Classi di pericolo CLP: fisici, per la salute e per l’ambiente

Classificazione ed etichettatura CLP

Classificare ed etichettare i prodotti chimici secondo il Regolamento CLP.

8 min di letturaAggiornato il 29/05/2026Classificazione ed etichettatura CLP

In sintesi

  • Il regolamento CLP (CE) n. 1272/2008 definisce attualmente 29 classi di pericolo, suddivise in tre macro-categorie: pericoli fisici (16 classi), pericoli per la salute umana (10…
  • La classe di pericolo identifica la natura del rischio (es. liquido infiammabile).
  • Sì, l’importatore è responsabile della classificazione e dell’etichettatura CLP secondo il diritto europeo, indipendentemente dalla classificazione applicata nel paese d’origine.
  • La classificazione armonizzata (allegato VI del CLP) è vincolante come classificazione minima.

Classificare correttamente una sostanza o una miscela secondo il regolamento CLP è il primo atto obbligatorio nella catena della conformità chimica: da questa decisione dipendono l’etichetta, la scheda di sicurezza, gli obblighi di notifica all’inventario C&L e, in molti casi, le restrizioni di vendita e uso. Sbagliare classe o categoria significa etichette non conformi, schede di sicurezza errate e responsabilità civili e penali in caso di incidente.

Questa guida descrive l’intera struttura delle classi di pericolo CLP, con le categorie, i pittogrammi associati e i criteri di classificazione più rilevanti per chi gestisce prodotti chimici in ambito industriale, commerciale o di e-commerce.

La struttura del sistema CLP: classi, categorie e criteri

Il regolamento (CE) n. 1272/2008 (CLP) recepisce in Europa il sistema GHS (Globally Harmonised System) dell’ONU, adattandolo al quadro normativo europeo. La classificazione si basa su criteri scientifici descritti negli allegati I e II: per ogni classe di pericolo esistono soglie, metodi di prova o dati fisico-chimici e tossicologici che definiscono a quale categoria appartiene una sostanza o miscela.

Le classi sono organizzate in tre macro-categorie:

  • Pericoli fisici — 16 classi che riguardano proprietà fisico-chimiche come infiammabilità, esplosività, ossidazione.
  • Pericoli per la salute umana — 10 classi che coprono tossicità acuta e cronica, irritazione, sensibilizzazione, cancerogenicità.
  • Pericoli per l’ambiente — 3 classi relative all’ecotossicità acquatica e all’ozono stratosferico.

Con il regolamento delegato (UE) 2023/707, applicabile dal 1° luglio 2025, sono state aggiunte nuove classi: perturbatori endocrini per la salute umana (ED HH), perturbatori endocrini per l’ambiente (ED ENV), PBT (persistente, bio-accumulabile, tossico) e vPvB (very PBT), PMT (persistente, mobile, tossico) e vPvM.

Pericoli fisici: le 16 classi

Queste classi si basano prevalentemente su proprietà misurabili in laboratorio secondo metodi standardizzati (es. UN TDG, ASTM, ISO). La tabella seguente riepiloga le classi più rilevanti per prodotti chimici di uso comune.

Classe di pericolo Categorie (1=più grave) Pittogramma GHS Menzione d’avvertimento
Liquidi infiammabili Cat. 1, 2, 3, 4 GHS02 (fiamma) Pericolo (Cat.1-2), Attenzione (Cat.3-4)
Solidi infiammabili Cat. 1, 2 GHS02 (fiamma) Pericolo / Attenzione
Gas infiammabili Cat. 1A, 1B, 2 GHS02 (fiamma) Pericolo (Cat.1), Attenzione (Cat.2)
Esplosivi Divisioni 1.1–1.6 e Cat. instabile GHS01 (bomba che esplode) Pericolo
Liquidi/solidi ossidanti Cat. 1, 2, 3 GHS03 (fiamma su cerchio) Pericolo / Attenzione
Gas compressi Gas compresso, liquefatto, disciolto, refrigerato GHS04 (bombola) Attenzione / Pericolo (refrigerato)
Sostanze/miscele corrosive per i metalli Cat. 1 GHS05 (corrosione) Attenzione
Liquidi/solidi piroforici Cat. 1 GHS02 (fiamma) Pericolo

Il punto di infiammabilità (flash point) è il parametro chiave per i liquidi infiammabili: soglia Cat.1 (<23 °C, punto ebollizione ≤35 °C), Cat.2 (<23 °C, punto ebollizione >35 °C), Cat.3 (≥23 °C e ≤60 °C), Cat.4 (>60 °C e ≤93 °C).

Pericoli per la salute: le 10 classi

Questa area è la più critica per chi gestisce prodotti di consumo, detergenti professionali, solventi o ingredienti industriali. Le classificazioni derivano da dati tossicologici — studi su animali, dati epidemiologici, analogia strutturale — e sono spesso soggette a classificazione armonizzata obbligatoria (tabella VI dell’allegato VI CLP).

  • Tossicità acuta (orale, dermica, per inalazione): Cat. 1–5. I valori DL50 determinano la categoria; Cat. 1 corrisponde a DL50 orale ≤5 mg/kg nel ratto.
  • Corrosione/irritazione cutanea: Cat. 1 (A/B/C) = corrosivo; Cat. 2 = irritante; Cat. 3 = lieve irritazione.
  • Gravi lesioni oculari / irritazione oculare: Cat. 1 = danno irreversibile (H318); Cat. 2A/2B = irritazione reversibile (H319).
  • Sensibilizzazione cutanea e respiratoria: Cat. 1 (1A/1B). I sensibilizzanti cutanei portano H317; quelli respiratori H334.
  • Mutagenicità sulle cellule germinali: Cat. 1A, 1B, 2 — basate su evidenze di mutagenicità in vivo o in vitro.
  • Cancerogenicità: Cat. 1A (evidenza umana), 1B (evidenza animale), Cat. 2 (sospetta).
  • Tossicità riproduttiva: Cat. 1A, 1B, 2 e categoria supplementare per effetti sull’allattamento.
  • STOT — esposizione singola: Cat. 1, 2 (organo bersaglio definito); Cat. 3 (narcosi, irritazione vie respiratorie).
  • STOT — esposizione ripetuta: Cat. 1, 2 — tossicità sistemica cronica a dosi sub-letali ripetute.
  • Pericolo in caso di aspirazione: Cat. 1, 2 — rilevante per idrocarburi e solventi (es. white spirit).

Pericoli per l’ambiente

Le classi ambientali del CLP sono tre. La tossicità acquatica è la più frequente nei prodotti chimici industriali e detergenti.

  • Pericolo acuto per l’ambiente acquatico: Cat. 1 (CL50/CE50/LC50 ≤1 mg/L per pesci, crostacei o alghe).
  • Pericolo cronico per l’ambiente acquatico: Cat. 1–4, basate su NOEC o chronic NOEC e sulla rapidità di degradazione (non rapida degradazione = più severo).
  • Pericoloso per lo strato di ozono: Cat. 1 — sostanze elencate nel protocollo di Montreal.

Le nuove classi introdotte dal Reg. (UE) 2023/707 — ED HH, ED ENV, PBT, vPvB, PMT, vPvM — si aggiungono a partire dal luglio 2025 con pittogrammi e indicazioni H specifici.

Classificazione armonizzata (CLH) vs. classificazione autonoma (SDL)

Per alcune sostanze la classificazione è fissata a livello europeo ed è vincolante: si trova nell’allegato VI del regolamento CLP e non può essere modificata in senso meno restrittivo. Le sostanze con classificazione armonizzata sono prevalentemente CMR (cancerogeni, mutageni, tossici per la riproduzione) e sensibilizzanti respiratori.

Per tutte le altre sostanze e per le miscele, il responsabile dell’immissione sul mercato deve effettuare la classificazione autonoma (SDL — Self-Derived Limits) applicando i criteri dell’allegato I. Per le miscele si utilizzano metodi di calcolo (bridging principles, metodo additivo per le tossicità) o dati sperimentali sulla miscela stessa.

Regola pratica: se una sostanza è in allegato VI, applica quella classificazione come minimo e aggiungi eventuali classi non armonizzate in base ai tuoi dati. Non puoi abbassare la categoria armonizzata.

Le indicazioni di pericolo H e le indicazioni di precauzione P

Ogni combinazione di classe e categoria genera un codice H (hazard statement) standardizzato, come H225 (liquido e vapori facilmente infiammabili) o H351 (sospettato di provocare il cancro). Le frasi H devono comparire per intero sull’etichetta e nella sezione 2 della scheda di sicurezza.

Le indicazioni di precauzione P (prevention, response, storage, disposal) sono scelte dal fornitore tra quelle applicabili alla classe/categoria, tenendo conto dell’uso previsto. Non tutte le P devono apparire in etichetta: il CLP ammette di limitare le P a quelle più rilevanti, purché si selezionino in modo documentato.

Obbligo di notifica all’inventario C&L

Chiunque immetta sul mercato europeo una sostanza pericolosa ai sensi del CLP (o presente nell’allegato VI o soggetta a registrazione REACH) deve notificare la classificazione all’inventario C&L gestito dall’ECHA entro 30 giorni dalla prima immissione sul mercato. La notifica avviene tramite REACH-IT. Per le miscele non esiste un obbligo analogo, ma la classificazione deve essere documentata internamente.

Classificazione delle miscele: approccio pratico

Per chi formula detergenti, solventi o prodotti misti, la classificazione della miscela deriva tipicamente da quella degli ingredienti applicando i seguenti metodi:

  1. Metodo additivo: per tossicità acuta e cronica acquatica, si sommano le concentrazioni ponderate per la tossicità di ciascun componente.
  2. Concentrazione limite: se un ingrediente classificato è presente sopra la sua soglia di concentrazione specifica (SCL) o generica, la miscela eredita quella classificazione.
  3. Principi di interpolazione (bridging): se una miscela analoga è già classificata, si può estrapolare la classificazione per diluizioni, concentrazioni o trasposizioni.
  4. Dati sulla miscela intera: preferibili dove disponibili — annullano il calcolo da ingredienti.

Aggiornamento della classificazione nel tempo

Il CLP non è statico. Gli allegati vengono aggiornati periodicamente (15° ATP, 16° ATP…) con nuove classificazioni armonizzate o revisioni di quelle esistenti. Il fornitore ha 18 mesi per adeguare etichette e SDS dalla data di entrata in vigore di un ATP. È buona pratica monitorare le pubblicazioni ECHA e le versioni aggiornate dell’allegato VI almeno una volta all’anno.

Domande frequenti

Quante classi di pericolo esistono nel regolamento CLP?

Il regolamento CLP definisce attualmente 29 classi di pericolo, suddivise in pericoli fisici (16), per la salute (10) e per l’ambiente (3). Il regolamento delegato (UE) 2023/707 ha introdotto ulteriori classi per la perturbazione endocrina e i persistenti bio-accumulabili, applicabili dal luglio 2025.

Qual è la differenza tra classe di pericolo e categoria di pericolo?

La classe identifica la natura del rischio (es. liquido infiammabile). La categoria numerica esprime la gravità all’interno della stessa classe: Cat. 1 è sempre la più severa. Insieme determinano pittogramma, menzione d’avvertimento e frasi H/P.

Un’impresa che importa da paesi extra-UE deve riclassificare?

Sì. L’importatore è responsabile della classificazione CLP secondo il diritto europeo, indipendentemente dalla classificazione applicata nel paese di origine. Se la sostanza è in allegato VI del CLP, si applica la classificazione armonizzata come minimo.

Cosa succede se classifico in una categoria meno severa di quella armonizzata?

La classificazione armonizzata è vincolante come minimo. Non è possibile attribuire una categoria meno grave di quella stabilita. È lecito aggiungere classi o categorie ulteriori se i dati lo giustificano, documentando il ragionamento nella valutazione SDL.

Come si aggiorna la classificazione quando cambiano i dati tossicologici?

Il fornitore deve rivalutare la classificazione ogni volta che acquisisce nuove informazioni che possono modificare il giudizio di pericolo (art. 15 CLP). Se la modifica altera classe, categoria, pittogramma o indicazione H, etichetta e scheda di sicurezza devono essere aggiornate entro 18 mesi.

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Avvertenza. Questo articolo ha finalità informative e divulgative e riflette la normativa vigente alla data di pubblicazione. Non sostituisce la verifica tecnica del singolo prodotto e del caso specifico. A cura della Redazione di ChimicaConforme, consulenti in conformità chimica (REACH, CLP, SDS, ADR, biocidi, RENTRI).