deodoranti per ambienti destinati a locali con apparecchiature elettriche — server room, quadri elettrici, ambienti industriali — si trova di fronte a una classificazione CLP più articolata rispetto a un normale deodorante per uso domestico. La presenza di propellenti infiammabili, solventi volatili e fragranze classificate richiede un’analisi attenta di ogni componente e una verifica dell’adeguatezza dell’etichetta rispetto all’uso previsto.

Questo caso pratico descrive le fasi di classificazione di un deodorante spray per ambienti con propellente a base di idrocarburi, i requisiti di etichettatura CLP, gli obblighi di notifica UFI/PCN e le principali non conformità riscontrate in sede di verifica tecnica.

Composizione tipica e sostanze rilevanti ai fini CLP

Un deodorante per ambienti in aerosol tipico contiene:

  • Propellente (20-40%): solitamente miscela di propano/butano o dimetil etere (DME). Classificati come gas infiammabili o aerosol infiammabili.
  • Solvente (10-30%): etanolo, isopropanolo o acqua. L’etanolo è classificato come Liq. Infiamm. cat. 2 (H225); l’isopropanolo come Liq. Infiamm. cat. 2 (H225).
  • Fragranza (3-8%): come visto per le candele, può contenere sensibilizzanti cutanei (H317) e componentinfiammabili.
  • Agente antibatterico (opzionale, 0,1-1%): es. benzalconio cloruro, classificato come tossico per via orale/cutanea a concentrazioni elevate e come corrosivo.
  • Acqua e stabilizzanti: generalmente non classificati.

Classificazione della miscela: procedura step by step

La classificazione degli aerosol in contenitore pressurizzato segue la sezione 2.3 dell’allegato I CLP (Aerosol infiammabili), che prende in considerazione il calore di combustione e il contenuto di sostanze infiammabili:

  1. Calcolare il contenuto di componenti infiammabili (% in peso): propellente + etanolo/isopropanolo + fragranze con punto d’infiammabilità dichiarato.
  2. Determinare il calore di combustione della miscela (kJ/g) applicando la formula CLP o usando i valori tabulati per i singoli componenti.
  3. Applicare i criteri di classificazione cat. 1 (calore combustione ≥ 30 kJ/g o contenuto infiammabile ≥ 85%) o cat. 2 (calore combustione ≥ 20 kJ/g o contenuto infiammabile ≥ 1% e < 85%).
  4. Valutare separatamente le altre classi di pericolo: Pelle Sens. (dalla fragranza), Tossicità acuta (dal biocida), Corrosione/Irritazione.
Componente Concentrazione tipica Classificazione CLP rilevante Frase H
Propano/Butano (propellente) 25% Aerosol infiammabile cat. 1 H222, H229
Etanolo 20% Liq. Infiamm. cat. 2 (contribuisce al calore) H225
Fragranza (con d-Limonene) 5% Pelle Sens. 1B (se d-Limonene ≥ 0,1%) H317
Benzalconio cloruro 0,05% Sotto soglia classificazione miscela

Etichetta CLP: pittogrammi e frasi per un aerosol infiammabile

Per un deodorante aerosol classificato come aerosol infiammabile cat. 1 con sensibilizzante cutaneo, l’etichetta richiede:

  • Pittogrammi: GHS02 (fiamma) + GHS07 (punto esclamativo per H317).
  • Avvertenza: “Pericolo” (Danger) per cat. 1, o “Attenzione” (Warning) per cat. 2.
  • Frasi H: H222 (aerosol estremamente infiammabile) + H229 (contenitore sotto pressione: se riscaldato può esplodere) + H317 (può provocare una reazione allergica cutanea).
  • Frasi P chiave: P102 (tenere fuori dalla portata dei bambini), P210, P211, P251, P272, P280, P410+P412 (proteggere dalla luce del sole, non esporre a temperature >50 °C).
  • UFI: obbligatorio (vedi sezione successiva).
  • Indicatore tattile di pericolo: obbligatorio per prodotti pericolosi destinati al pubblico generale.

UFI e notifica PCN per aerosol deodoranti

I deodoranti per ambienti classificati come pericolosi sono soggetti all’obbligo di notifica PCN (Poison Centres Notification) e di apposizione del codice UFI. La notifica va effettuata prima della commercializzazione tramite il portale ECHA PCN, includendo la composizione completa della miscela.

Un aspetto critico per i produttori di aerosol: se la formulazione cambia (diverso propellente, diverso rapporto etanolo/acqua), la notifica PCN deve essere aggiornata e un nuovo UFI deve essere generato. Il codice UFI è legato alla specifica formulazione.

Uso in locali con apparecchiature elettriche: considerazioni aggiuntive

Il CLP disciplina la classificazione e l’etichettatura del pericolo intrinseco del prodotto, non l’uso specifico in determinati ambienti. Per l’uso in locali con apparecchiature elettriche, il responsabile dell’impresa deve integrare la valutazione del rischio ai sensi del D.Lgs. 81/2008 (Testo Unico Sicurezza sul Lavoro), in particolare:

  • Valutare se il locale è classificato come zona ATEX (Direttiva 2014/34/UE) per presenza di atmosfere potenzialmente esplosive.
  • Prevedere adeguata ventilazione prima e durante l’uso dell’aerosol.
  • Tenere lontano il prodotto da quadri aperti, archi di saldatura, motori elettrici in funzione.

Queste indicazioni possono essere incluse nelle istruzioni per l’uso del prodotto, ma non sostituiscono i requisiti obbligatori di etichettatura CLP.

Errori tipici rilevati in sede di verifica

  • Mancato aggiornamento dell’UFI dopo cambio di propellente: passare da butano a DME cambia la classificazione dell’aerosol e richiede nuovo UFI e nuova notifica PCN.
  • Omissione di H229: molti produttori riportano solo H222 per gli aerosol infiammabili cat. 1, dimenticando H229 (contenitore sotto pressione) che è obbligatorio per tutti gli aerosol in pressione.
  • Pittogramma GHS02 non conforme: uso di grafica non standardizzata o bordo rosso non a specifica allegato V CLP.
  • SDS non aggiornata al Reg. (UE) 2020/878: il formato SDS a 16 sezioni con i nuovi requisiti delle sezioni 1, 2, 9 e 11 è obbligatorio dal 1° gennaio 2023 per tutte le nuove SDS.

Domande frequenti

Un deodorante per ambienti in spray può essere classificato come infiammabile?

Sì. I deodoranti in aerosol con propellenti infiammabili (propano, butano, DME) sono classificati come aerosol infiammabili cat. 1 o 2 secondo il Reg. CLP, allegato I, sezione 2.3. La frase H è H222 (cat. 1) o H223 (cat. 2), con pittogramma GHS02.

Quali rischi specifici presenta un deodorante spray in locali con apparecchiature elettriche?

I propellenti infiammabili volatili possono formare miscele esplosive nell’aria in spazi confinati, con rischio amplificato da scintille elettriche. L’etichetta deve riportare H229 e le P-frasi pertinenti (P210, P211, P251). Per ambienti ATEX è necessaria una valutazione separata ai sensi del D.Lgs. 81/2008.

I deodoranti per ambienti rientrano nella definizione di miscela ai sensi del CLP?

Sì. Sono miscele ai sensi dell’art. 2 CLP: composti da propellente, solvente, fragranza e altri componenti. La classificazione si applica alla miscela nella sua interezza con le regole di calcolo dell’allegato I CLP.

Quando è necessario il codice UFI per un deodorante per ambienti?

Il codice UFI è obbligatorio per i deodoranti classificati come pericolosi destinati ai consumatori (dal 1° gennaio 2021) e ad uso professionale (dal 1° gennaio 2024), ai sensi del Reg. (UE) 2017/542 (allegato VIII CLP).

Devo indicare sull’etichetta avvertenze specifiche per l’uso in locali elettrici?

Il CLP non prevede frasi specifiche per “locali elettrici”, ma richiede le frasi P pertinenti per aerosol infiammabili (P210, P211, P251). La valutazione del rischio per uso in zone ATEX è disciplinata separatamente dal D.Lgs. 81/2008.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).